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Bassetti: “La carenza di lavoro rende i giovani italiani poveri”

«La cronaca quotidiana – spiega Bassetti – ci mette a parte di innumerevoli episodi che testimoniano semmai l’urgenza di stringere ancor più un’alleanza tra le Istituzioni che sono chiamate ad accompagnare la crescita dei nostri ragazzi».

Lo ha affermato il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti nel corso del Consiglio episcopale permanente che si è svolto ieri a Roma.

Card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana

Solidarietà sociale, unità d’intenti con tutte le istituzioni ma soprattutto promozione di politiche che incentivino il lavoro contro ogni forma di povertà. Questo è il ruolo che secondo il presidente della Cei,cardinale Gualtiero Bassetti, deve continuare a svolgere la chiesa.

Profonda carenza di lavoro e conseguente povertà sociale, sono stati i questi i temi di cui si è dibattuto durante il Consiglio episcopale permanente che si è svolto ieri a Roma. È stato proprio il cardinal Bassetti a introdurre i lavori, soffermandosi in prima istanza, sulla situazione lavorativa in Italia, una zavorra che grava sul nostro paese da tempo.  La mancanza di un’occupazione, conduce per forza di cose ad una condizione di povertà.

«Sono i giovani –afferma il presidente della Cei –  oggi i nuovi poveri: bambini orfani di genitori vivi e giovani disorientati e senza regole». Così come li chiama il Papa nell’Amoris Laetitia. La chiesa è pronta a dare il suo contributo in questo senso.

« Cercheremo – annuncia – di aiutarci per capire quale struttura dare per il futuro agli Orientamenti pastorali della nostra Chiesa». Poi un passaggio anche sul tema fondamentale della questione:  «Prima ancora di tentare -osserva – un bilancio del decennio che volge al termine, avvertiamo l’impossibilità anche semplicemente di pensare di poter archiviare il tema educativo, come punto di partenza.La cronaca quotidiana – spiega Bassetti – ci mette a parte di innumerevoli episodi che testimoniano semmai l’urgenza di stringere ancor più un’alleanza tra le Istituzioni che sono chiamate ad accompagnare la crescita dei nostri ragazzi». 

« Di fatto i  giovani – incalza il presidente della Cei – appaiono sempre più spesso i nuovi poveri. Davvero nel nostro Paese i tempi sociali non sono al passo con quelli dei nostri giovani, con la loro voglia di mettersi in gioco e di mostrare le loro capacità».

Non può mancare  da parte del cardinale un passaggio sul Sinodo  dei Vescovi che si apre la settimana e che vede il coinvolgimento di una significativa presenza italiana: «Sarà l’occasione per ribadire la volontà della Chiesa di ascoltare la voce delle nuove generazioni e di proporre loro la risposta della fede in Cristo».

«I pellegrinaggi -racconta –  che quest’estate ci hanno visto camminare insieme con i nostri ragazzi fino a culminare qui a Roma nel duplice incontro con il Santo Padre sono il segno di una vitalità che è ancora suscitabile».

Ma è tempo anche di un bilancio:  «Come Chiesa – assicura  – non solo non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo abbandonare i giovani, ma intendiamo fare fino in fondo la nostra parte per aiutarli a divenire protagonisti della loro vita».

Nell’ambito del Consiglio episcopale permanente, non manca da parte del cardinal Bassetti  un riferimento alla situazione dei migranti in Italia.

«L’iniziativa che lo scorso mese – afferma – ci ha visti sbloccare la situazione della Nave Diciotti ha rappresentato un momento importante, tanto nel rapporto con le Istituzioni governative quanto nella sinergia con cui ci siamo attivati per assicurare accoglienza ai profughi».

«In più occasioni – rivela il cardinale – in queste settimane ci siamo sentiti dire: «Ma che succederà con la prossima nave? Che farete?». «Come Pastori – risponde Bassetti – riconosciamo di non possedere soluzioni a buon mercato, ma questo non ci impedisce di continuare a sentirci responsabili di fratelli la cui storia sofferta ci chiede senza mezzi termini di osare la solidarietà, la giustizia e la fratellanza». Sui convincimenti dei credenti afferma: «L’altro è non solo un essere da rispettare in virtù della sua intrinseca dignità, ma soprattutto un fratello o una sorella da amare».

Di qui l’appello al “mondo della politica:«Perché non ceda – sottolinea Bassetti – alla tentazione di strumentalizzare le paure o le oggettive difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali».

Infine non può non esserci da parte del numero uno della Cei, una precisazione in piena consonanza con le parole del Papa, a cui fa seguito anche un annuncio: «Gravita in questo orizzonte di promozione della persona e della cultura dell’incontro anche la volontà di procedere alla costituzione di un Comitato che dia contenuti e gambe a un’iniziativa di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo».

Insomma, anche su questi due temi così importanti, la chiesa ha dimostrato e dimostra di esserci. Serve l’aiuto e la collaborazione di tutti, però. Sia chiaro.

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