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Il coraggio di tre madri riconosciuto con il Premio “Sì all’uomo” Allegrino

"Questo premio - sottolinea Antonella Allegrino, presidente dell'associazione Domenico Allegrino - vuole regalare una speranza con il sì alla vita e all’uomo, da parte di tutti coloro che sono capaci di raccogliere le ferite altrui accompagnandoli affinché la vita torni a sorridere"

Antonella Lamelza, Sara Fiorentino ed Elisa Girotto alla memoria l’hanno ricevuto sabato dall’associazione Domenico Allegrino, che organizza il Premio nazionale

La consegna del Premio Sì all'uomo ad Antonella Lamelza e alla sua famiglia

Le storie di vita di tre madri coraggio sono state premiate sabato, all’Auditorium Petruzzi di Pescara, nella dodicesima edizione del Premio nazionale “Sì all’uomo” Domenico Allegrino. L’indimenticato sindaco di Pescara – testimone di valori come solidarietà e altruismo – che affermava «La mia vita è stata un capolavoro perché ho sempre amato», scomparso il 29 marzo 1999, a cui il premio è stato intitolato dall’omonima onlus pescarese che lo organizza dal 2007, riconoscendo l’impegno di quanti hanno deciso di spendere la propria vita per il prossimo senza riserve.

È sicuramente questo il caso di Antonella Lamelza, la supermamma quarantunenne di Cupello (Chieti) che, insieme al marito Luigi Di Stefano, si prende cura dei suoi dieci figli sempre col sorriso sulle labbra. L’ultima nata, Giulia, ha poco più di un anno: «Mio marito mi viene incontro su tutto – racconta -. È durissima arrivare alla fine del mese, ma ho dei figli che capiscono la nostra condizione e non hanno pretese. Riusciamo a gestirci in un appartamento di 95 metri quadri e anche ad ospitare i loro amici e a fare le feste di compleanno». Una coppia che ha scelto di dire sì alla vita anche nel momento più difficile: «Quando aspettavo Gioia, la mia nona figlia – aggiunge la madre – mi avevano consigliato di interrompere la gravidanza perché la bimba, secondo i medici, avrebbe avuto dei problemi. Io e mio marito ci siamo rifiutati, l’avremmo accolta come gli altri figli. È andato tutto bene e per questo motivo l’abbiamo chiamata Gioia».

Il collegamento con Luca, fratello di Elisa Girotto, e l‘amica Sara Pavan

La seconda storia premiata, invece, è stata quella di un’altra mamma meno fortunata, Elisa Girotto di Spresiano (Treviso), avendo potuto vedere crescere sua figlia solo per un anno prima di morire – lo scorso settembre – a causa di un male incurabile. Ciononostante le aveva acquistato i regali in anticipo, per ogni Natale e compleanno, per accompagnarla fino al suo diciottesimo compleanno: «Elisa – spiegano in collegamento video il fratello Luca e la migliore amica Sara Pavanera una persona estremamente generosa, che amava molto la vita e la famiglia e che era sempre pronta ad ascoltare e ad aiutare gli altri. I regali che ha lasciato alla bambina, sono stati un modo per prolungare la sua presenza, il suo tempo accanto a lei».

Il premio consegnato a Sara Fiorentino, in memoria della sorella Stefania

Altrettanto struggente la storia che ha premiato Sara Fiorentino, in memoria della sorella Stefania madre della piccola Bea Naso: la bambina di Torino scomparsa all’età di 8 anni, a febbraio, per una malattia rarissima che le aveva conferito la rigidità di una bambola. Sua madre Stefania, invece, se n’era già andata ad agosto stroncata da un male incurabile. Ora la sorella Sara le ricorda mediante l’associazione Il mondo di Bea, che aiuta a sostenere le cure costose dei bambini con patologie rare: «Erano due persone che amavano tanto la vita – afferma Sara -, entrambe non se ne sarebbero volute andare. Le ho sempre viste sorridere e sono fortunata perché sono ancora qui e ho una missione, non far dimenticare il sacrificio d’amore che è stato fatto da Stefania e Bea».

Antonella Allegrino, presidente dell’associazione Domenico Allegrino

Ma la kermesse, quest’anno, è stata orfana della presidente dell’associazione Domenico Allegrino, Antonella Allegrino, fermata da motivi di salute: «Questo premio – sottolinea in un videomessaggio – vuole regalare una speranza con il sì alla vita e all’uomo, da parte di tutti coloro che sono capaci di raccogliere le ferite altrui accompagnandoli affinché la vita torni a sorridere».

About Davide De Amicis (2673 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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