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La parrocchia di San Luigi intitola una sala a don Laurino Circeo

"Ho sempre pensato - osserva l'arcivescovo Valentinetti - che Lourdes sia un pezzetto di paradiso venuto sulla terra, che ho avuto la fortuna di contemplare insieme a questo nostro fratello. E Laurino non era quasi mai da solo, ma sempre dietro a una carrozzella a spingere qualche malato che voleva andare fin sotto la grotta. E quel pezzetto di Paradiso spero, e credo, possa essere il premio al suo seguire il Signore"

È stato l’arcivescovo Valentinetti, venerdì 29 dicembre, a scoprire e benedire la targa commemorativa del primo diacono diocesano pescarese

L'arcivescovo Valentinetti benedice la sala dedicata a don Laurino Circeo

Lo scorso venerdì è stato l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti a scoprire e benedire la nuova targa, che intitola un salone della parrocchia di San Luigi Gonzaga a Pescara alla memoria di don Laurino Circeo. Il primo diacono ordinato in diocesi il 17 settembre 1977, dall’allora arcivescovo di Milano cardinale Giovanni Colombo – nell’ambito del diciannovesimo Congresso eucaristico nazionale che si stava svolgendo a Pescara, che ha prestato a lungo servizio proprio nella nota parrocchia di Pescara Porta Nuova.

Don Laurino Circeo

Dopo la cerimonia di intitolazione della sala, avvenuta in occasione del secondo anniversario dalla sua scomparsa della sala, lo stesso arcivescovo Valentinetti, presiedendo la Santa messa, ha ricordato la vita e le gesta compiute da Laurino Circeo, nel solco di quelle che aveva compiuto anche Gesù nel corso della sua vita terrena: «Un mio amico – racconta il presule – dice sempre che la vita terrena di Gesù è stata bella, buona e felice. Pensate al focolare domestico di Maria, Gesù e Giuseppe. Pensate alla vita bella, buona e felice di Gesù con i suoi apostoli, con i suoi amici e le sue amiche. Pensate alla vita bella, buona e felice nell’intimità amicale di Lazzaro, Marta e Maria, alla vita bella, buona e felice di uno che sapeva guardare la natura e sapeva contemplarla. Una vita bella, buona e felice quando si accostava agli ammalati e non solo dava ad essi, quando necessitava, il miracolo della guarigione, ma dava ad essi la cura. Perché il Vangelo ci dice che non solo Gesù li guarì, ma ci dice anche che li curò. Pensate al nostro Laurino».

Successivamente, il presule ha fatto anche una riflessione sulla figura della Vergine Maria: «Che tante volte – ricorda – è stata davanti agli occhi del nostro fratello Laurino, non fosse altro per le volte che la venerava nella nostra diocesi, nelle parrocchie dove svolgeva il suo servizio, ma anche nel suo peregrinare a Lourdes con gli ammalati dell’Unitalsi. Lì Maria è il segno della gloria e in quella gloria tutto si è riconcilia, tutto diventa unità, tutto diventa amore e avvento del regno definitivo del Cristo che torna nella gloria. Non per niente, ho sempre pensato che Lourdes sia un pezzetto di paradiso venuto sulla terra, che ho avuto la fortuna di contemplare insieme a questo nostro fratello. E Laurino non era quasi mai da solo, ma sempre dietro a una carrozzella a spingere qualche malato che voleva andare fin sotto la grotta. E quel pezzetto di Paradiso spero, e credo, possa essere il premio al suo seguire il Signore».

About Davide De Amicis (2769 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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