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Vaccini a scuola: “Occorre un gioco di squadra nell’interesse dei vulnerabili”

Si tratta certamente di un compromesso, sarebbe stato preferibile estendere l’obbligo a tutte le fasce d’età; tuttavia il provvedimento “costituisce un passaggio epocale perché si ristabilisce la responsabilità di sanità pubblica

Lo ha affermato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, intervistato dopo l’approvazione del decreto che da settembre introdurrà l’obbligo vaccinale a scuola

«Si tratta certamente di un compromesso, sarebbe stato preferibile estendere l’obbligo a tutte le fasce d’età; tuttavia il provvedimento “costituisce un passaggio epocale perché si ristabilisce la responsabilità di sanità pubblica, soprattutto in termini di emergenza come quella attuale sul morbillo».

Lo ha affermato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, commentando in un’intervista al Sir il decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” che, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 maggio, introduce l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.

I vaccini obbligatori – estesi da 4 a 12 – sono quelli previsti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale: «Con il provvedimento – spiega Ricciardi – non ci saranno più differenze regionali tra vaccinazioni facoltative e obbligatorie, già tutte comunque raccomandate. Nel nostro Paese, prosegue, per alcune malattie infettive, come ad esempio il morbillo, la soglia di protezione vaccinale dei bambini era scesa all’85%, molto al di sotto di quel 95% necessario per garantire la “immunità di gregge” della popolazione, ossia la copertura che evita la malattia a chi non può essere vaccinato».

Walter Ricciardi, presidente Istituto superiore di Sanità

Tra l’altro, non vi sarà alcun costo aggiuntivo per i cittadini: «Perché – assicura il presidente dell’Istituto superiore di sanità – tutti questi vaccini sono inclusi nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) come prestazione sanitaria gratuita».

Il decreto legge sull’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola prevede, in caso di mancata vaccinazione, il divieto di iscrizione ad asilo nido e materna per i piccoli 0-6 anni, e pesanti sanzioni (inasprite fino a 30 volte) per i genitori degli alunni 7 -16 anni con rischio della sospensione della potestà genitoriale: «Ancorché onerosa – riflette Walter Ricciardi -, la multa da sola non è risolutiva. Quanto al rischio di sospensione della potestà genitoriale, sono certo che nel 99% dei casi non vi sarà bisogno di ricorrervi. Tuttavia, di fronte all’eventualità di ripetuti rifiuti all’invito a far vaccinare i figli, cioè di fronte a un caso estremo, è bene venga contemplata anche questa ipotesi».

Il decreto dovrebbe essere applicato a partire dal prossimo settembre: «Una bella sfida – commenta Ricciardi – per il ministero, il governo, le regioni, i presidi, ma da raccogliere tempestivamente. Non possiamo perdere altro tempo, occorre un gioco di squadra nell’interesse soprattutto dei più vulnerabili».

Insomma, per Ricciardi, di fronte alla scarsa percezione nell’opinione pubblica del rischio di molte malattie infettive, occorre un’opera d’informazione, responsabilizzazione e persuasione: «Una sfida – ricorda – il cui unico criterio guida deve essere l’evidenza scientifica. Proprio all’insegna dell’evidenza scientifica, dal 1° giugno è stata avviata una campagna informativa e di sensibilizzazione sotto la regia del ministero della Salute. Di qui l’auspicio che la coercizione lasci il posto alla convinzione della necessità del vaccino, come normale forma di profilassi per i propri figli».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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