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“Marina e Ludovica rapite dal male, puntiamogli contro il dito con la preghiera”

"Sono qui - afferma l'arcivescovo Valentinetti - per pregare con voi e con loro. Ma anche per un altro motivo, perché insieme a me voi abbiate il coraggio di puntare il dito contro il male, contro la morte. Solo se abbiamo questo coraggio saremo capaci di guardare al di là di queste bare, al di sopra di queste bare"

Lo ha affermato nel pomeriggio l’arcivescovo Valentinetti, nella chiesa del Cristo Re, celebrando i funerali di Marina Angrilli e della piccola Ludovica

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Oggi pomeriggio è stato l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti a presiedere i funerali di Marina Angrilli e della piccola Ludovica, madre e figlia uccise nel pomeriggio di domenica scorsa dal marito e padre Fausto Filippone, prima di suicidarsi a sua volta dal viadotto dell’autostrada A-14  a Francavilla al mare distruggendo la sua intera famiglia.

Centinaia i fedeli pescaresi che hanno gremito la parrocchia del Cristo Re, per stringersi al dolore della famiglia, a partire dalle istituzioni cittadine rappresentate dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini e dal presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli: «Il male le ha rapite – esordisce il presule -, ma noi vogliamo puntare gli occhi sull’eterno bene e vogliamo pregare insieme perché trovino la pace eterna».

La preghiera davanti ai due feretri

Nell’omelia le parole dell’arcivescovo Valentinetti sono stati ancor più toccanti e profonde: «Marina e Ludovica – riflette – sono state rapite dal male, dal nemico. Nemico che purtroppo continua a rapire nella morte le persone che amiamo e a cui vogliamo bene. Noi gli vogliamo puntare contro il dito con la preghiera. Questa sera, ancora una volta, io, vescovo, padre di questa comunità diocesana, che vive assorta il dramma di una famiglia e lo condivide fino in fondo, sono qui per pregare con voi e con loro. Ma anche per un altro motivo, perché insieme a me voi abbiate il coraggio di puntare il dito contro il male, contro la morte. Solo se abbiamo questo coraggio saremo capaci di guardare al di là di queste bare, al di sopra di queste bare. Questa crudezza della morte che ci colpisce, sempre, e ci colpisce in maniera violenta, è sempre qualcosa che nega la vita. Noi non siamo stati creati per la morte, siamo stati creati per la vita».

Al termine un ricordo personale dedicato alle due sfortunate vittime: «Ludovica – ricorda monsignor Valentinetti – era una bambina sveglia e intelligente, attenta, al di sopra della media, come mi ha detto il parroco. Marina era un’insegnante capace e conscia della sua responsabilità di madre e di insegnante. Viveva nel mistero del suo cuore il silenzio di una preghiera orante tutte le mattine in questa chiesa».

About Davide De Amicis (2725 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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