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“Manca la cultura dell’accoglienza, stiamo degenerando nel razzismo”

"Che paura può fare un barbone che vive in mezzo alla strada? È la paura del diverso – denuncia monsignor Valentinetti – che qualcuno, anche qualche politico di rilievo, propaganda. Quando s’innesca un meccanismo del genere, è difficile trovare una disponibilità all’accoglienza delle persone o che un dormitorio possa essere sistemato all’interno di un quartiere residenziale"

Lo ha affermato l’arcivescovo Valentinetti commentando la ritrosia di cittadini e amministratori pescaresi nel favorire l’accoglienza dei clochard

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Le strutture da adibire all’accoglienza dei senza fissa dimora ci sono, anche la Caritas ne ha proposte diverse all’amministrazione comunale (oltre al proprio dormitorio che funziona a pieno regime nella Cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II), ma i 130 clochard che hanno già trascorso all’addiaccio queste prime gelide notte invernali a Pescara restano a dormire fra i cartoni, che sia tra i portici di piazza Salotto, sul marciapiede della stazione centrale, o sulle panchine di piazza San Francesco.

Un’immagine che stride con quella della città illuminata a festa per vivere il Natale perché forse, se è vero che tutto è immobile perché il Comune di Pescara teme di scontentare i residenti aprendo un centro d’accoglienza sotto elezioni, forse manca altro: «Che paura può fare un barbone che vive in mezzo alla strada? – s’interroga monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne – Certo, non avrà il requisito dell’igiene, ma il fatto è che manca una cultura dell’accoglienza, dovuta ad una mentalità che sta degenerando in un razzismo a 360 gradi. Siamo credenti, ci riempiamo la bocca del nostro essere cristiani, ci accostiamo anche ai sacramenti, ma in questo c’è una schizofrenia, perché quando consideriamo queste persone non accostabili, non stiamo mettendo in atto una cultura evangelica dell’accoglienza».

Un comportamento che, a detta del presule, è generato dal clima di paura che attraversa il Paese: «La paura del diverso – denuncia monsignor Valentinetti – che qualcuno, anche qualche politico di rilievo, propaganda. Quando s’innesca un meccanismo del genere, è difficile trovare una disponibilità all’accoglienza delle persone o che un dormitorio possa essere sistemato all’interno di un quartiere residenziale».

Don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana

A tal proposito, anche l’invito della Caritas diocesana è stato categorico, nei confronti degli amministratori e dei cittadini: «Le istituzioni – ricorda il direttore don Marco Pagniello – dovrebbero avere il coraggio di fare scelte impopolari, così come ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte accogliendo in silenzio le decisioni prese».

In tutto questo c’è poi un’ipocrisia di fondo: «Il problema – precisa don Marco – è che tutti ci scandalizziamo quando vediamo un senzatetto morire, però quando si tratta di aprire un centro d’accoglienza vicino casa, tutti diciamo di no».

Comunque, si continua a ragionare sulle possibili soluzioni: «Ma Pescara – ricorda il direttore della Caritas – è una città che per posizione, grandezza e vocazione, attira i senza fissa dimora, specie a Natale quando aumenta l’elemosina. Un fenomeno già conosciuto che andrebbe affrontato meglio, senza ridursi a gestire l’emergenza».

Al di là di tutto, «il problema – conclude l’arcivescovo Valentinetti – non sono i senza fissa dimora che dormono all’addiaccio, sono i senza fissa dimora di cui ci si dovrebbe prendere più cura, anche se non è facile perché molte di queste persone rifiutano di essere avvicinate. Ciononostante, occorre uno sguardo più attento e partecipativo nei confronti dei poveri, che sono sempre di più, stanno aumentando a dismisura i poveri estremi e quelli meno estremi. Questa società sta producendo una sperequazione e una disuguaglianza terribile, con ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. E questo è il male peggiore, perché dove non c’è uguaglianza ed equità, poi si generano meccanismi di violenza ed è facile accusare le persone di essere violente e di non rispettare le regole».

About Davide De Amicis (2856 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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