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3 ottobre. Quattro anni per non dimenticare

Una giornata di preghiera e meditazione per le vittime dell’immigrazione

Si celebra oggi la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione istituita, nel marzo 2016, per ricordare l’inabissamento avvenuto all’alba del 3 ottobre 2013 quando, a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, 368 migranti persero la vita.

«Chiediamo alle parrocchie e ad ognuno – l’invito di don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana – di fermarsi un momento per meditare il mistero della morte e per pregare per tutte le vittime. La morte crea sempre un turbamento, ci spiazza; in queste situazioni, invece, sembra che sia scontato mettere in conto alcune perdite, come se non stessimo parlando di vite umane. Davanti a queste morti, alla fuga di tanti fratelli che, pur sapendo di rischiare la vita, si mettono in viaggio non possiamo essere indifferenti».

Un momento per fare memoria, sì, ma anche un tempo per educarci all’accoglienza perché quello che è accaduto non si ripeta ancora.

 «Riprendendo le parole di papa Francesco domenica a Bologna – continua don Pagniello – vorrei insistere sull’importanza dell’incontro con l’altro che ci fa scoprire la bellezza che ognuno porta nella sua storia e la ricchezza che può nascere dal dialogo e dalla conoscenza. Impariamo ad essere comunità aperta all’accoglienza perché chi viene incontro a noi possa integrarsi e vivere la speranza nel futuro, smarrita nei luoghi dai quali fuggono».

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