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“Basta speculazioni, è falso che la Caritas non assiste gli italiani per assistere gli immigrati”

"Siccome il Vangelo ce lo chiede - osserva monsignor Valentinetti -, riserviamo una parola di perdono anche per chi propaga queste notizie, perché sappiamo che per vivere il Vangelo dobbiamo portare la nostra croce. La portiamo volentieri insieme agli ultimi e ai reietti del mondo i quali, forse, si stanno santificando prima di noi"

Lo ha affermato domenica sera l’arcivescovo Valentinetti, in Cattedrale a Pescara, presiedendo il Pontificale solenne in occasione della festa del patrono San Cetteo

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne presiede la processione di San Cetteo

«Ero forestiero e mi avete accolto». Lo dice Gesù nel Vangelo, la Chiesa lo ricorda da sempre – elevando il verso a principio cardine della sua Dottrina sociale – e domenica sera lo ha ricordato anche l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, presiedendo il Pontificale solenne e la successiva processione del patrono alla festa di San Cetteo.

L‘arcivescovo Valentinetti pronuncia l‘omelia

Le navate della Cattedrale pescarese erano gremite di fedeli, tra i quali spiccavano il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, l’assessore Paola Marchegiani in rappresentanza del sindaco Alessandrini, il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli e il Comandante della Capitaneria di porto di Pescara l’ammiraglio Enrico Moretti, che hanno ascoltato il forte monito del presule contro chi scredita l’accoglienza dei migranti: «Ciò ha risvolti concreti e politici nella vita di una comunità – ammonisce -, ma attenzione a non parlare troppo alla pancia delle persone – speculando per qualche posto di comando – dicendo che non assistiamo gli italiani per assistere gli immigrati, perché questo è falso e chi lo dice mente, specie nei riguardi della Caritas diocesana e di quelle parrocchiali aperte a tutti».

Parole forti, ispirate dal magistero di Papa Francesco per primo attaccato per la sua propensione all’accoglienza: «Il Papa – riconosce l’arcivescovo di Pescara-Penne sta esercitando una grande profezia nella vita della Chiesa. Lui non è solo un pastore, ma è anche un profeta. E sapete, come tutti i profeti anche Papa Francesco è osteggiato e, probabilmente, sono osteggiati tutti coloro che lo ascoltano e fanno tutto quello che lui chiede nella vita della Chiesa, ma questo rientra in una logica di santità e di comprensione del Vangelo che è sempre lo stesso ieri, oggi e sempre. Soprattutto, si rimprovera a questo nostro Santo Padre – e a chi segue le sue indicazioni anche nella nostra diocesi – di avere un cuore troppo aperto verso gli immigrati».

Le autorità e i tanti fedeli presenti in Cattedrale

Con le sue parole forti, dunque, l’arcivescovo Valentinetti ha inteso inviare un messaggio diretto alle autorità politiche in fibrillazione mentre, negli stessi minuti, a Montesilvano – dove domani verranno inaugurati mensa ed emporio Caritas nel palazzo ex Artigianluce dopo anni di rinvii e polemiche – un comitato cittadino sfiorava la rissa con gli africani accampati sul lungomare. A Pescara è invece il centro destra, con il gruppo regionale e comunale di Forza Italia, a chiedere spiegazioni al sindaco Marco Alessandrini sulla presunta candidatura della struttura comunale “La volpe”, in via Valle Furci, a ospitare un gruppo di profughi gestiti dalla Caritas diocesana.

Ma nonostante l’evidente disappunto, alla fine monsignor Valentinetti ha ritrovato parole di comprensione: «Siccome il Vangelo ce lo chiede – osserva -, riserviamo una parola di perdono anche per chi propaga queste notizie, perché sappiamo che per vivere il Vangelo dobbiamo portare la nostra croce. La portiamo volentieri insieme agli ultimi e ai reietti del mondo i quali, forse, si stanno santificando prima di noi».

Una santità che deriva dal sacramento del battesimo: «Ha un’influenza costante nella nostra vita – sottolinea il presule -. Se lo vogliamo accogliere, se gli facciamo spazio, se allarghiamo il cuore, allora sì che il battesimo avrà la sua forza in noi e soprattutto, potrà condurci alle mete più alte della santità, che non sono impossibili da ricercare e apprendere nella nostra vita, ma sono realizzabili. Ciò, naturalmente, comporta fare delle scelte di campo come quella di dare spazio a Gesù Cristo, il Maestro, che vuole essere il primo nella nostra vita e ci vuole alla sua sequela».

L‘uscita del busto di San Cetteo per la processione

E chiaramente la santità richiede l’adesione totale al Vangelo: «Che molto spesso – riconosce l’arcivescovo – è scomodo e non è facile da accogliere “A chi ti percuote su una guancia, tu porgi anche l’altra, a chi ti prende la tunica tu dagli il mantello, a chi ti costringe di fare un miglio con lui tu fanne due. Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. E ancora “Nessuno ti ha condannata, neppure io ti condanno”. E poi “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, malato e in carcere e siete venuti a trovarmi. Quando l’avrete fatto al più piccolo dei vostri fratelli, l’avrete fatto a me”».

A margine della Santa messa, l’arcivescovo di Pescara-Penne ha annunciato che sarà il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, a presiedere la liturgia eucaristica in occasione della festa liturgica di San Cetteo martedì 10 ottobre.

I fedeli partecipanti alla processione del patrono

Inoltre, ha chiesto una prima intenzione di preghiera per l’anniversario dei suoi quarant’anni di ordinazione sacerdotale, celebrati la scorsa domenica 25 giugno in forma privata, e una seconda ancora più accorata per i tragici fatti che stanno accadendo in Venezuela: «Ho appena parlato – racconta monsignor Tommaso Valentinetti – con uno dei neo cardinali creati da Papa Francesco, vescovo di uno dei sacerdoti venezuelani che vivono in mezzo a noi, e lui ha chiesto preghiere perché la pace possa tornare nel cuore di quegli uomini e di quelle donne. E soprattutto trionfi la giustizia, trionfi la verità. Non ci si sia chi sia superiore all’altro o opprima l’altro, ridando speranza e certezza di vita che stanno perdendo a causa della mancanza di cibo e di medicinali. Molte persone muoiono a causa della mancanza di medicine di primaria importanza e, purtroppo, il governo attuale non permette nemmeno che esse possano entrare attraverso gli aiuti internazionali. È una situazione molto difficile, dobbiamo pregare il Signore – anche per intercessione di San Cetteo – per questi nostri fratelli».

Al termine del Pontificale solenne, è stata portata in processione l’antico busto ligneo di San Cetteo recentemente restaurato. Il corteo solenne ha attraversato via D’Annunzio, Ponte D’Annunzio, via Caduta del forte, piazza Duca d’Aosta, Ponte Risorgimento – dal quale l’arcivescovo ha impartito la benedizione sulla città e sul fiume – piazza Unione, viale Marconi e via Conte di Ruvo, per poi rientrare in Cattedrale.

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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