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Da chi è occupato il dormitorio della Caritas?

Il direttore della Caritas diocesana interviene per rispondere ad alcune richieste di chiarimento sull’attività della Cittadella dell’accoglienza “Giovanni Paolo II” di via Alento

La mensa diocesana nella Cittadella dell'accoglienza Giovanni Paolo II

«Ci meraviglia che si parli di caso a proposito delle accoglienze presso il dormitorio gestito dalla Caritas Diocesana all’interno della Cittadella dell’accoglienza “Giovanni Paolo II”, quando in più occasioni abbiamo chiarito le modalità di accesso e di permanenza. Confidiamo nella trasparenza che ci contraddistingue e nella conoscenza diretta che tanti cittadini hanno grazie al loro servizio volontario nella struttura».

A parlare è don Marco Pagniello, direttore della Caritas Pescara-Penne a proposito di alcuni articoli apparsi ieri sul web a seguito di un comunicato stampa diffuso dall’“Associazione Pescara Mi piace”.

don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne

«Vorrei chiarire, spero per l’ultima volta – precisa don Pagniello – che il dormitorio propone due tipologie di accoglienza: una prima accoglienza per 21 giorni che può essere rinnovata secondo le  necessità della persona e le disponibilità dei posti e una seconda con periodi più lunghi (anche alcuni mesi) a seguito di un progetto individualizzato per le persone che accettano un percorso condiviso di inclusione».

La cittadella ha a disposizione 60 posti letto che sono in grado di accogliere 20 persone in prima accoglienza; 20 uomini e 20 donne in seconda accoglienza.

«La capacità di accoglienza della cittadella è modulabile – continua il direttore della Caritas – e ci consente di far fronte a diverse esigenze. Solitamente le donne sono in numero inferiore agli uomini e in questi casi le camere si destinano anche alla prima accoglienza per far fronte alle emergenze. La priorità resta sempre quella di garantire al maggior numero di persone possibile di trascorrere al caldo la notte, soprattutto quando le temperature diventano particolarmente rigide come in questi giorni».

L’accesso al dormitorio prevede un regolamento che consente di garantire il rispetto di tutti gli ospiti; ad esempio l’ingresso è alle ore 19:00 e, dopo la colazione delle 7:00, si devono lasciare le stanze per consentire a volontari e operatori le pulizie; non si può entrare sotto l’effetto di stupefacenti oppure alcol.

«Le persone che vengono accolte in Cittadella – ribadisce don Marco – lo fanno dopo un colloquio conoscitivo che consente di prendere in carico la situazione della persona per dare una prima assistenza ma anche con la prospettiva di costruire insieme un percorso inclusivo. Ovviamente in situazioni di emergenza, grazie alla rete del Pronto Intervento Sociale con le parrocchie, le associazioni e il Comune, proviamo a dare risposte tempestive alle situazioni che ci si presentano».

Nel 2018 (dato aggiornato al 31 ottobre) sono state accolte 281 persone e sono state erogate 8.802 notti. Il 69,7 % degli accolti sono stati uomini il restante 31,3 % sono donne. Il 60,1 % sono persone straniere mentre il 39,9% sono italiani.

«Invito il dottor Foschi, che anche nell’estate del 2017 ha posto simili domande, a venire presto a vedere di persona il nostro operato e estendo l’invito a chiunque volesse fare questa esperienza, per poter toccare con mano il servizio che svolgiamo per la città intera».

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