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Cattolici, ortodossi e protestanti: “Uniti dall’amicizia condivisa con i poveri”

"I poveri - sottolinea don Achille Villanucci, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo - sono alla base della nostra vita cristiana. Dio si è fatto povero e, attraverso Gesù Cristo, è nato in una stalla. Come cristiani dobbiamo stare con i poveri. Ortodossi, protestanti, cattolici, non ci sono differenze. Siamo tutti al servizio dei poveri"

Lo ha affermato lunedì Roberta Casalini, responsabile locale della Comunità di Sant’Egidio, alla preghiera ecumenica con i senzatetto alla stazione centrale di Pescara

La preghiera ecumenica all'ingresso della stazione centrale di Pescara

Carità e solidarietà sono due parole dal significato universale che, lunedì sera davanti alla stazione centrale di Pescara nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, hanno unito cattolici, ortodossi e protestanti in un momento di preghiera ecumenica con i senzatetto, ai quali hanno poi offerto la cena: un piatto di zuppa e una bevanda calda, panini, rustici e dolci per illuminare con un sorriso – in una sera d’inverno – il volto segnato dalle rughe e dalla lotta per la sopravvivenza degli ultimi e degli scartati.

Un momento della cena servita ai senzatetto

Uno di questi è Dimitru, un cinquantenne arrivato a Pescara da una cittadina rumena vicino Costanza per lavorare e avere un futuro migliore mentre, invece, un tragico destino l’ha fatto incappare nella malattia, confinandolo alla vita in strada: «Sono arrivato qui cinque anni fa – racconta -, ma non ho mai potuto lavorare, perché a un mese dal mio arrivo ho preso la tubercolosi. Ho passato un anno all’Ospedale Civile di Pescara dove il professor Giustino Parruti, che ringrazio, mi ha guarito. Ma ho perso un polmone e ora posso fare solo pochi passi a piedi o in bici. Mi ospita la Caritas e non sono qui solo per un panino, la preghiera fa bene a tutti».

Dimitru è sopravvissuto ma molti altri, per un motivo o per un altro, non ce l’hanno fatta sulle strade pescaresi: «In questa serata – spiega Roberta Casalini, responsabile pescarese della Comunità di Sant’Egidio – abbiamo voluto pregare per Michele, che abbiamo conosciuto per strada e ci ha insegnato a vivere con i nostri fratelli in difficoltà, per Fabrizio scomparso un anno fa, per Emilio, Kyle, Domenico, Cristian e Cosimo, che sono stati su queste strade».

Da qui è partita la riflessione, scandita dall’intervento di tutte le Chiese cristiane a partire da quella cattolica: «I poveri – sottolinea don Achille Villanucci, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, insieme al vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne don Lucio Giacintucci – sono alla base della nostra vita cristiana. Dio si è fatto povero e, attraverso Gesù Cristo, è nato in una stalla. Come cristiani dobbiamo stare con i poveri. Ortodossi, protestanti, cattolici, non ci sono differenze. Siamo tutti al servizio dei poveri».

Paolo Tpdaro, Greetie van der Veer, Roberta Casalini, Padre Alin Iarca e don Achille Villanucci

Dello stesso avviso la pastora della Chiesa metodista, in via Latina a Pescara, Greetie van der Veer: «In questo mondo, dove trionfano arroganza, egocentrismo e prevaricazione del prossimo – osserva – ci sono troppe persone senza un tetto sulla testa. Che tutti loro, possano incontrare altri i quali, con il loro cuore, il loro sguardo e il loro abbraccio, possano scaldarli».

Il pastore avventista Paolo Todaro, della comunità di Scafa, ha invece preso spunto da un racconto di Madre Teresa di Calcutta, nel quale un povero solo a se stesso ha riacceso la sua lampada dopo aver incontrato le suore da lei inviate: «Se nella vita – sintetizza il pastore protestante – avrai acceso un barlume di speranza, non avrai vissuto invano».

Molti i partecipanti

Altrettanto sentite le parole di Padre Alin Iarca, della Chiesa ortodossa rumena, con sede nella parrocchia dei Santi Simeone e Anna in via Caduti per servizio: «Ringraziamo il Signore – afferma – che ci ha permesso di essere qui e di essere le sue mani, perché nel momento in cui facciamo del bene, diventiamo le sue mani».

Dunque l’unità dei cristiani si esprime anche servendo il prossimo: «La carità non ha limiti – conclude Roberta Casalini –  ed è importante essere uniti in questo. L’unità la costruiamo attraverso la nostra amicizia, da condividere con i poveri per i quali siamo l’unica famiglia».

About Davide De Amicis (2686 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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