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“Non fermatevi a Capaci, oggi la mafia spara meno e punta l’economia legale”

"Oggi 2.300.000 giovani hanno appena terminato gli studi - lamenta don Ciotti - ma non trovano lavoro e vivono lo smarrimento e la fatica. Non tradiamoli, questi ragazzi vanno sostenuti, incoraggiati e dotati degli strumenti per poter realizzare le loro capacità. La scuola e il lavoro dovrebbero essere le priorità di una società aperta al futuro, saranno gli esclusi di oggi a tracciare la strada del domani. Allora dev’esserci un impegno per tutelare la vita, la libertà e la dignità delle persone, dato che le mafie si nutrono proprio della povertà della gente per realizzare i loro scopi"

Lo ha affermato ieri il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, che ha incontrato gli studenti del Liceo scientifico Galilei di Pescara all’Auditorium Flaiano

Don Luigi Ciotti, sacerdote fondatore di Libera, associazioni contro le mafie, ieri all'Auditorium Flaiano

Non basta fare memoria, la mafia si evolve continuamente e la società deve evolversi con essa per fronteggiarla e combatterla al meglio. È stata questa la lezione lasciata ieri mattina agli studenti del Liceo scientifico Galileo Galilei di Pescara, raccolti nella platea dell’Auditorium Flaiano nell’ambito degli appuntamenti formativi organizzati dal Premio nazionale Paolo Borsellino, dal settantaduenne sacerdote antimafia e fondatore di Libera – Associazioni contro le mafie – don Luigi Ciotti: «Non fermatevi alla Strage di Capaci – ammonisce il noto presbitero -. Oggi, dopo 26 anni, la mafia è cambiata. Fate bene a fare memoria, ma abbiamo il dovere di leggere quello che accade oggi. Lo dobbiamo al magistrato Paolo Borsellino che, da uomo di grande intelligenza, aveva definito quei giorni di esaltazione per i quasi 500 imputati del maxiprocesso contro la mafia “Perniciose illusioni”. Quelli che allora sono stati condannati a 30 anni, oggi sono fuori. Quei vuoti oggi sono stati nuovamente riempiti».

Carlo Cappello, dirigente scolastico del Liceo scientifico Galilei con gli studenti

Parole che hanno provocato sgomento e stupore nei visi dei 500 alunni presenti ieri, ma che sono servite a rilanciare il loro impegno già forte per la legalità, sancito dall’iscrizione del Liceo Galilei alla rete di Libera e dal lavoro stesso dei ragazzi, che hanno portato a termine il Progetto legalità. Le classi seconde hanno studiato il fenomeno mafioso attraverso la letteratura, oltre all’associazione Libera, le terze si sono recate in Campania – per approfondire il fenomeno delle eco-mafie nei luoghi di don Peppe Diana – e le quarte hanno visitato la Sicilia per conoscere le storie di chi si è ribellato la mafia: «Con il Progetto legalità – spiega il dirigente scolastico Carlo Cappellonon vogliamo parlare di legalità come qualcosa di straordinario, ma di ordinario nelle nostre vite dove cercare il rispetto delle persone e la verità».

Da qui riparte l’impegno ad approfondire la mafia d’oggi, guidati dal monito di don Ciotti che ha fatto riferimento alle relazioni della Direzione nazionale e della Commissione parlamentare antimafia: «Non c’è regione italiana che possa definirsi immune da essa – sottolinea -, che ha cambiato organizzazione e spara meno – al di là di quanto è accaduto con la sottovalutata Mafia del Gargano -, si consolida inseguendo una vocazione imprenditoriale nell’economia legale. E si incontra all’interno della zona grigia. Quella sfera relazionale dove al confine tra la sfera legale e quella illegale dai confini opachi».

Tutto questo, per il fondatore di Libera, si combatte attraverso l’azione continua, la condivisione delle prassi e la corresponsabilità con le istituzioni. Ma soprattutto, essendo virtuosi nell’ordinario: «Coraggio e umiltà – osserva don Luigi Ciottinon richiedono eroismi, ma generosità e responsabilità. Il mio è un orizzonte di normalità e quotidianità. Il mio impegno non è contro le mafie, ma il mio è un impegno per la legalità e per la libertà e la dignità di tutte le persone. Il nostro impegno dev’essere per la vita, creando le condizioni affinché tutti siano liberi. Chi è povero non è  libero, chi è senza lavoro non è libero».

A tal proposito, don Luigi Ciotti ha poi ricordato come in Italia abbiano appena terminato gli studi 2.300.000 giovani: «Ma non trovano lavoro – lamenta il sacerdote – e vivono lo smarrimento e la fatica. Una società che non si cura dei ragazzi, non si cura della propria storia e del proprio avvenire. Non tradiamoli, questi ragazzi vanno sostenuti, incoraggiati e dotati degli strumenti per poter realizzare le loro capacità. La scuola e il lavoro dovrebbero essere le priorità di una società aperta al futuro, saranno gli esclusi di oggi a tracciare la strada del domani. Allora dev’esserci un impegno per tutelare la vita, la libertà e la dignità delle persone, dato che le mafie si nutrono proprio della povertà della gente per realizzare i loro scopi».

About Davide De Amicis (2610 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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