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Laudato si: “L’uomo è la causa e può essere la soluzione della crisi ecologica”

"La mia proposta - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti - è che da più parti i cattolici si risporchino le mani in politica e siccome abbiamo già una scuola di formazione socio-politica, e l’anno scorso abbiamo approfondito la tematica del lavoro, io dall’anno prossimo vorrei mettere a tema lo studio e l’approfondimento della Laudato si"

Lo ha affermato sabato 28 aprile il sindaco di Assisi Stefania Proietti, intervenuta al Comune di Pescara per l’incontro-confronto ““Laudato si: per abitare la città””

L'incontro-confronto con Stefania Proietti

Creare una rete tra Chiesa locale e associazioni ambientaliste locali, per analizzare il contesto ed elaborare nuove prassi per promuovere e dar vita ad uno stile di vita sempre più eco-sostenibile. È stata la proposta lanciata lo scorso sabato dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale, del lavoro e della salvaguardia del creato dell’arcidiocesi di Pescara-Penne alle associazioni del terzo settore presenti, nella sala consiliare del Comune di Pescara, per assistere all’incontro-confronto dal tema “Laudato si: per abitare la città” organizzato dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro con la presenza di Stefania Proietti, prima donna sindaco di Assisi eletta nel 2016.

La prima cittadina, espressione di una lista civica supportata dal Partito democratico, è giunta alla guida del comune umbro forte della sua professione di ingegnere ed esperta sul tema della riduzione dei cambiamenti climatici, sui quali ha relazionato alle Nazioni unite oltre che alle Conferenze sul clima di Parigi e Marrakesh. È stata vice direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale di Assisi e nel 2015 ha rappresentato la Cei, in tema di cambiamenti climatici, presso la Conferenza episcopale europea. Non a caso ha ispirato il suo programma politico all’enciclica ambientale di Papa Francesco Laudato si: «Il sindaco – esordisce la Proietti – non lo si fa per soldi, ma come atto d’amore per i propri cittadini. Il mio primo atto è stato la revoca di una licenza alberghiera per mafia e poi abbiamo dato vita alla “tesoreria disarmata”, individuando una banca che ha certificato la sua estraneità col commercio d’armi. Una città cambia se cambiamo tutti. È questa la rivoluzione culturale chiesta dalla Laudato si».

Stefania Proietti, sindaco di Assisi

Enciclica ambientale che si fonda sui tre verbi di vedere, giudicare e agire nei due capitoli dedicati rispettivamente all’inquinamento e ai cambiamenti climatici e sul clima e come bene comune: «Il Papa – spiega la sindaca di Assisi – va alla radice umana della crisi ecologica. Il problema è dovuto all’antropocentrismo moderno, con l’uomo troppo al centro senza guardare al creato e ciò provoca danni. Ma siccome l’uomo è la causa, può esserne anche la soluzione attraverso l’ecologia integrale. Se il tema dell’ambiente non lo distinguo dal tema della vita, dell’etica e dello stile di vita, ho anche la soluzione. Ognuno, nel suo campo, ha la responsabilità di cambiare il mondo».

Si tratta, in definitiva, di cambiare il nostro stile di vita con il Papa che invoca una conversione ecologica: «Ma il Papa – aggiunge la prima cittadina umbra – ci dice anche che siamo davanti ad una difficile crisi socio-ambientale. Già nel 2006 eravamo a conoscenza del fatto che ci sarebbe stata un’ondata di profughi ambientali, che sarebbe arrivata a 250 milioni di persone nel 2030 se non avessimo avviato la riduzione del cambiamento climatico, con la temperatura del pianeta cresciuta già di un grado nel secolo scorso e che ora rischia di alzarsi ancora di un grado».

E i problemi socio-ambientali sono anche quelli connessi alle guerre che, nel mondo, vengono combattute per accaparrarsi il controllo delle risorse naturali dei singoli Paesi: «Immaginate dove passa il petrolio – osserva la Proietti – e vedrete dove stanno le guerre. Dove c’è una risorsa in grado di cambiare l’economia del mondo e dove c’è il denaro, ci sono crisi socio-ambientali. Ma questo ci dà la direzione verso la soluzione attraverso un approccio integrale. Ad esempio siamo arrivati a 20 conferenze sul clima. Si potrebbe dire che non servono a niente, ma in realtà sono l’unico sforzo globale al problema ambientale. In fondo, gli accordi sul clima di Parigi li hanno firmati tutti e anche se Donald Trump ha fatto marcia indietro per gli Stati Uniti d’America, le sue città e i suoi stati si muovono comunque».

Comunque, l’enciclica Laudato si può essere definito come un potente documento della Dottrina sociale della Chiesa: «Perché ci dice – ricorda l’esperta di cambiamenti climatici – che tutto quanto è connesso. In un sistema complesso, il battito d’ali di una farfalla in Cina diventa un uragano in Venezuela, così come la scelta di fare o non fare la raccolta differenziata incide sulla vita o sulla morte di un bambino in Africa».

La Sala consiliare di Pescara durante i lavori

E Papa Francesco è categorico sul fatto che la crisi ecologica ha una radice umana: «Gli uomini l’hanno causata – ribadisce la sindaca – e gli uomini la possono risolvere grazie al progresso scientifico con un approccio integrale. Tutti possiamo fare qualcosa, dobbiamo capire che c’è un’iniquità planetaria che si basa sul fatto di farci essere degli atomi che si incontrano in una società indifferente, in cui non c’è altro da fare se non spendere in un centro commerciale. Se invece non ci sentiamo atomi, ma cellule senza le quali il corpo non può andare avanti, ci sentiamo responsabilizzato in un’azione di risoluzione».

Quest’ultima passa dall’applicazione di nuovi stili di vita: «Che partano dal basso – esorta la sindaca Proietti -, perché dall’azione del singolo si passi all’azione comune, all’azione della famiglia, della comunità e della politica. Quando vado nelle scuole dico ai ragazzi di non usare le bottiglie di plastica, ma le borracce. La bottiglia di plastica, infatti, produce una ventina di chilogrammi di CO2. L’incidenza sul cambiamento del clima, fa sì che se io decido di non consumarla risparmio la vita di un bambino in Africa per i prossimi 10 anni. Alla lunga, questo processo può cambiare l’intera umanità divenendo discepoli missionari. E allora guardiamo la realtà con sguardo sincero e anche scandalizzato. Non smettiamo di scandalizzarci nel vedere che viviamo con un reddito di 2 mila euro al mese, mentre altri devono viverci per tutta la vita. Il cibo che si butta via è come se si fosse rubato alla mensa di chi è povero».

Padre Aldo D’Ottavio, direttore Pastorale sociale diocesana uscente

Al termine dell’intervento della sindaca di Assisi, sono state poi le associazioni ambientaliste del territorio ad incalzarla con alcune domande. Una presenza, quello del terzo settore, non casuale: «Noi per primi, come Chiesa – spiegano Padre Aldo D’Ottavio e don Antonio Del Casale, rispettivamente direttore uscente ed entrante della Pastorale sociale e del lavoro diocesana – vogliamo imparare creando uno scambio reciproco, volto a definire un progetto comune con queste realtà. Un progetto che parta da cose reali. Condurre un’analisi accurata della realtà, nei suoi aspetti più problematici, è possibile con il coinvolgimento di soggetti sociali, politici e amministrativi».

don Antonio Del Casale, direttore Pastorale sociale diocesana entrante

Un lavoro, questo, che verrà condotto con la guida della Laudato si: «Il grande obiettivo – aggiungono i presbiteri – è che troviamo nell’enciclica un’apertura di conoscenza reciproca, per certi versi anche di sussidiarietà che non diventa la promozione di un gruppo ecclesiale o di una diocesi, ma diventa uno strumento all’interno delle stesse amministrazioni, per realizzare il progetto in stretta collaborazione».

Infine, all’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti sono spettate le conclusioni, molto concrete, che hanno dapprima chiamato in causa gli amministratori locali: «Io sto finendo la visita pastorale – racconta il presule – e i sindaci che ho incontrato, specialmente i sindaci dei piccolo borghi, li ho chiamati gli eroi della realtà sociale, perché con pochissimi mezzi a disposizione riescono a tenere in piedi situazioni particolari. Allora io ho fatto una proposta, “Facciamo un partito dei sindaci”, perché mi rendo conto come sia fallimentare un determinato modo di fare politica, lo stiamo vedendo in ambito regionale, che non ci porta da nessuna parte perché continua a rappresentare gli interessi di parte e non quelli comuni. Invece, il sindaco di Assisi ci ha detto che i sindaci hanno tanti poteri nelle mani potendo essere i veri, autentici, amministratori della realtà periferica dello Stato, che si chiama la Regione e che sia chiama la Provincia. Del resto, non bisogna andare molto lontano per ricordare un grande pioniere del valore dei Comuni che si chiamava Giorgio La Pira e proponeva di costituire un Onu dei Comuni, perché riteneva che solo se si ripartisse dalle città e dai paesi, forse, questa idea di giustizia e pace è potuta decollare nella storia di un’umanità che usciva dal conflitto globale e dovevano aprirsi ad altre prospettive».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

In una sua seconda riflessione, l’arcivescovo ha poi spiegato perché l’enciclica Laudato si, paradossalmente, non trova successo: «C’è un isolamento di Papa Francesco – denuncia il presule -. Le grandi contestazioni che gli arrivano, sono una vendetta per il suo impegno su questi temi da parte delle lobby della finanza, delle armi, degli sfruttamenti minerari che riescono a gestire giornali e organi d’informazione, perché quando il Papa ha scritto la Laudato si è diventato pericoloso, un sovversivo. Per fortuna che lui a queste cose non ci pensa, ma va avanti per la sua strada e chi si sente in comunione con lui va avanti con lui per la sua strada, e io sono uno di questi senza mezzi termini. La mia proposta è che da più parti i cattolici si risporchino le mani in politica e siccome abbiamo già una scuola di formazione socio-politica, e l’anno  scorso abbiamo approfondito la tematica del lavoro, io dall’anno prossimo vorrei mettere a tema lo studio e l’approfondimento della Laudato si. Che possa diventare realmente patrimonio della nostra terra, di questa realtà territoriale e della nostra diocesi. Sono state citate le prese di posizione della Conferenza episcopale abruzzese e molisana sulla piattaforma petrolifera in Adriatico, sul Centro olii di Ortona o sulla bonifica di Bussi. Noi vogliamo stare sul pezzo, ma abbiamo bisogno di una comunità cristiana che si risvegli su questi temi, non solo riservati ai movimenti laicali che ringraziamo, dove il gap da coprire è grosso e ci porta ad affrontare temi più faticosi. Infatti, quando andiamo a toccare queste grandi tematiche, andiamo a toccare le tematiche della grande finanza che sta dominando il mondo».

Da qui un ammonimento: «Se non riprendiamo in mano – avverte monsignor Tommaso Valentinetti – una sana capacità di conflitto non armato, con le tensioni che si agitano nella nostra società, lasceremo sempre più solo Papa Francesco. E Dio non voglia, ma nel momento in cui non ci sarà più lui e dovesse venire qualcun altro, queste tematiche tramonteranno inesorabilmente. Su questo dobbiamo crearci una coscienza molto più forte e più solida, perché il cammino che abbiamo davanti è faticoso, ma ne va del futuro non mio e non vostro, quanto piuttosto dei vostri figli». All’incontro figuravano molti sindaci, tra cui quelli di Pescara e Spoltore Marco Alessandrini e Luciano Di Lorito.

About Davide De Amicis (2632 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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