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Inaugurata la Biblioteca diocesana: “Mirabile e ben concepita clinica dell’anima”

"La cultura - auspica l'arcivescovo Valentinetti - possa essere il segno di elevazione per chi, purtroppo, molte volte subisce l’emarginazione anche da parte della cultura stessa. Noi, invece, vorremmo che ci fosse un mondo di pensanti, non di indifferenti ed esclusi"

Lo ha affermato ieri sera, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, inaugurando lo spazio intitolato a Carlo Maria Martini

Il cardinale Ravasi e l'arcivescovo Valentinetti tagliano il nastro della Biblioteca Carlo Maria Martini

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Nell’ambito di una cerimonia sentita e partecipata, ieri sera il presidente del Pontificio consiglio della cultura il cardinale Gianfranco Ravasi ha inaugurato la nuova Biblioteca diocesana intitolata al cardinale Carlo Maria Martini, all’interno dell’ampio salone al secondo piano della Curia diocesana – in piazza Spirito Santo a Pescara, fortemente voluta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti e non solo: «L’idea di questa biblioteca – esordisce il presule – nasce dall’idea di averne una per l’Istituto superiore di Scienze religiose Giuseppe Toniolo, perché la Pontificia Università Lateranense – università affiliante – ce ne ha chiesto vivacemente la realizzazione, ma nasce anche dal desiderio di raggruppare i nostri fondi librari, che sono i pochi libri che siamo riusciti a sistemare negli ultimi due giorni di lavoro e poi gli altri libri che ancora devono entrare in biblioteca, che sono il fondo moderno e il prezioso fondo antico – che la nostra diocesi possiede grazie all’antichità delle diocesi di Penne, dove si è fatta strada la realtà della diocesi di Pescara-Penne».

La nuova Biblioteca diocesana

La biblioteca, grazie a un sistema di scale e soppalchi, è stata realizzata su tre livelli – il piano terra ospiterà riviste e opere scientifiche, il primo il fondo moderno e il secondo il fondo antico grazie a un sistema di scale e soppalchi – e al termine dell’allestimento conterrà tutti i 10 mila volumi in possesso dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, ma è in grado di contenerne fino a 25 mila.

Una biblioteca, che nei locali della Curia ha letteralmente riempito un vuoto, venendo usata per ospitare tre soli eventi dall’arcivescovo emerito Iannucci e una riunione dall’attuale arcivescovo: «Una mattina di un anno e mezzo fa – racconta monsignor Valentinetti -, passando davanti a questa sala vuota con il preside e con il segretario dell’Istituto Toniolo, capimmo che la biblioteca si sarebbe potuta fare qui, essendo un luogo posto nel cuore della diocesi – sia per la Curia che per l’Episcopio – e non molto lontano dall’Istituto Toniolo stesso. Da quel momento abbiamo iniziato a pensarci, ho consultato collaboratori e tecnici, e piano piano il progetto ha preso corpo. Ora vedete da voi stessi questa realizzazione bella, magnifica, straordinaria».

Card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura

Un’opera che ha impressionato lo stesso cardinale Ravasi, che di biblioteche se ne intende avendo diretto la Biblioteca Ambrosiana di Milano, il cui nome – a pari di quello dell’arcivescovo Valentinetti – è stato impresso indelebilmente nell’epigrafe posta all’ingresso del locale a memoria della cerimonia inaugurale: «Da questo momento in avanti – afferma il presidente del Pontificio consiglio della cultura -, mi trovo legato quasi in maniera epigrafica a Pescara, avendo anche una presenza simbolica all’interno di questo spazio che è veramente mirabile. Io ho visitato biblioteche in tutto il mondo, moderne, antiche, storiche, contemporanee, e devo riconoscere che mi ha sorpreso l’ingresso in uno spazio così ben concepito, così creativo dal punto di vista strumentale, strutturale, funzionale ed estetico con l’effetto delle  vetrate istoriate molto suggestive».

Un folto pubblico ha assistito all‘inaugurazione

Successivamente, il porporato ha narrato due episodi storici da lui considerati suo cibo quotidiano e spirituale: «Il primo – spiega il cardinale Ravasi – attiene alla storia classica, riferendosi a Ecateo di Abdera nella sua visita in Egitto a Tebe nella corte del faraone Ramses II. Gli venivano mostrate le meraviglie del luogo quando, osservando la scritta in geroglifico su di un portale, la sua traduzione in greco era “clinica dell’anima” e si riferiva proprio alla biblioteca del faraone. Lo è anche dal punto di vista teologico, se consideriamo che la Bibbia è una biblioteca di 73 volumi».

La benedizione impartita dal cardinale Ravasi e dall‘arcivescovo Valentinetti

Il secondo episodio è invece quello citato dal teologo e filosofo tedesco, di origini italiane, Romano Guardini in riferimento a un episodio della seconda guerra mondiale, quando un gruppo di soldati insieme a un cappellano finirono inermi in una sacca del terreno mentre il nemico avanzava verso di loro: «I nemici sparavano contro di loro – racconta il cardinale -, non sapevano più cosa fare, ormai non c’erano più munizioni sufficienti, il cappellano non sa più cosa dire e allora compie un gesto significativo. Prende il suo vangelo, strappa le pagine e ne dà una ad ogni soldato, in una sorta di comunione finale con le pagine del libro che è il Vangelo. E tutti muoiono con questa pagina che era stata data loro. La funzione del libro, se sacro, è anche quella di essere comunione con Dio e anche col mistero della morte».

Paola Damiani, presidente Fondazione Pescarabruzzo

Quindi il porporato ha impartito la benedizione sulla nuova biblioteca, i cui lavori sono stati finanziati quasi esclusivamente dalla Fondazione Pescarabruzzo, già partner dell’arcidiocesi di Pescara-Penne per la realizzazione di altre opere segno, come la Cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II: «Siamo stati onorati – commenta Paola Damiani, presidente della Fondazione – di aver avuto l’opportunità di realizzare questo progetto e potrebbero esserci anche altre collaborazioni, visto che ormai la nostra è un’intesa collaudata».

L‘ installazione di Franco Sciusco “Il nuovo re”

Al termine della cerimonia inaugurale, c’è stato anche il momento per presentare l’opera artistica che impreziosirà la Biblioteca diocesana “Carlo Maria Martini”, ovvero l’installazione realizzata dall’artista internazionale, originario di Ortona, Franco Sciusco che ha modellato con le sue sapienti mani fino a creare l’effige un giovane, fragile nella sua nudità ma possente nel corpo, “Il nuovo re”: «Abbiamo cercato di dare un’interpretazione a questo nome – ricorda l’arcivescovo Valentinetti -. È un’opera fatta di cartone e qui dentro ci sarà tantissima carta. Quest’affinità è importante, ma è un nuovo re povero dalle sembianze un po’ malconce e tutto si rifà a quel nuovo re, che partendo da quelle sembianze malconce ha poi redento il mondo. E allora quest’opera, nello stile inconsapevolmente ispirata al grande scultore Igor Mitoraj – autore delle porte bronzee della Basilica di Santa Maria degli angeli a Roma – che riporta le stesse forme tagliate sulle braccia e sulle gambe, abbiamo voluto collocarla qui perché anche i nuovi re poveri, ultimi, umili, che forse sono abbandonati, possano elevarsi. La cultura possa essere il segno di elevazione per chi, purtroppo, molte volte subisce l’emarginazione anche da parte della cultura stessa. Noi, invece, vorremmo che ci fosse un mondo di pensanti, non di indifferenti ed esclusi».

Da qui la frase tratta dagli scritti di Carlo Maria Martini, apposta sul segnalibro ricordo dell’inaugurazione:

“Sulla croce Gesù è ormai vinto, un impotente, uno di cui non si ha più paura. E allora tutta la perfidia, la vigliaccheria umana si scatena. Prima avevano paura di attaccarlo apertamente, ma ora che non può più nuocere tutti si scagliano contro di lui. È un segno tipico della vigliaccheria umana godere nell’umiliare i deboli. Dio non ha redento il mondo con la forza, ma con la morte sulla croce dell’uomo. Dio, che è Gesù Cristo, non ci ha comandato di diffondere nel mondo la sua verità con la forza con fuoco o con la spada, ma di annunziarlo come prigionieri del suo amore”

La consegna del dono al cardinale Ravasi, con monsignor Valentinetti e Sciusco

«Questo nuovo re – conclude l’arcivescovo di Pescara-Penne -, prigionieri di un’immagine di cartone e dell’amore che siamo chiamati a portare».

A margine monsignor Valentinetti ha donato una seconda opera dell’artista Franco Sciusco al cardinale Gianfranco Ravasi, un angelo di terracotta con lamine d’oro, come pensiero augurale nel giorno del suo settantacinquesimo compleanno.

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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