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“Dalla messa dobbiamo uscire meglio di come siamo entrati”

"Partecipare all’Eucaristia - sottolinea Papa Francesco - impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato. Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta, abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello"

Lo ha affermato stamani Papa Francesco, pronunciando l’ultima catechesi sulla messa all’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro

Papa Francesco

«La messa non è soltanto memoria: si vive di nuovo la Passione e la Resurrezione di Gesù». Lo ha affermato stamani Papa Francesco, presiedendo l’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro – alla presenza di 20 mila fedeli davanti ai quali il Pontefice ha dato gli auguri di buona Pasqua al suo predecessore Benedetto XVI – con la quale ha concluso il ciclo di catechesi dedicate alla messa, soffermandosi sui riti di conclusione: «Mentre la Messa finisce – ammonisce il Papa -, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. I cristiani non vanno a messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano. No! I cristiani vanno a messa per partecipare alla Passione e Resurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani. Usciamo dalla chiesa per “andare in pace” a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, glorificando il Signore con la nostra vita. Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando – ‘ma guarda questo, guarda quello’ – e con la lingua lunga, la messa non è entrata nel mio cuore perché non sono capace di vivere con la testa cristiana. Ogni volta che esco dalla messa devo uscire meglio di come sono entrato, con più voglia di dare testimonianza cristiana».

Da qui l’indicazione di una direzione di marcia, per ognuno di noi, alla fine della celebrazione eucaristica: «Dalla celebrazione alla vita – esorta il Santo Padre -, dunque, consapevoli che la messa trova compimento nelle scelte concrete di chi si fa coinvolgere in prima persona nei misteri di Cristo. Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici». Ha detto ciò spiegando cosa vuol dire lasciare agire Cristo nelle nostre opere: «Che i suoi pensieri siano i nostri pensieri – sollecita Papa Bergoglio -, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte anche le nostre scelte. E questo è santità, fare come ha fatto Cristo è santità cristiana».

I fedeli in piazza San Pietro per l’udienza generale

Quindi la citazione di San Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo – riporta il Papa -, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”: «Questa è la testimonianza cristiana – ribadisce Papa Francesco -, l’esperienza di Paolo illumina anche noi: nella misura in cui mortifichiamo il nostro egoismo, cioè facciamo morire ciò che si oppone al Vangelo e all’amore di Gesù, si crea dentro di noi un maggiore spazio per la potenza del suo Spirito».

Uno Spirito che interviene direttamente nella nostra vita: «I cristiani – precisa il Pontefice – sono uomini e donne che si lasciano allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo dopo aver ricevuto il corpo e il sangue di Cristo. Lasciatevi allargare l’anima! Non queste anime così strette, chiuse, così piccole, egoistiche: anime grandi, con grandi orizzonti! Lasciatevi allargare l’anima con la forza dello Spirito dopo aver ricevuto il corpo e il sangue di Cristo».

A detta del Papa, che per spiegare il senso della testimonianza cristiana nella vita quotidiana ha usato a braccio una metafora evangelica, i frutti della messa sono poi destinati a maturare nella vita di ogni giorno: «La messa – afferma – è come il chicco, il chicco di grano, che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù. Il culto eucaristico fuori della messa, sia in forma privata che comunitaria, ci aiuta a rimanere in Cristo. Accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana. Accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia ci separa dal peccato. Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da lui con il peccato mortale».

In conclusione, Papa Francesco ha assicurato che l’eucaristia fa la Chiesa e ci unisce tutti: «Il regolare accostarci al convito eucaristico – sottolinea il Papa – rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo. Partecipare all’Eucaristia, inoltre, impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato. Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta, abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello».

Da qui un invito ai fedeli presenti a ringraziare il Signore: «Per il cammino di riscoperta della santa Messa – conclude – che ci ha donato di compiere insieme e lasciamoci attrarre con fede rinnovata a questo incontro reale con Gesù, morto e risorto per noi, nostro contemporaneo. E che la vita nostra sia sempre fiorita, così, come la Pasqua, con i fiori della speranza, della fede, delle opere buone. Che noi troviamo sempre la forza di questo nell’Eucaristia, nell’unione con Gesù. Buona Pasqua a tutti!».

About Davide De Amicis (2829 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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