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Corridoi umanitari: “C’è un’Italia che si muove nella legalità per accogliere”

"Continueremo con l’esperienza dei corridoi umanitari – annuncia Gerarda Pantalone, capo dipartimento per l’immigrazione del Ministero degli interni - che sono un esempio bellissimo di collaborazione e un impegno ad integrare i rifugiati politici che sono ritenuti tali. Il ministero degli Interni continuerà a dare il suo sostegno alle migrazioni legali e in sicurezza, perché quello degli ingressi legali e in sicurezza è un modulo che vogliamo sostenere e continuare a sviluppare"

Lo ha affermato stamani monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, accogliendo 139 profughi eritrei sbarcati a Fiumicino

Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, accoglie i 139 profughi

Sono arrivati stamani all’Aeroporto di Fiumicino 139 profughi, tra i quali 62 bambini e 31 famiglie che saranno accolti in 22 diocesi italiane, arrivati dall’Etiopia grazie al protocollo d’intesa con lo Stato italiano firmato da Conferenza episcopale italiana e Comunità di Sant’Egidio, che ha permesso di dar vita ai corridoi umanitari. Li ha accolti il segretario generale della Conferenza episcopale italiana e neo presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Santa apostolica: «Grazie alla collaborazione tra Governo, società civile, Chiesa e movimenti – esordisce monsignor Nunzio Galantino -, c’è un’Italia che si muove in una direzione precisa che è quella della legalità, della voglia di accogliere e di integrare, che vuole crescere con l’arrivo di queste persone».

Il presule sulla questione dell’immigrazione ha invitato a “partire dai fatti più che dalla parole”: «L’integrazione, l’incontro – ricorda monsignor Galantino – ci aiutano a ridimensionare i nostri limiti e ad aprire testa e cuore. L’accoglienza sta trovando in Italia tante famiglie disponibili. Questa è l’Italia che stiamo insieme costruendo attraverso l’esperienza bella dei corridoi umanitari, che ci libera dal tifo da stadio che non ci porta da nessuna parte. Quella del tifo è un’eredità che ci portiamo dietro da tempo, ma di cui dovremmo liberarci perché se si è irretiti dal tifo, dalla contrapposizione per la contrapposizione non si cresce, non si è uomini e donne riusciti».

Quindi ancora un ringraziamento rivolto a quanti hanno permesso l’apertura dei corridoi umanitari: «Quale che sia il governo, il colore politico, di fronte a queste storie non c’è colore che tenga – sottolinea il segretario generale della Cei -, ringrazio l’Esecutivo per questa apertura e disponibilità, la Comunità di Sant’Egidio e gli italiani che destinano l’otto per mille e che, nonostante qualche episodio deprecabile, continuano ad avere fiducia nella Chiesa italiana che anche con la Campagna “Liberi di partire, liberi di restare” investe nelle terre da cui provengono queste persone».

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio

Soddisfazione e gratitudine che è trasparita anche dalle parole del presidente della Comunità di Sant’Egidio: «Oggi è il giorno in cui in Italia si fermano le polemiche e parlano i fatti – osserva Marco Impagliazzo -. C’è un’Italia delle istituzioni, delle associazioni, delle Chiese, dei movimenti che vuole proteggere chi ha bisogno di protezione internazionale. Il nostro è un Paese capace di accogliere e di integrare. Questo è il messaggio che arriva da qui. I corridoi non sono una buona pratica, ma una realtà vera del nostro Paese».

Successivamente, Impagliazzo si è rivolto direttamente ai profughi: «Di fronte alla vostra vita – afferma -, al vostro viaggio non ci sono parole polemiche, dibattiti inutili, ma il desiderio di accogliervi e di integrarvi. Avrete una casa, troverete delle famiglie e delle persone che vi accoglieranno, così che da domani potrete iniziare un percorso di integrazione nel nostro Paese. E questa sarà una ricchezza per tutti noi. L’Italia è capace di protezione e sempre lo sarà, perché lavorando insieme tutto cambia e tutto è possibile».

E anche il Ministero degli interni ha annunciato che quest’esperienza di accoglienza andrà avanti: «Continueremo con l’esperienza dei corridoi umanitari – annuncia Gerarda Pantalone, capo dipartimento per l’immigrazione del Ministero degli interni – che sono un esempio bellissimo di collaborazione e un impegno ad integrare i rifugiati politici che sono ritenuti tali. Il ministero degli Interni continuerà a dare il suo sostegno alle migrazioni legali e in sicurezza, perché quello degli ingressi legali e in sicurezza è un modulo che vogliamo sostenere e continuare a sviluppare».

Presente alla cerimonia di accoglienza anche la sottosegretaria agli Esteri: «Da tre anni – ricorda Emanuela Del Rei corridoi umanitari rispondono alla sfida della protezione dei diritti umani e sono un esempio virtuoso. Accanto alle centinaia di vite salvate in mare, questa è una via di accesso legale nel nostro Paese. Questa iniziativa permette di contrastare i traffici e apre vie sicure di immigrazione per selezionare quelle persone che fuggono, contrastando i trafficanti e chi specula. Quella dei corridoi umanitari costituisce, infatti, un esempio lodevolissimo di collaborazione tra Stato e società civile che sarà la chiave per affrontare la situazione migratoria». Nel dare il benvenuto ai profughi, la Del Re ha ribadito che: «Questa – conclude – è l’Italia che vogliamo, in un momento in cui esprimiamo con chiarezza la solidarietà e la speranza a persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità».

I 139 profughi nell’Aeroporto di Fiumicino

E a margine della cerimonia di accoglienza dei 139 profughi, monsignor Galantino si è soffermato sullo stile dell’accoglienza: «Vogliamo un’Italia – esorta il vescovo – che sappia distinguere tra coloro che approfittano di queste situazioni. Chi approfitta deve essere perseguito a garanzia della stragrande maggioranza di cooperative, di associazioni, di movimenti che lavorano con grande cuore, competenza e professionalità».

Ciò premesso, il presule ha dunque rivolto il suo plauso a coloro che hanno scoperto gli abusi e li reprimono con forza: «Proprio perché – aggiunge – così si può dare credibilità alla stragrande maggioranza della società civile che lavora molto bene». Quindi un auspicio, alla vigila del Consiglio europeo durante il quale si discuterà della riforma del Trattato di Dublino: «Mi piacerebbe che assieme ai tanti problemi – dichiara monsignor Nunzio Galantino -, si rimettessero al centro i valori che hanno fatto l’Europa e che in questo momento possono tenerla in piedi».

About Davide De Amicis (3204 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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