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I giovani pescaresi al Sinodo con Papa Francesco

"Ci auguriamo - auspica don Domenico Di Pietropaolo - che il Sinodo possa riportare un nuovo entusiasmo nel mondo giovanile, perché è da questo che i giovani devono ripartire per dare slancio al loro progetto di vita"

Don Domenico Di Pietropaolo, direttore della Pastorale giovanile diocesana, racconta la marcia di avvicinamento e le modalità di partecipazione

Sta entrando nel vivo la macchina organizzativa che porterà anche i giovani pescaresi a vivere il Sinodo dei vescovi a loro dedicato, partecipando all’incontro con Papa Francesco che avrà luogo al Circo Massimo di Roma sabato 11 e domenica 12 agosto prossimi. Questo l’appuntamento clou a cui i giovani pescaresi si prepareranno vivendo, prima, altri appuntamenti a livello diocesano e regionale.

Con lo slogan “Per mille strade: i giovani italiani in viaggio verso Roma”, infatti, i ragazzi pescaresi vivranno dapprima l’esperienza di un pellegrinaggio, organizzato a livello diocesano, che venerdì 10 agosto li porterà ad incontrarsi presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, a Isola del Gran Sasso (Teramo), con tutti gli altri giovani provenienti dalle altre diocesi abruzzesi. Lo stesso faranno i giovani molisani, incontrandosi tutti presso il Santuario di Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso (Isernia): «La particolarità di questo pellegrinaggio – spiega don Domenico Di Pietropaolo, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile – è che ogni parrocchia o movimento, potrà organizzarsi come meglio crederà scegliendo mete e santuari anche diversi da quello di Isola del Gran Sasso. L’importante sarà vivere l’esperienza spirituale del pellegrinaggio, del mettersi in cammino, per poi essere tutti a Roma l’11 e 12 agosto».

A tal proposito, a livello diocesano, una prima tappa di avvicinamento al grande incontro sarà la Tenda di ascolto dedicata ai giovani, nell’ambito del prossimo Festival biblico: «Sarà un modo – sottolinea don Domenico – per tendere l’orecchio, fare silenzio e mettersi in loro ascolto nell’ambiente in cui vivono». Un secondo importante appuntamento in preparazione al Sinodo, sarà invece caratterizzato dal pellegrinaggio diocesano in Terra Santa con l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti che avrà luogo dal 30 luglio al 6 agosto prossimi: «Un pellegrinaggio rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni d’età – ricorda il direttore della Pastorale giovanile diocesana -, la cui prima iscrizione scadrà sabato 17 febbraio, che avranno la possibilità di riscoprire il senso della fede cristiana nei luoghi dove Gesù è nato, è vissuto, è morto ed è risorto. Sarà dunque un viaggio alla riscoperta di se stessi, tornando alle origini».

Don Domenico Di Pietropaolo, direttore Ufficio diocesano Pastorale giovanile

Anche in questo caso, per le parrocchie o movimenti che scegliessero di non partecipare, la raccomandazione resta la stessa: «Vivere l’esperienza di un pellegrinaggio – esorta don Domenico Di Pietropaolo -, magari vissuto a livello parrocchiale con gruppi e movimento, che però venga comunicato all’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile per mantenere comunque uno spirito di comunione, in attesa di vederci a Roma».

Il meeting dei giovani italiani con Papa Francesco al Circo Massimo, si svolgerà all’insegna dello slogan “Siamo qui”: «Le iscrizioni all’incontro – precisa don Domenico Di Pietropaolo – partiranno il primo marzo e sarà possibile espletarle scegliendo fra un pacchetto del costo di 40 euro pasti esclusi (la cena di sabato 11, la colazione e il pranzo di domenica 12 agosto) e un secondo pacchetto del costo 50 euro pasti inclusi. Entrambi i pacchetti comprenderanno la copertura assicurativa, i trasporti all’interno di Roma, la solidarietà, il kit del pellegrino e il contributo spese per l’organizzazione dell’evento. Solo attraverso l’iscrizione, da richiedere all’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile scrivendo un’e-mail a giovani@diocesipescara.it, ognuno riceverà il pass indispensabile per poter accedere al Circo Massimo accessibile a partire dalle ore 13 di sabato 11 agosto».

Successivamente, in base al programma ufficiale, l’evento inizierà alle 16.30 con delle testimonianze mentre alle 18.30 arriverà il Papa che alle 19 presiederà la veglia di preghiera per il Sinodo. Alle 21.30, inoltre, inizierà la serata di festa che culminerà alle 23 con la Notte bianca: «Chi vorrà – puntualizza don Domenico Di Pietropaolo – potrà fermarsi a dormire al Circo Massimo, mentre chi avrà ancora energia da spendere potrà fare un giro per Roma approfittando delle iniziative messe in campo dall’organizzazione».

Infatti, alcune chiese capitoline resteranno aperte e al loro interno sarà possibile confessarsi e partecipare ad adorazioni eucaristiche, ma non solo: «Le guide dell’associazione Pietre vive – aggiunge il direttore della Pastorale giovanile – si metteranno a disposizione dei giovani, accompagnandoli in due percorsi differenti. Il primo sarà dedicato alla riscoperta di Caravaggio, mentre il secondo permetterà di conoscere la storia delle basiliche paleocristiane».

L’indomani mattina, a partire dalle 6.30 quando verranno aperti i varchi, i giovani saranno attesi in piazza San Pietro per partecipare alla Santa messa presieduta da Papa Francesco – alle 9.30 – seguita dall’Angelus: «Ci auguriamo – conclude il presbitero – che il Sinodo possa riportare un nuovo entusiasmo nel mondo giovanile, perché è da questo che i giovani devono ripartire per dare slancio al loro progetto di vita».

IL QUESTIONARIO PREPARATORIO

Intanto, nei mesi scorsi, i movimenti e le associazioni ecclesiali presenti in diocesi – unitamente a quelli presenti in tutte le diocesi italiane – hanno risposto al questionario preparatorio del Sinodo che ha indagato il mondo giovanile attraverso tre macro-aree. Tutto questo, non prima di aver approfondito il quadro della realtà diocesana: «Non abbiamo parlato dell’aspetto pratico parrocchiale – afferma don Domenico, citando il documento inviato alla Segreteria del Sinodo -, ma di mettere in condizione i giovani di parlare di diventare dei buoni cristiani e dei cittadini del mondo. È questa la sfida principale, fare in modo che siano in grado di intraprendere strade e stili di vita anche in controtendenza con la superficiale meda giovanile. Infatti, senza un adeguato accompagnamento, i giovani sono spesso lasciati in balia di se stessi e delle loro momentanee sensazioni, tra l’altro assecondate da una cultura del consumismo che tende a far leva sugli istinti e sulle pulsioni primordiali, azzerando il pensiero critico».

Da qui la successiva analisi delle criticità del contesto sociale vissuto oggi dai giovani: «La mancanza di lavoro – continua il direttore della Pastorale giovanile diocesana – rappresenta la prima piaga sociale della nostra regione, capace di imporre a molti giovani l’obbligo di emigrare per cercare fortuna altrove. Il contesto culturale, specie nei paesi e nei piccoli centri, è a volte caratterizzato da una ristrettezza d’orizzonti con il bar e la sala giochi a rappresentare – spesso – il principale centro di aggregazione giovanile».

Ma anche la famiglia e l’Università lasciano emergere delle problematiche, che condizionano negativamente la vita dei giovani: «La famiglia – osserva don Domenico Di Pietropaolo – è spesso frantumata e, a volte, funge da ostacolo rispetto alle iniziative proposte dalle parrocchie o dai movimenti, risultando spesso incapace di orientare e trasmettere il valore della progettualità. Perfino l’Università, che potrebbe sperimentare il luogo dove sperimentare una progettualità aperta alla realizzazione di sogni e aspirazioni, a volte finisce per risultare un luogo di aridità in cui il giovane anticipa l’appiattimento su contenuti materialistici, tipica della successiva fase adulta. Da questo deriva una grandissima fragilità interiore che, a volte, può rappresentare il substrato in cui possono maturare scelte sbagliate. Il rischio delle dipendenze, droghe, gioco d’azzardo, nonché dipendenza da internet e sessualità fine a se stessa, sono sempre dietro l’angolo».

Ma c’è un aspetto positivo, legato ai luoghi di aggregazione giovanile: «Quelli che hanno maggiormente successo in ambito ecclesiastico – sottolinea Di Pietropaolo – coincidono maggiormente con le strutture educative della parrocchia, quali gruppi, associazioni o movimenti. Riscontriamo una potenziale disponibilità dei giovani al messaggio della Chiesa, ma a condizione che essa si riavvicini a loro, ascoltandoli e comprendendone le ragioni. I giovani hanno un grande rispetto dell’individuo e della sua libertà e, pur riconoscendo nella Chiesa un importante e condivisibile patrimonio di valori, non accettano il fatto che questi sembrino loro imposti. I giovani chiedono alla Chiesa maggior coerenza nel vivere il messaggio evangelico che annuncia e maggiore disponibilità e trasparenza nell’affrontare tematiche scomode».

In definitiva, dopo che nelle Chiesa si è riflettuto molto sui giovani: «È giunto il tempo – conclude don Domenico Di Pietropaolo, citando le conclusioni del documento – di compiere tentativi concretiche mettano in discussione i pastori, gli educatori, le famiglie e le comunità cristiane».

About Davide De Amicis (2632 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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