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Prostituzione: “C’è offerta perché c’è domanda, serve sensibilizzare ed educare alla sessualità”

"Delle 186 persone individuate - spiega Chiara Giorgi, coordinatrice del progetto - il 95% è rappresentato da donne di età compresa soprattutto tra i 19 e i 25 anni, soprattutto dell’Est Europa e nigeriane, vincolate con debiti da ripagare mediante il lavoro e riti voodoo, con tre presenze maschili concentrate nell’area della stazione ferroviaria di Pescara centrali e alcuni transessuali. Abbiamo rilevato anche la presenza di 5 presunte minori, 2 in via De Gasperi a Pescara centro e 3 all’altezza della pineta di Montesilvano"

Lo ha affermato venerdì don Marco Pagniello, al convegno “Con la schiavitù non trattiamo”, presentando l’esito del progetto Tratti-Amo

Unità di strada e in-door, uno sportello anti-tratta e accompagnamenti presso i servizi del territorio per la presa in carico di prostitute vittime della tratta di esseri umani a sfondo sessuale nei comuni dell’area costiera pescarese e non, da Francavilla al mare a Silvi. È stato il servizio compiuto, dal luglio 2016 al marzo scorso, dagli operatori della Caritas diocesana di Pescara-Penne formati dal Gruppo Abele nell’ambito del progetto “Tratti-Amo, conoscere-informare-agire”.

Don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana

Gli esiti del progetto sono stati forniti venerdì scorso, al Centro Emmaus di Pescara, nell’ambito del convegno dal tema “Con la schiavitù non trattiamo” al quale, oltre agli operatori Caritas e dei Centri di accoglienza straordinaria e Sprar, hanno preso parte anche esponenti della Prefettura, delle Forze dell’ordine e del Comune di Pescara: «Abbiamo bisogno di conoscere il fenomeno – premette don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana -, di capirlo, di lavorare insieme perché da soli non si ottengono grandi risultati. E il più grande risultato è stato proprio averlo compreso. A noi sta a cuore aiutare chi è vittima di tratta, perché c’è sempre una grande storia di sofferenza dietro».

Un’iniziativa, finanziata dall’otto per mille della Chiesa cattolica, che ha visto gli operatori costituire dapprima un’unità di strada la quale dal 28 settembre 2016 al 19 gennaio 2017 ha realizzato una mappatura del territorio: «Delle 186 persone individuate – spiega Chiara Giorgi, coordinatrice del progetto – il 95% è rappresentato da donne di età compresa soprattutto tra i 19 e i 25 anni, soprattutto dell’Est Europa e nigeriane, vincolate con debiti da ripagare mediante il lavoro e riti voodoo, con tre presenze maschili concentrate nell’area della stazione ferroviaria di Pescara centrali e alcuni transessuali. Abbiamo rilevato anche la presenza di 5 presunte minori, 2 in via De Gasperi a Pescara centro e 3 all’altezza della pineta di Montesilvano. Più che di prostitute parliamo di prostituite, per far comprendere la costrizione che c’è dietro».

Ed è proprio quest’ultima città ad aver fatto registrare la percentuale maggiore di prostitute, il 48%, seguita dal 39% di Pescara, dal 5% di Città Sant’Angelo e Francavilla e dal 3% di Silvi: «In una seconda fase da marzo a dicembre 2017 – aggiunge la Giorgi – abbiamo puntato alla riduzione del danno sanitario, cercando di creare un rapporto di fiducia per fornire informazioni riguardo alle possibilità di accompagnamento presso i servizi sanitari, o di altro tipo, affinché chiedano aiuto».

Chiara Giorgi, coordinatrice del progetto Tratti-Amo

Da questi avvicinamenti sono emersi risultati preoccupanti: «Molte volte – sottolinea la coordinatrice del progetto Tratti-Amo – sono gli stessi sfruttatori ad accompagnare queste donne presso i servizi territoriali. Sfruttatori che possono essere pseudo-fidanzati, infatti capita spesso che le ragazze non siano consapevoli di essere vittime della tratta».

Consapevolezza che gli operatori Caritas si sono impegnati a far maturare attraverso l’apertura di uni sportello anti-tratta: «Uno spazio di consulenza sanitaria e legale – afferma Chiara Giorgi – per attivare percorsi di emersione del fenomeno e progetti di protezione e inclusione sociale. Dal marzo 2016 al dicembre 2017, su 237 colloqui, abbiamo preso in carico 36 persone».

Sul fronte della repressione del fenomeno, sono costantemente attive le Forze dell’ordine che hanno tracciato un profilo del cliente: «Che noi – racconta Costanzo Pastore, ispettore superiore della Squadra mobile di Pescara – chiamiamo consumatore di sesso, perché non si tratta di uomini che litigano con le mogli cercando rapporti più semplici, ma di persone che cercano prestazioni particolari».

Costanzo Pastore, ispettore superiore della Squadra mobile di Pescara

E ad alimentare lo sfruttamento della prostituzione, è proprio la domanda: «Che aumenta sempre più, nonostante le nostre operazioni di contrasto – lamenta Pastore -. E poi le organizzazioni criminali che gestiscono la tratta, presidiano il territorio difendendolo anche con la violenza utilizzando le prostitute stesse. Recentemente, a Pescara nord, si sono aggredite per contendersi un tratto di marciapiede sotto un palo della luce».

Sul fronte della sensibilizzazione, l’equipe di progetto ha anche incontrato gli studenti dell’Università D’Annunzio di Chieti, attraverso l’organizzazione di seminari, oltre a quelli dell’Istituto tecnico Aterno-Manthonè e dell’Istituto tecnico industriale Volta di Pescara, i quali hanno partecipato ad attività laboratoriali: «Se c’è un’offerta sulle strade – ribadisce don Marco Pagniello -, vuol dire che c’è tanta domanda che richiede un grosso lavoro di sensibilizzazione e di educazione alla sessualità da fare che, come Chiesa, ci interpella». Una sfida, quest’ultima, che è la più importante da vincere: «Perché questi studenti – ammonisce Chiara Giorgi – potrebbero essere i clienti di domani».

Stefano Schirato, fotoreporter

A suggellare il progetto anche un video d’autore, che racconta la storia che accomuna tante di queste donne sfruttate, realizzato dal fotoreporter Stefano Schirato: «Quando mi è stato chiesto di fare questo lavoro – racconta – credevo si trattasse di fare delle foto, ma poi ho compreso che queste donne vittime di tratta non potevano farsi vedere e allora, con un mio collega, abbiamo deciso di scrivere una storia che è quella di tante ragazze che vengono vendute per dei soldi attraverso riti voodoo, spedite in Libia dove vengono stuprate facendo la vita delle recluse, e poi spedite in Italia con la promessa di ridare i soldi alla “madame” di turno. Tutto questo non poteva essere fotografato e quindi abbiamo pensato di raccontarlo attraverso il ricordo di una persona».

About Davide De Amicis (2700 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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