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“Giovani, i politici sono irresponsabili: mettetevi al servizio del bene comune”

"Allora la formazione - sottolinea l'arcivescovo -, che può essere offerta a livello diocesana, sia incessante interessandoci dei problemi della storia, dei nostri paesi e delle nostre città. Non possiamo continuare a delegare altri e andare a votare, che è un diritto e un dovere, tappandoci il naso per quello che puzza meno"

Lo ha affermato giovedì sera l’arcivescovo Valentinetti, rivolgendosi a giovani e adulti dell’Azione cattolica diocesana riuniti a Pescara per rinnovare l’adesione

«Ragazzi, non possiamo continuare a lasciare i nostri paesi e le nostre città in mano a questi politici che non hanno senso di responsabilità e lavorano solo per essere rieletti». È stato un monito durissimo, seguito da una stroncatura senz’appello di un’intera generazione politica a livello locale e nazionale, quello rivolto giovedì sera dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ai giovani e agli adulti dell’Azione cattolica pescarese, riuniti nella parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in occasione della veglia di preghiera per il rinnovo dell’adesione all’associazione ecclesiale a 150 anni dalla sua fondazione.

Uno sfogo, quello del presule, ispirato direttamente dalle parole di Papa Francesco che, lo scorso 30 aprile in piazza San Pietro, aveva chiesto ai giovani di Ac: “Mettetevi in politica, mettetevi nella grande politica – quella con la maiuscola – attraverso la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale”: «Noi dobbiamo recuperare questi spazi – esorta l’arcivescovo Valentinetti – e metterci al servizio del bene comune. Non possiamo continuare a chiudere gli occhi sugli scempi delle amministrazioni che accadono intorno a noi. O sugli scempi che si stanno realizzando, a livello nazionale, in quello che dovrà essere – e chi lo sa?! – il nuovo Governo per altri cinque anni, con una finanza impazzita che governa il mondo e le cose e distrugge ogni bene possibile, avvilendo le classi più povere, coloro che non hanno la possibilità di realizzarsi. Sono molto amareggiato, perché vedo molte cose che non vorrei vedere».

Tanti gli aderenti intervenuti alla veglia di preghiera

Le ha viste conducendo la visita pastorale nelle parrocchie diocesane: «In pochissimi paesi – afferma – ho visto sindaci che lavorano per il bene della comunità, che si sacrificano mettendoci del proprio».

Da qui un ulteriore appello per la partecipazione alle prossime elezioni: «Allora la formazione – sottolinea l’arcivescovo -, che può essere offerta a livello diocesana, sia incessante interessandoci dei problemi della storia, dei nostri paesi e delle nostre città. Non possiamo continuare a delegare altri e andare a votare, che è un diritto e un dovere, tappandoci il naso per quello che puzza meno».

Ma per realizzare quest’obiettivo è necessario, appunto, investire sulla formazione: «Come diocesi già offriamo qualcosa – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne, riferendosi agli incontri di formazione socio-pastorale avviati presso l’Istituto superiore di Scienze religiose Toniolo lo scorso 20 ottobre e che si protrarranno fino al maggio prossimo -, ma voi come Azione cattolica dovete ripensare questo progetto in grande. Del resto, i più grandi amministratori e politici della nostra Italia sono usciti dall’Ac, dando la loro vita per il bene del Paese sapendo che il loro era un compito di servizio e qualcuno la vita ce l’ha pure rimessa. Un nome per tutti, Aldo Moro. I più giovani non lo ricorderanno, ma io che ero a Roma nel 1978 quando fu ucciso, ho vissuto giorni terribili pensando a quello che stava accadendo alla storia italiana».

Infine, il presule ha voluto ancora una volta sollecitare giovani e adulti all’impegno: «Il mio accorato appello – conclude – è perché senza fughe in avanti, e senza la presunzione di avere la verità, possiamo riflettere e impegnarci seriamente».

In seguito, dopo il primo legato alla città, monsignor Tommaso Valentinetti ha ricordato ai soci di Azione cattolica di altri due progetti della Chiesa, fatti propri anche dalla Chiesa di Pescara-Penne: «Uno – approfondisce – è quello della nostra Chiesa diocesana, affinché siate radicati in questa Chiesa e nelle vostre parrocchie in cui vivere la fedeltà all’Ac. Un progetto che, forse, è molto più grande di voi o diverso dai vostri pensieri. Ma come ricordava il profeta Isaia, nelle letture di domenica scorsa, “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie e come il cielo è altro sulla terra, così i miei pensieri sono alti sui vostri pensieri”».

E allora, a detta dell’arcivescovo, non contano i piccoli progetti: «Ma conta – aggiunge – il progetto grande e straordinariamente bello, fonte di comunione. Perché di questo abbiamo bisogno, di comunione. Noi possiamo fare evangelizzazione in mille modi, ma sapete cosa converte chi non crede? L’amore e la comunione tra noi. È lì che passa la storia di un’evangelizzazione che non è fatta di parole, di metodo, ma è fatta di vita. Il mondo non si converte con le chiacchiere, ma con la comunione e l’amore che siamo in grado di vivere».

L’altro progetto, invece, riguarda la salvaguardia dell’ambiente, della nostra casa comune: «La nostra madre terra violentata ogni giorno di più – denuncia il presule -, distrutta ogni giorno di più, sfruttata ogni giorno di più, inquinata ogni giorno di più. Fate un atto di coraggio, mettetevi non a leggere, ma a studiare l’enciclica di Papa Francesco Laudato si, perché lì troverete cosa vuole dire realizzare uno sviluppo integrale dell’uomo, della natura, della storia, di un’armonia che si deve creare sulla madre terra e nel cosmo».

Un tema, questo, che sembra lontano dalle nostre piccolezze umane, ma non è così: «Maria – evidenzia l’arcivescovo Valentinetti – si è lasciata sconvolgere da un progetto più grande, il Dio fatto uomo e fatto carne che doveva raccontare l’amore di Dio a tutta l’umanità. Noi dobbiamo raccoglierlo questo progetto perché anche noi, come Maria, siamo chiamati di nuovo a partorire il Figlio per raccontare all’umanità l’amore di Dio e lo possiamo raccontare non con le parole, ma con la vita, con l’impegno, con il servizio e con una storia di vita che possa essere anche il piccolo granello di seme che, caduto a terra, muore dando comunque molto frutto».

About Davide De Amicis (2725 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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