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San Francesco: “Grande missionario di speranza, perché il cristiano non è profeta di sventura”

"Ai politici italiani dico siate padri. - l'invito del cardinale Bassetti, presidente della Cei - L’Italia oggi, per un motivo o per l’altro, è fatta di povera gente. In questo momento, nel nostro Paese è povero anche chi ha le tasche piene di quattrini perché ha una famiglia disastrata, vive tante incomprensioni o drammi interiori. Tutti siamo poveri e bisognosi dell’abbraccio di San Francesco"

Lo ha affermato stamani Papa Francesco, presiedendo l’udienza generale in piazza San Pietro nella solennità di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia

Papa Francesco

«San Francesco d’Assisi è stato un grande missionario di speranza». Papa Francesco stamani ha cominciato con queste parole, salutate da un applauso dei 15 mila fedeli presenti in piazza San Pietro, la catechesi dell’udienza dedicata al tema “Missionari di speranza oggi”: «Sono contento di farlo – spiega il Papa – all’inizio del mese di ottobre, che nella Chiesa è dedicato in modo particolare alla missione, e anche nella festa di san Francesco d’Assisi».

Successivamente, il Pontefice ha ricordato che il cristiano non è un profeta di sventura: «Capito questo? – ribadisce – Noi non siamo profeti di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, è Gesù morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. Questo è il nucleo della fede cristiana».

15 mila fedeli piazza San Pietro per l’udienza generale

Infatti, a detta del Santo Padre, se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale: «Il Vangelo – osserva Papa Bergoglio – sarebbe allora un libro edificante, anche consolatorio, ma non sarebbe un annuncio di speranza. Ma i Vangeli non si chiudono col venerdì santo, vanno oltre, ed è proprio questo frammento ulteriore a trasformare le nostre vite».

I discepoli di Gesù erano abbattuti in quel sabato dopo la sua crocifissione: «Quella pietra rotolata sulla porta del sepolcro – ricorda Papa Francesco – aveva chiuso anche i tre anni entusiasmanti vissuti da loro col Maestro di Nazareth. Sembrava che tutto fosse finito, e alcuni, delusi e impauriti, stavano già lasciando Gerusalemme. Ma Gesù risorge!».

Questo fatto inaspettato rovescia e sovverte la mente e il cuore dei discepoli: «Perché Gesù non risorge solo per sé stesso – sottolinea il Papa -, come se la sua rinascita fosse una prerogativa di cui essere geloso. Se ascende verso il Padre, è perché vuole che la sua risurrezione sia partecipata ad ogni essere umano, e trascini in alto ogni creatura».

E nel giorno di Pentecoste, i discepoli sono trasformati dal soffio dello Spirito Santo: «Non avranno solamente una bella notizia da portare a tutti – conclude il Santo Padre -, ma saranno loro stessi diversi da prima, come rinati a vita nuova. La risurrezione di Gesù ci trasforma con la forza dello Spirito SantoGesù e vivo tra noi, è vivente, e ha quella forza di trasformarsi».

La Basilica superiore di San Francesco ad Assisi

E ad Assisi, nella Basilica papale di San Francesco, sempre stamane è stato l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale ligure cardinale Angelo Bagnasco a presiedere la Santa messa solenne in onore di San Francesco patrono d’Italia. Infatti, è stata accesa con l’olio offerto dalla Regione Liguria la Lampada votiva dei Comuni d’Italia, accesa dal sindaco Genova Marco Bucci.

Card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della pieve

A margine della celebrazione, è intervenuto anche il presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve: «Assisi e Norcia sono le terrazze sull’Europa – afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, ai microfoni della trasmissione “Bel tempo si spera” di Tv2000 -. Ai politici italiani dico siate padri. L’Italia oggi, per un motivo o per l’altro, è fatta di povera gente. In questo momento, nel nostro Paese è povero anche chi ha le tasche piene di quattrini perché ha una famiglia disastrata, vive tante incomprensioni o drammi interiori. Tutti siamo poveri e bisognosi dell’abbraccio di San Francesco».

Inoltre, a detta del porporato, il Vangelo va annunciato come è uscito dalla bocca di Gesù: «E va applicato – continua – a tutte le creature e prima di tutti agli uomini con lo stesso cuore con cui lo ha applicato Gesù. San Francesco ha capito questo e si è assimilato totalmente a Cristo. San Francesco, come Papa Francesco, sono persone che si sono assimilate al Vangelo e non lo predicano ma lo dicono. Predicare il Vangelo riesce a tutti, ma dirlo significa che sgorga dalla vita».

Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei ministri

Quindi un’ultima concentrazione su San Francesco patrono del nostro Paese: «L’Italia – conclude il cardinale Bassetti – non poteva avere un padre più grande e significativo di San Francesco. Oggi San Francesco all’Italia direbbe «pace». Non la direbbe soltanto, ma la farebbe».

Infine, dopo il suo saluto alla Nazione, anche il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni è intervenuto, scrivendo un pensiero sul libro delle presenze della Basilica di San Francesco: «L’esperienza di San Francesco e della festa del patrono d’Italia – scrive il premier – porta fiducia e speranza. E chiedo a tutti voi un impegno di pace e solidarietà».

About Davide De Amicis (2507 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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