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“Il Signore conceda sapienza e azioni amministrative profetiche”

"Io credo - esordisce l’arcivescovo Valentinetti - che questo sia il dono che dovremmo chiedere incessantemente al Signore, un cuore saggio e intelligente per fare le buone scelte, per vivere le buone pratiche della vita umana che ci è data da vivere e che prepara al Regno dei cieli"

Lo ha auspicato ieri l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la Santa messa in occasione della festa di Sant’Andrea seguita dalla tradizionale processione in mare

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, pronuncia l'omelia

Ha incentrato la sua riflessione su come prepararsi all’avvento del Regno di Dio, traendo spunto dai brani biblici di ieri, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti che ha presieduto la Santa messa nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea all’interno della chiesa omonima.

La chiesa di Sant’Andrea gremita

Per rispondere all’interrogativo, il presule ha preso a riferimento la prima lettura nella quale il re Salomone, interrogato da Dio su cosa volesse avere in concessione, chiede di avere la capacità di discernere tra il bene e il male la quale, infine, gli viene concessa: «Io credo – esordisce l’arcivescovo Valentinetti – che questo sia il dono che dovremmo chiedere incessantemente al Signore, un cuore saggio e intelligente per fare le buone scelte, per vivere le buone pratiche della vita umana che ci è data da vivere e che prepara al Regno dei cieli».

Una capacità, quella della sapienza, che dovrebbe essere esercitata specialmente da coloro che sono gli amministratori pubblici, alcuni dei quali presenti alla Santa messa: «Un re che chiede la sapienza dovrebbe essere un esempio per chi governa. Chiedere la sapienza – spiega monsignor Valentinetti -, il discernimento dei cuori che è saper vedere solo il vero e unico bene del proprio popolo, delle persone che si affidando al loro servizio. Mi verrebbe da fare qualche piccolo esempio, come la costruzione della nuova portaelicotteri che si sta preparando, del costo di 1.100.000.000 di euro a carico del nostro Governo. Mi domando se sia proprio necessario, visto che già abbiamo due portaerei che restano attraccate in due porti italiani, perché non abbiamo il gasolio per farle partire. A chi giova? A chi serve? Qual è la finalità?».

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia la preghiera del marinaio

Di contro, l’arcivescovo ha richiamato l’attenzione sulla crisi idrica in atto: «Ma quanto si sta spendendo – s’interroga ironicamente – per mettere a posto le condotte idriche che sono un colabrodo? O forse si spende per altro, o forse un referendum per la pubblicizzazione dell’acqua è stato disatteso e nel frattempo ci sono grossi dividendi, da parte di azionisti che hanno il potere sulle grandi aziende idriche?».

Da qui l’auspicio dell’arcivescovo di Pescara-Penne: «Che il Signore conceda sapienza, discernimento, coraggio, forza e, qualche volta, azioni amministrative profetiche che vadano controcorrente. Il Signore guarderà e benedirà».

Al termine della celebrazione eucaristica, l’arcivescovo ha poi letto la preghiera del marinaio così come egli stesso ha aggiornato sui temi contemporanei, essendo la preghiera risalente ai primi anni del secolo scorso:

«A Te Signore, Dio eterno creatore di tutto l’universo, cui obbediscono il vento, il mare e le onde. Noi gente di mare, naviganti, pescatori e marinai, da tutte le imbarcazioni al servizio dell’umanità leviamo i cuori. Signore, proteggi e benedici tutti i popoli della terra, dona a essi la giustizia, la fraternità e la pace. Fa che le tempeste, i flutti, il mare agitato, non impediscano mai la convivenza civile e il soccorso di coloro che in mare lavorano o cercano la via di una patria più sicura. Le nostre navi siano sempre al servizio del progresso civile, della difesa contro ogni terrorismo separando i contendenti a favore delle missioni di pace e di non violenza. Benedici, o Signore, le famiglie dei naviganti che attendono con fiducia il ritorno dei loro cari. A tutti, dà la certezza di aver compiuto bene il proprio dovere di credenti, di cittadini e di gente di mare. Accogli, o Signore, nella palma dell’oceano eterno tutti coloro che nel lavoro marittimo, o nella ricerca di una sicurezza di vita, sono morti tra le onde del mare, lontani dalla loro casa. Benedici, amen».

Padre Carlo Mattei, nuovo parroco di Sant’Andrea

Infine, l’annuncio dell’avvicendamento tra i padri oblati alla guida della parrocchia di Sant’Andrea: «Don Costante Baron – annuncia Valentinetti -, che ha appena compiuto 50 anni di sacerdozio, si appresta a lasciare questa comunità parrocchiale. Lo sostituirà l’attuale vicario parrocchiale Padre Carlo Mattei, che prenderà servizio a metà settembre, nel continuità e del servizio apostolico nel compito che i padri oblati fanno nella città da molto tempo. Questi avvicendamenti ci consolano per un solo motivo, perché vuol dire che i padri oblati tengono a Pescara e non se ne vanno, nonostante l’esiguità delle vocazioni che loro hanno e questo ci è di grande conforto».

Il sindaco Marco Alessandrini con le altre autorità

Quindi la processione in mare di Sant’Andrea, ripresa dalle telecamere Rai di Lineablu, ha lasciato la chiesa per dirigersi verso l’imbarco al molo nord – a bordo del motopesca Nausicaa comandata dal presidente degli armatori pescaresi Mimmo Grosso – ma percorrendo via Buozzi, nel cuore di Borgo marino nord, il corteo si è  fermato davanti a un altare allestito dalle famiglie dei pescatori: «Ci fermiamo a rivolgere un pensiero deferente – esordisce Marco Alessandrini, sindaco di Pescara – a quanti andando per mare, non sono più tornati. Ed è un elenco lungo, che purtroppo si è aggiornato di recente a causa del mare che continua a chiedere un tributo di vite umane. Il pensiero va a quante, madri, mogli, spose, fidanzate, sorelle, sono nell’attesa che ti consuma e ti macera perché poi l’amato bene non torna a casa».

La processione in mare

Il pensiero è inevitabilmente andato anche ai due pescatori Elia Artone e Carlo Mazzi, scomparsi a bordo della loro imbarcazione – durante un nubifragio – lo scorso martedì al largo di Giulianova. Non a caso, al rientro della processione in mare, i tradizionali fuochi pirotecnici colorati non erano tinti solo del bianco e dell’azzurro di Pescara, ma anche dei colori giuliesi giallo e rosso. Tornando al programma della festa stasera, alle 21.30 sul palco della Madonnina, si esibirà Rita Forte in concerto. A mezzanotte chiusura con i fuochi pirotecnici sul mare, a cura della ditta Fire flash di Picciano.

About Davide De Amicis (2465 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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