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Festa dei popoli: “Non lasciamoci spaventare dall’incontro con l’altro”

"Non possiamo lasciarci prendere dalla paura di uscire di casa e incontrare l’altro - ammonisce don Marco Pagniello -, soprattutto dopo quanto accaduto a Londra e poi Torino - dov’è bastato che qualcuno dicesse “Una bomba” per scatenare il panico. É possibile stare insieme oltre il pregiudizio"

Lo ha affermato domenica don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne, all’ottava edizione della Festa dei popoli in piazza Salotto a Pescara

La sfilata della delegazione boliviana in piazza Salotto a Pescara

Non è stato solo il gran caldo estiva a riscaldare domenica piazza Salotto, ma anche il calore delle diciassette comunità nazionali residenti a Pescara che hanno animato l’ottava edizione della Festa dei popoli, organizzata dalla Caritas diocesana di Pescara-Penne, dal tema “We love world – Apri il tuo mondo al mondo”.

Dagli stand per scoprire oggetti e tradizioni tipiche dei Paesi di ogni continente – dal Brasile all’India passando per la Romania – ai laboratori di arti e mestieri, workshop dedicati alla pizzica, alla Capoeira, alle percussioni e poi i free hugs: gli abbracci gratis per eliminare le barriere mentali e agevolare l’integrazione.

Don Marco Pagniello, direttore della Caritas pescarese, sul palco della Festa dei popoli

Un concetto, quest’ultimo, messo in pericolo dal terrorismo e dalla paura che ne consegue: «Non possiamo lasciarci prendere dalla paura di uscire di casa e incontrare l’altro – ammonisce don Marco Pagniello, direttore della Caritas pescarese -, soprattutto dopo quanto accaduto a Londra e poi Torino – dov’è bastato che qualcuno dicesse “Una bomba” per scatenare il panico. É possibile stare insieme oltre il pregiudizio».

La sfilata della delegazione ucraina

E mentre i colori dei popoli sfilavano tra due ali di folla in piazza, osservando un’integrazione tutto sommato ben riuscita, appare immediata la stridente contrapposizione con l’integrazione fallita nel ghetto di via Ariosto a Montesilvano: «Non possiamo permettere – sottolinea don Marco – che situazioni come queste si ripetano. Non basta dare una casa o un lavoro all’immigrato, bisogna realizzare una seria cultura dell’integrazione a partire dalla scuola».

Il ballo de La notte della taranta

A Pescara però, nonostante le divisioni sul mercatino etnico, la voglia d’integrazione c’è anche se manca ancora qualcosa: «Un centro interculturale permanente – osserva il direttore della Caritas -, dove le varie comunità possano incontrarsi e confrontarsi tutto l’anno. Speriamo che l’amministrazione comunale attuale e le prossime si impegnino a crearlo».

La Festa dei popoli 2017, che visto anche la partecipazione dell’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti per un messaggio di saluto, si è chiusa con i balli scatenati de La notte della taranta.

About Davide De Amicis (2442 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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