Ultime notizie

Catechisti: “Educate al sociale. No a parrocchie-pediatrie, occupatevi di giovani e adulti”

"Celebriamo il mandato diocesano - afferma Massimiliano Petricca, responsabile Ufficio catechistico diocesano -, è un momento importante per la nostra comunità cristiana che si impegna a trasmettere e a vivere con entusiasmo il Vangelo di Gesù. È un compito insieme delicato ed esaltante, ricco di scoperte e di belle sorprese. È Gesù stesso che ce l’ha affidato e ci ha promesso il sostegno dello Spirito. Noi lo accogliamo volentieri e vogliamo assumerci questo impegno con gioia e responsabilità"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, conferendo il mandato diocesano a catechisti ed educatori riuniti nel Santuario della Divina Misericordia

L'arcivescovo Valentinetti consegna la Bibbia ai catechisti della forania di Pescara centro

È un mandato catechistico, quello conferito ieri dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti nel Santuario della Divina Misericordia, destinato a rinnovarsi per tutto l’anno pastorale attraverso il passaggio di un’antica Bibbia da una forania all’altra ogni due settimaneHanno cominciato ieri i catechisti della forania di Pescara centro che in questi giorni, in cui custodiranno il testo sacro, saranno chiamati ad animare la vita della forania stessa e non solo: «Da un anno – ricorda l’equipe dell’Ufficio catechistico diocesano -, abbiamo attivato un gruppo Facebook chiamatoCatechisti e educatori arcidiocesi di Pescara-Penne” (all’interno del quale ieri è stato trasmesso l’incontro in streaming) – e da oggi vorremmo coinvolgere proprio voi, catechisti ed educatori delle parrocchie diocesane, per animarlo evitando che venga abbandonato. L’idea nasce come momento di condivisione per mettere insieme idee e iniziative che si svolgono nelle varie parrocchie, che possano essere da stimolo per quelle più ai margini dell’arcidiocesi». Così, nei 15 giorni previsti, ogni forania potrà postare foto, video e materiali che raccontino delle attività svolte in parrocchia, oltre a organizzare un momento comunitario di preghiera all’inizio, durante o al termine della permanenza della Bibbia.

Massimiliano Petricca, responsabile diocesano dell’Ufficio catechistico

Questa è solo la prima novità lanciata ieri dall’Ufficio catechistico diocesano che ha trovato in Massimiliano Petricca, sposato con quattro figli e da oltre 20 anni segretario dell’Istituto superiore di Scienze religiose Giuseppe Toniolo, il suo nuovo responsabile: «È la prima volta – esordisce ironicamente – che, per volere dell’arcivescovo, la guida di questo ufficio viene presa da un laico e non da un sacerdote, quindi vi chiedo di avere pietà di me. Carissimi, oggi celebriamo il mandato diocesano, è un momento importante per la nostra comunità cristiana che si impegna a trasmettere e a vivere con entusiasmo il Vangelo di Gesù. È un compito insieme delicato ed esaltante, ricco di scoperte e di belle sorprese. È Gesù stesso che ce l’ha affidato e ci ha promesso il sostegno dello Spirito. Noi lo accogliamo volentieri e vogliamo assumerci questo impegno con gioia e responsabilità». Un impegno che prende spunto dal verbo del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, abitare, al centro dell’itinerario pastorale dell’anno: «Lo declineremo nelle nostre parrocchie – assicura Petricca -, il luogo dove viene dato l’annuncio del Vangelo, attraverso numerose iniziative».

Beniamino Cardines, coordinatore Progetto Impulse

Tra le novità più recenti, spicca sicuramente il progetto Impulse, il Vangelo nell’era digitale: «Abbiamo scandagliato il Vangelo di Marco – spiega Beniamino Cardines, coordinatore del progetto – e abbiamo visto che Gesù vi comunica in modo particolare. Guarda la persona, tiene conto degli ambienti, parla in un altro modo. L’iniziativa si articolerà in due anni, da novembre a maggio 2017-2018 e da novembre a maggio 2018-2019, incontrandoci una domenica al mese con un massimo di 25 persone (per info e iscrizioni scrivere a catechesi@diocesipescara.it o contattare il numero 331 9008528) tenendo un’esegesi contemporanea, in cui capiremo dei frammenti del Vangelo di Marco che abbiamo scelto guardandoli con occhi nuovi. E poi ci sarà un momento dedicato alla comunicazione, allo story telling, alla narrazione, alla teologia della narrazione e a tutto quello che è oggi la comunicazione nell’era digitale a livello cross-mediale, ovvero a cavallo di più media. Questo perché voi tutti, che siete impegnati a fare i catechisti, sempre più vi rendete conto che i ragazzi che incontriamo sono sempre più ricchi di informazioni che provengono da più fonti. Allora, abbiamo l’esigenza di capire come entrare nei nuovi linguaggi che i ragazzi fruiscono e potremo farlo attraverso laboratori, incontri di scrittura e produzioni video. Siamo convinti che se tutti noi, come Chiesa, tornando a produrre cultura contemporanea a partire dal Vangelo, potremo sicuramente comunicare alla società attuale fatta anche dai ragazzi che partecipano ai nostri incontri di catechismo».

Appuntamenti confermati saranno la Giornata diocesana dei catechisti e degli educatori – che si terrà a Pescara il 4 febbraio 2018e il Festival biblico che tornerà la prima settimana di luglio. Mentre un’altra novità, a partire dai mesi di febbraio e marzo per cinque incontri di giovedì sera, sarà un cammino verso la conoscenza metodologica della retorica biblica a cura del direttore dell’Istituto Toniolo Padre Roberto Di Paolo. Inoltre, presso la parrocchia pescarese di San Marco, sono ripartiti il primo e il terzo anno della Scuola di bibliodrammatica.

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, pronuncia l’omelia

Al termine della presentazione delle iniziative, l’arcivescovo Valentinetti ha poi presieduto la Santa messa di conferimento del mandato catechistico, introdotto dall’omelia che ha preso spunto dalla famosa espressione – riportata dal Vangelo domenicale – “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio”: «Avete conosciuto tutti la figura di San Giovanni Bosco – afferma il presule -, educatore di giovani, educatore nella fede, educatore nel lavoro e nella vita. Ebbene, lui diceva che i ragazzi da formare dovevano essere dei buoni cristiani, ma anche dei buoni cittadini. Adesso, confessiamocelo sinceramente, noi l’educazione alla vita sociale dei ragazzi non la facciamo. Facciamo, me lo auguro, una buona educazione di fede, ma siamo mancanti in questo aspetto importante, perché questa educazione non la ricevono da nessuno. Che l’educazione sia alla fede neanche a dirlo. San Paolo, nella seconda lettura, dice che ricorda i tessalonicesi nelle sue preghiere dicendo di tenere presente l’operosità della loro fede, la fatica della loro carità e la fermezza della loro speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio nostro Padre. Quando avete fatto fede, speranza e carità avete fatto dei buoni cristiani. E i buoni cittadini? Facciamo capire loro che ci sono i valori dell’onestà, della verità, della non corruzione, del non ricorrere alle raccomandazioni, di una custodia del creato – state vedendo cosa accade a Torino dove non riescono più ad uscire di casa per lo smog?».

Il Santuario della Divina Misericordia gremito da catechisti ed educatori

Dunque, secondo l’arcivescovo di Pescara-Penne, la custodia di questa casa comune è soprattutto nei doveri che si imparano da piccoli della cittadinanza, del saper conservare i luoghi e del vivere un rapporto fraterno nella società: «Credo che su questo punto – esorta -, dobbiamo fare un salto di qualità per fare dei buoni cristiani, ma anche dei buoni cittadini. Cari fratelli, su questo credo che dobbiamo fare tutti un cammino di fede».

Un’altra chiave di lettura, successivamente, l’arcivescovo Valentinetti l’ha data in riferimento alla categorie a cui rivolgere la catechesi: «Le nostre parrocchie – osserva -, nell’educazione di fede, non possono continuare ad essere delle pediatrie. Che voglio dire? Che la maggior parte di voi si occupa di bambini, forse di adolescenti, e dei giovani e degli adulti chi se ne occupa? Se, come dice Papa Francesco, le nostre parrocchie sono ospedali da campo, negli ospedali non c’è solo il reparto pediatrico, ma anche gli altri reparti dove vengono curati gli adulti. Rimbocchiamoci le mani su questo. Vi ricordo che sta per cominciare un cammino per educatori di giovani, così come è appena partito il cammino di formazione sul tema del lavoro all’Istituto Toniolo. Fratelli, dobbiamo svegliarci, piegarci le maniche. Cerchiamo di diversificare l’impegno, essendo capaci di servire con verità il ministero che vi viene affidatovi. Queste cose le dico a voi come le dirò ai parroci. Intanto, preghiamo il Signore perché ci conceda il suo Spirito Santo e perché voi, al di là di quello che saprete fare, potrete essere, non tanto fare, ma quanto essere, come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website

2 Comments on Catechisti: “Educate al sociale. No a parrocchie-pediatrie, occupatevi di giovani e adulti”

  1. Emanuela Rampa // 31 ottobre 2017 a 18:04 //

    È giusto occuparsi dei giovani e non solo di bambini.I giovani saranno il nostro futuro e dobbiamo aiutarli a vivere in positivo con la speranza di un lavoro e di una propria dignità .L’ascolto , l’accoglienza e la condivisione sono elementi che aiutano a vivere nell’amore e nella comprensione senza più essere soli a superare le difficoltà.

  2. filomena Massidda // 23 ottobre 2017 a 11:53 //

    Percepito l’esigenza di quanto oggi il nostro Arcivescovo sta realizzando ma non avevo chiara la visione d’insieme.Grazie ,Arcivescovo, per questa iniziativa .

I commenti sono bloccati.