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Ludopatia: “Assurdo che lo Stato faccia soldi con la dipendenza delle persone”

"Chi si occupa di assistere le persone con dipendenza da azzardo - spiega Maurizio Fiasco, consulente della Consulta nazionale antiusura - denuncia che, oltre al paziente designato, ci sono 7-8 persone che patiscono le conseguenze dell’abuso di gioco pubblico con denaro e per denaro. La sofferenza è dunque per l’intero sistema famiglia"

Lo ha affermato don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Pescara, denunciando la piaga del gioco d’azzardo

Don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Pescara

Quella dei centri scommesse, con migliaia di persone che ogni anno precipitano nella spirale della ludopatia, rappresenta una vera e propria piaga anche a Pescara e provincia, che di sale da gioco autorizzate ne ha 321 di cui 60 sono anche abilitate come videolotteryParola di don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Villa del fuoco, che da tempo vede le famiglie rovinarsi per il gioco: «Lo Stato – accusa il sacerdote – fa soldi con le dipendenze della gente e questo è assurdo. La nostra Caritas parrocchiale assiste dieci famiglie, indebitate con gli usurai per debiti di gioco, seguite dal Centro di ludopatia del Ceis».

È dunque un mix letale di gioco, dipendenza e usura quello denunciato da don Max: «Gli usurai girano nei centri scommesse – racconta – e quando una persona non ha più soldi loro propongono il prestito che la persona, ubriacata dal gioco, accetta cadendo nella rete». Una scena che il parroco vede ripetersi dall’anno scorso quando in via Sacco, ad una manciata di metri dalla chiesa degli Angeli custodi, una sala da gioco è stata aperta in una tabaccheria.

Ciò non sarebbe dovuto accadere in virtù della legge regionale numero 40 del 29 ottobre 2013, promossa dall’attuale capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri ed entrata in vigore il 21 novembre seguente, secondo cui i locali con macchinette da gioco non dovrebbero sorgere a meno di 300 metri da luoghi sensibili quali scuole, ospedali o parrocchie, dando a quelli già aperti cinque anni di tempo per adeguarsi: «Eppure – lamenta don Massimiliano De Luca – di questi centri scommesse troppo vicini è piena Pescara. Ce n’è uno in via Chieti, a due passi dalla chiesa dello Spirito Santo, e ce n’è un altro in viale D’Annunzio vicino l’Istituto Nostra Signora».

Ma ciò che il parroco contesta è una deroga, approvata dal Consiglio regionale nell’ultima seduta di agosto, che agli esercizi commerciali aperti prima dell’entrata in vigore delle legge regionale 40 ha concesso altri due anni: «Una deroga assurda – sbotta don Max -, assolutamente da ritirare».

Lorenzo Sospiri, capogruppo regionale di Forza Italia

Una polemica priva di fondamento, a detta del promotore della legge 40: «Questa deroga – replica Sospiri – è nata dall’esigenza di consentire la ristrutturazione dei locali con macchinette dei centri storici, sprovvisti di spazi alternativi in cui traslocare, a seguito dei danni del sisma 2016/2017. Ma questo è un falso problema, perché oggi la vera piaga è il gioco online fatto con gli smartphone in qualsiasi luogo e in ogni momento. E poi allontanare le sale da gioco dai luoghi frequentati peggiora le cose, dando al giocatore la possibilità di recarvisi indisturbato».

Maurizio Fiasco, sociologo e presidente dell’associazione Alea

A livello nazionale è stata la prima indagine epidemiologica sulla dipendenza dal gioco d’azzardo, realizzata dall’Istituto superiore di sanità nell’ambito dell’accordo scientifico con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ad approfondire la questione: «Tra gli italiani maggiorenni che risultano aver giocato almeno una volta in un anno – circa 18 milioni e mezzo di persone – quelli che hanno provato sporadicamente sarebbero 13 milioni e 435 mila. Ma la massa del consumo dell’anno 2017 – cioè 101 miliardi e 850 milioni – si deve ai 5 milioni e 100 mila cittadini abitudinari. E pur sempre a rischio. Qui gli estensori del report – commenta Maurizio Fiasco, consulente della Consulta nazionale antiusura, in un’intervista all’agenzia di stampa Sir – sembrano voler attenuare l’allarme, sostenendo che solamente un milione e mezzo sono problematici. E gli altri sono a basso rischio (due milioni) o a rischio moderato (un milione e 400mila). Come dire, qualcuno si espone al sole con un cenno di eritema, qualcun altro con scottature e i restanti sono ustionati. E perciò, cari dermatologi, preoccupatevi solo di questi ultimi. Chi si occupa di assistere le persone con dipendenza da azzardo denuncia che, oltre al paziente designato, ci sono 7-8 persone che patiscono le conseguenze dell’abuso di gioco pubblico con denaro e per denaro. La sofferenza è dunque per l’intero sistema famiglia».

Poi si può ragionare sugli anziani pensionati: «Quando reagiscono alla solitudine bruciando subito la pensione – s’interroga Fiasco -, vanno considerati problematici o a rischio moderato? Le conseguenze sull’economia, l’occupazione e la legalità sono ancora ben poco sottolineate. Ma pesano, eccome, sulla stagnazione produttiva e sulla disoccupazione in Italia».

About Davide De Amicis (2746 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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