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Centri commerciali chiusi di domenica: clienti e lavoratori pescaresi dicono “Sì”

"Anche Dio il settimo giorno si riposò – ricorda Giovanni Leo, un addetto alla vendita del Centro commerciale Pescara nord -, basta organizzarsi gli altri giorni per la spesa"

Secondi i clienti e i dipendenti di un centro commerciale pescarese, la chiusura domenicale non agevola gli acquisti

Inaspettatamente a Pescara, nell’emporio d’Abruzzo dove si concentrano sette centri commerciali in un fazzoletto di 20 chilometri, clienti e dipendenti sono saldamente coalizzati a favore della chiusura domenicale e festiva dei megastore come previsto dal disegno di legge, sostenuto fortemente dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in questi giorni al vaglio della Commissione Attività produttive della Camera.

È bastato fare un giro tra gli scaffali e le boutique del Centro commerciale Pescara nord di Città Sant’Angelo, in una normale mercoledì mattina, per averne l’eloquente dimostrazione. Se nel resto del Paese la questione divide clienti, esercenti ed associazioni di categoria, ai clienti e ai lavoratori pescaresi non spaventano le stime relative ai 40 mila posti di lavoro a rischio o, peggio, al taglio dei 400 milioni di euro di straordinario che oggi vengono pagati per il lavoro domenicale. Anzi, tra i dipendenti del centro commerciale, c’è chi non crede a questi numeri: «Sono montature – accusa Gabriella -. Siamo sempre le stesse persone a lavorare, non ne hanno assunte altre da impiegare la domenica. Al contrario ci sfruttano, perché se non lavoriamo la domenica non raggiungiamo il monte ore settimanale».

E il motivo che vede dipendenti e clienti uniti per la chiusura domenicale è uno solo: recuperare il tempo da trascorrere con la famiglia. Una privazione che, a lungo andare, ne ha compromesso le dinamiche e a farne le spese sono stati propri gli addetti e le addette alla vendite: «Lavorando la domenica è difficile stare con le nostre famiglie – conferma Rossanoe anche se si torna a casa in tempo si è stanchi, non si ha voglia di uscire e così nascono i problemi di coppia, di cui anch’io sono stato vittima».

Dunque sembra proprio che a sette anni dal decreto dell’allora presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, che aveva liberalizzato le aperture, cassieri, banconisti, magazzinieri e non solo siano ormai logori di questa misura che, tra l’altro, non favorirebbe gli acquisti: «Se devi vendere – osserva Enzo, un altro dipendente del Centro commerciale Pescara nord – vendi anche negli altri giorni. Dieci anni fa eravamo chiusi la domenica, eppure vendevamo anche di più, dato che oggi i clienti vengono solo a passeggiare».

Una prassi, quella di visitare gli ipermercati per trascorrere il tempo libero, consolidata: «Siamo abituati a frequentare i centri commerciali la domenica e nei festivi – constata Daniela, una madre che ha lasciato il lavoro da commessa al Pescara nord per la famiglia -, ma non è salutare soprattutto per i bambini. Vederli rinchiusi qui a ferragosto, con fuori il sole, è stato triste».

Lo confermano anche i dati dell’indagine “Uso del tempo” dell’Istat, presentati ieri in audizione alla Camera dei depurati, secondo la quale nel periodo novembre 2013 – ottobre 2014 circa un quarto delle persone di 15 anni e più (24,2%) ha effettuato acquisti di beni e servizi nella giornata della domenica: una quota più bassa rispetto agli altri giorni della settimana. Dall’audizione è emerso che il sabato è il giorno con la più alta incidenza di acquirenti (51,9%), percentuale che scende al 43% nei giorni feriali. Tuttavia nel decennio 2003-2014, la domenica risulta l’unico giorno in cui aumentano gli acquirenti. La crescita però è contenuta (poco meno di due punti percentuali) e concentrata quasi esclusivamente nel periodo 2003-2009.

La lettura territoriale degli acquisti domenicali mostra che i residenti del Centro Italia, con il 25,6%, si collocano sopra la media nazionale, mentre la quota scende al 23,1% per gli abitanti del Mezzogiorno. Osservando, invece, le aree urbane, emerge che sono in misura maggiore i residenti nel centro delle aree metropolitane (25,6%) a effettuare acquisti domenicali rispetto a coloro che vivono nei comuni fino a 2.000 abitanti (21,6%).

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

In fondo, con gli ipermercati chiusi la domenica, anche per i clienti basta solo riorganizzarsi: «Noi abbiamo sempre lavorato mattina e pomeriggio – raccontano Angelo e Mafalda – , facendo anche la spesa, ma la domenica bisogna stare a casa in famiglia per fare una passeggiata in città e non al centro commerciale». Qualcuno cita anche la Bibbia: «Anche Dio il settimo giorno si riposò – ricorda Giovanni Leo, un altro lavoratore -, basta organizzarsi gli altri giorni per la spesa».

A tal proposito, questo dibattito fa registrare opinioni diverse anche i vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, con l’arcivescovo di Campobasso-Bojano monsignor Giancarlo Maria Bregantini che ha definito la probabile chiusura domenicale «una grazia di Dio», mentre è stato più prudente l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti: «Non siamo ancora arrivati a leggere realmente i bisogni delle persone – aveva affermato in un recente convegno sul tema -. Io mi metto anche dalla parte di chi vuole andare a vivere la domenica nel supermercato».

About Davide De Amicis (3022 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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