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Hiv: conoscere per comprendere, formarsi per agire

L’impegno di Caritas Italiana e diocesana attraverso progetti e laboratori che mirano a sensibilizzazione, informazione e formazione della società ha riscontrato uno scarso livello di conoscenza sul tema sia in ambito nazionale che locale ed in Abruzzo si registrano 800 casi di contagi nel 2018. Intanto crescono sul web mistificazioni antiscientifiche e negazioniste.

L’attenzione sul tema è fortemente in calo negli ultimi anni, ciò sta determinando scarsi livelli di conoscenza, nuovi contagi e pericolose sottoculture antiscientifiche.

Caritas Italiana sin dagli anni’80 ha scelto di promuovere azioni di consapevolezza, informazione e tutela delle persone affette da HIV/AIDS. Nel triennio compreso tra il 2014 e il 2017, ha deciso, in seguito all’allarmante calo di attenzione sul tema, di realizzare un progetto che ha visto il coinvolgimento di 16 Caritas diocesane: Ancona, Bergamo, Bolzano, Brescia, Catanzaro, Cremona, Firenze, Foligno, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Piacenza, Reggio Calabria, Roma, Verona.

Le Diocesi partecipanti provenivano da contesti diversificati e storie di impegno pregresse sul tema HIV/AIDS. Obiettivo del progetto nazionale è stato quello di riattivare l’attenzione e la partecipazione attiva della comunità cristiana e della società tutta, a seguito di una diminuzione delle conoscenze, una scarsa percezione dei cambiamenti intervenuti negli anni ed un generale affievolimento della sensibilità e capacità di accoglienza verso le persone con HIV/AIDS. Le strategie e gli strumenti del progetto sono stati ideati da un tavolo con le Diocesi coordinate da Caritas Italiana ed un team di valutatori esterni.

«Grazie ad attività di sensibilizzazione, informazione, formazione e questionari sul grado di conoscenza del tema – spiega Erminio Di Filippo, coordinatore del progetto “Amare senza farsi male” –  sono stati raggiunti 38.766 destinatari diretti, di cui 25.921 giovani/adolescenti e 16.464 destinatari indiretti attraverso scuole, parrocchie/oratori, zone pastorali, associazioni del territorio, luoghi di aggregazione, centri Caritas. Altro dato importante è la stima di più di 2 milioni e mezzo di persone raggiunte da iniziative ed azioni di comunicazione delle edizioni 2016 e 2017 della giornata mondiale per la lotta a HIV/AIDS celebrata il 1°dicembre».

 

 “Amare senza farsi male” e il percorso della Caritas diocesana Pescara-Penne sul territorio

Nella chiesa locale le attività di sensibilizzazione, informazione e formazione sono state condotte dai laboratori svolti dall’equipe del progetto “Amare senza farsi male” della Caritas diocesana che hanno coinvolto sul territorio 356 adulti, 467 alunni delle scuole superiori (Istituti tecnici e Licei) e 41 giovani appartenenti a gruppi e associazioni.

Tra iniziative ed eventi messi in atto dal progetto in ambito locale sono da segnalare un concorso di disegno, grafica e fotografia sul tema della sensibilizzazione e prevenzione dell’HIV, svolto nel 2016, che ha visto coinvolti 2 istituti superiori ed i cui lavori vincitori sono diventati manifesti di comunicazione sociale affissi nel territorio diocesano e, nel 2017, lo spettacolo teatrale dal titolo “Tanto lontano, così vicino”, andato in scena ad aprile con cast composto da operatori Caritas, studenti universitari ed esponenti di associazioni e movimenti cattolici, uno spettacolo teatrale didattico con lo scopo di informare sulla malattia, ricordando cos’è, come si contrae, come la si affronta socialmente, quali sono i diritti del malato e quali sono i modi per prevenirla, affinché vengano superati i vecchi stereotipi sulla patologia e venga considerata effettivamente da tutti come tale, soprattutto dai giovani.

Erminio Di Filippo, coordinatore pescarese del progetto Caritas Aids 

«Gli incontri, i laboratori e gli eventi realizzati ci hanno dato la possibilità di capire il basso livello di conoscenza dell’argomento sotto tutti i punti di vista – continua Erminio Di Filippo – ci siamo accorti che, soprattutto negli adulti, HIV e AIDS sono concetti lontani dal proprio vissuto, come qualcosa riguardante esclusivamente categorie sociali ben definite e lì da relegare. Decisamente meglio con gli studenti, che hanno assimilato in maniera costruttiva le informazioni apprese nonostante un livello di conoscenza in partenza quasi nullo».

La Caritas diocesana Pescara-Penne oltre la sensibilizzazione alla prevenzione e la cultura dell’informazione sul tema, conferisce grande importanza al sostegno dei malati di HIV-AIDS, soprattutto di quelli che versano in condizioni sociali e familiari marginali, infatti, sin dal 1999 la casa famiglia “Il Samaritano” a Pescara ospita persone in particolari situazioni di fragilità oltre la malattia, accompagnandoli nella gestione delle cure, ma

Don Marco Pagniello, direttore Caritas Pescara-Penne

anche in percorsi di inclusione sociale e laboratori didattici. «Il nostro obiettivo è cercare di non lasciare nessuno indietro – afferma Don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana Pescara-Penne – ci occupiamo di assicurare dignità ai malati di HIV-AIDS lavorando per impedirne l’esclusione sociale».

Sensibilizzare il territorio al tema, fornire le giuste informazioni, formare persone consapevoli ed accogliere chi lotta contro contagio e malattia rifiutando di accettarne la morte sociale «conoscere è la chiave per la giusta accoglienza e viceversa – conclude Don Marco – informarsi, formarsi e rifiutare preconcetti e mistificazioni, è il primo grande passo che la società deve compiere per lottare contro HIV/AIDS».

 
Contagi e profilassi medica, la situazione in Abruzzo

HIV ed AIDS, una questione che da molto tempo ha smesso di essere al centro delle cronache e dell’opinione pubblica, ma che continua ad esistere e a mietere vittime attraverso nuovi contagi e di cui si riscontra un livello di conoscenza ancora molto superficiale.

I dati dell’ultimo report del Ministero della salute aggiornato al 31 dicembre 2016 parlano di 664 persone in Abruzzo che sono entrate in contatto col virus dell’HIV e di queste tra il 65 e il 76% sono casi di malattia conclamata (AIDS).

Ancor più allarmanti i dati forniti dai reparti della Regione che al 31 maggio 2018 riferiscono di un totale di 800 casi.

Eppure la ricerca medica ha fatto enormi passi in avanti nella cura della malattia e nell’assistenza delle persone contagiate da HIV, infatti, come ricorda il Professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’ospedale di Pescara, i nuovi farmaci, cosiddetti di seconda generazione, hanno un’efficacia elevatissima e sono in grado di abbattere completamente la presenza del virus nel sangue, dunque, chi inizia la profilassi di cura entro 6-8 mesi dal contagio non è da considerarsi più come un soggetto infettante.

Centrale nella lotta ad HIV/AIDS rimane la prevenzione. Per attivare processi di prevenzione è fondamentale la conoscenza: l’HIV è un virus che si trasmette attraverso lo scambio di determinati fluidi corporei come sperma, sangue, secrezioni vaginali, latte materno e non mediante semplici contatti quotidiani con persone infette, fatti di strette di mano, abbracci, baci o usando oggetti comuni. Importante quindi, nell’ambito della conoscenza, realizzare azioni di sensibilizzazione e informazione per evitare discriminazioni ed emarginazioni nei confronti di persone contagiate da HIV e/o malate di AIDS.

Sottoculture antiscientifiche: un pericolo tra i giovani

Informazione e conoscenza passano attraverso l’uso consapevole dei media. L’ultimo rapporto CENSIS 2017, relativamente alla sezione che analizza i mezzi che esercitano più di tutti una influenza sui fattori ritenuti centrali nell’immaginario collettivo della società di oggi, mettono in mostra come il 56% dei giovani tra i 14 e i 29 anni sceglie Internet e Social Network per informarsi sui grandi temi della società e solo il 6% giornali/quotidiani e il 5% libri. Da ormai diversi anni il web ospita preoccupanti realtà nell’ambito della disinformazione scientifica, alcune stroncate da un’attività mirata di debunking, altre, invece, ancora in grado di suscitare attrattiva con stile negazionista e complottista, addentrandosi in teorie sulla totale innocuità del virus HIV fino alla negazione che tale virus sia causa della malattia conclamata, ovvero l’AIDS, considerata un’invenzione di lobby di potere. Tali teorie sono supportate, spesso, anche da dichiarazioni favorevoli da parte di celebrità e finanche da esponenti del mondo politico.

Il mostruoso fascino delle sottoculture antiscientifiche assume tragici tratti quando il negazionismo relativo ad HIV e sviluppo dell’AIDS divengono convinzioni assimilate dalla collettività, questo è il caso di circa il 2% di pazienti con HIV che negano di esserne affetti «E’ un atteggiamento pericolosissimo» ha dichiarato all’Adnkronos Salute, Giulio Maria Corbelli, vice presidente di ‘Plus onlus’ la prima organizzazione italiana di persone Lgbt sieropositive «Molti sostengono che il virus non sia mai stato isolato o sono convinti che alcune eccezioni registrate dalla comunità medica di persone sieropositive che non hanno poi sviluppato l’AIDS siano la dimostrazione delle falsità scientifiche in materia» .

Emblematico è il caso dell’uomo arrestato il 13 giugno ad Ancona accusato di aver contagiato le partner dopo aver avuto rapporti sessuali non protetti, pur sapendo di essere positivo al virus da almeno 11 anni. Anche durante le fasi dell’arresto, l’uomo, nonostante i risultati delle analisi, rifiutava di considerarsi malato non riconoscendo di essere affetto da HIV, un atteggiamento che lo ha portato negli anni ad avere rapporti sessuali, anche non protetti, con diversi partner occasionali.

Per approfondimenti:

Istituto Superiore della Sanità – Persone che vivono con HIV in Italia, gennaio 2017

Caritas diocesana Pescara-Penne: progetto “Amare senza farsi male”, scheda informativa su prevenzione HIV/AIDS

 

About Giannicola D'Angelo (24 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.