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Fame nel mondo: “7 mila bambini morti ogni giorno, 2,7 milioni gli italiani bisognosi”

«Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano – continua la Coldiretti – 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora .E ci sono anche – precisa - 380mila migranti che hanno lasciato spesso le proprie terre per la fame e ora si trovano ad affrontare la stessa emergenza in Italia. Contro la fame si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti».

Lo hanno affermato Save The Children, Azione contro la Fame Italia e Coldiretti, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao, che si celebra oggi

foto: Save the children

È un’emergenza che non fa sconti a nessuno, Italia compresa. Quella della fame è una piaga sociale a causa di cui si vive male e addirittura si muore. Secondo Save The Children  nel mondo, ogni giorno, 7.000 bambini sotto i cinque anni muoiono per cause legate alla malnutrizione. Cinque ogni minuto. Ma non solo: esiste un connubio del tutto propedeutico ed indissolubile tra guerra e fame. A sostenerlo  è  Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao, che si celebra oggi.

Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame Italia

«La guerra – afferma – crea fame e la fame scatena conflitti».

«I dati del rapporto – continua – stilato dall’associazione confermano un legame strettissimo e devastante tra guerra e fame. Se i governi e le istituzioni sovranazionali non riusciranno a ridurre i conflitti e a garantire il rispetto dei principi stabiliti dal diritto internazionale umanitario vedremo crescere ulteriormente il numero di persone che soffrono la fame, vanificando i progressi faticosamente conquistati in questi ultimi 15 anni».

Se nel mondo la situazione è drammatica, in Italia non è da meno. Sempre nell’ambito della Giornata mondiale dell’alimentazione,  la Coldiretti ha deciso di divulgare un’analisi.

«Sono 2,7 milioni – sostiene – le persone che in Italia durante l’ultimo anno sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense dei poveri o con pacchi di auto alimentari».

«Ad avere problemi per mangiare  – precisa – sono oltre la metà dei 5 milioni di residenti che si trovano in una condizione di povertà assoluta secondo l’Istat».

«Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari – sottolinea la Coldiretti – attraverso l’accesso alle mense o molto più frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli».

 «Infatti – spiega  – sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea)».

«Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano – continua la Coldiretti – 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora .E ci sono anche  – precisa – 380mila migranti che hanno lasciato spesso le proprie terre per la fame e ora si trovano ad affrontare la stessa emergenza in Italia. Contro la fame si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti».

«La Coldiretti – conclude la nota – insieme a Campagna Amica ha promosso nei mercati degli agricoltori a chilometri zero l’iniziativa ‘La spesa sospesa’ che offre la possibilità ai consumatori di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei più bisognosi, sul modello dell’usanza campana del ‘caffè sospeso’, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo». 

Del resto un caffè non costa niente,  soprattutto se pensiamo anche che mentre lo stiamo sorseggiando, ogni volta, ogni minuto, muoiono di fame nel mondo ben cinque bambini.

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