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“Quando un uomo o una donna incontra Gesù, torna alla vita rinnovato”

"Da parecchi giorni – ricorda Papa Francesco - quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone"

Lo ha affermato oggi Papa Francesco, pronunciando l’Angelus nella solennità dell’Epifania

Papa Francesco durante l'Angelus

«Ogni volta che un uomo o una donna incontra Gesù, cambia strada, torna alla vita in un modo differente, torna rinnovato». Lo ha affermato oggi Papa Francesco, pronunciando l’Angelus nella solennità dell’Epifania.

Nella prima lettura odierna, secondo il Papa, il profeta Isaia invita Israele a risollevarsi dal duro esilio “perché viene la luce”, aprendo cioè “il cuore alla presenza e alla vicinanza del Signore” che è promessa di salvezza: «Questo invito, oggi – sottolinea -, risuona anche per noi che abbiamo celebrato il Natale di Gesù e ci incoraggia a lasciarci raggiungere dalla luce di Betlemme. Anche noi veniamo invitati a non fermarci ai segni esteriori dell’avvenimento, ma a ripartire da esso e percorrere in novità di vita il nostro cammino di uomini e di credenti».

Da qui, ancora in riferimento alla prima lettura, viene da chiedersi come sia possibile incontrare Cristo e reagire alla Sua presenza e, inoltre, come porsi davanti alla “luce” che nel Vangelo è “presente e incontrata”: «Ci sono tanti modi – spiega il Santo Padre, riferendosi ad Erode e gli scribi di Gerusalemme che reagiscono, “col cuore duro duro, che si ostina e rifiuta la visita di quel Bambino». Dunque, ci si può chiudersi alla luce: «Essi – approfondisce il Pontefice – rappresentano quanti, anche ai nostri giorni, hanno paura della venuta di Gesù e chiudono il cuore ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di aiuto. Erode ha paura di perdere il potere e non pensa al vero bene della gente, ma al proprio tornaconto personale. Gli scribi e i capi del popolo hanno paura perché non sanno guardare oltre le proprie certezze, non riuscendo così a cogliere la novità che è in Gesù».

Al contrario, è ben diversa l’esperienza fatta dai Magi: «Che nonostante siano lontani dalla fede ebraica tradizionale – osserva Papa Bergoglio -, si lasciano guidare dalla stella e affrontano un viaggio lungo e rischioso, pur di conoscere la verità sul Messia. Sono aperti alla novità più sorprendente della storia, il Dio fatto uomo e poi, ritornando al loro paese, cambiano strada, perché ogni volta che un uomo o una donna incontra Gesù, cambia strada, torna alla vita in un modo differente, torna rinnovato».

Da qui la sua conclusione: «La salvezza offerta da Dio in Cristo è per tutti gli uomini, vicini e lontani – ricorda Papa Francesco -. Non è possibile impossessarsi di quel Bambino. Egli è un dono per tutti. Anche noi, facciamo un po’ di silenzio nel nostro cuore e lasciamoci illuminare dalla luce di Gesù che proviene da Betlemme. Non permettiamo alle nostre paure di chiuderci il cuore, ma abbiamo il coraggio di aprirci a questa luce che è mite e discreta. Allora, come i Magi, proveremo una gioia grandissima che non potremo tenere per noi».

Al termine dell’Angelus, il Santo Padre ha quindi rivolto un appello ai leaders europei, affinché si aprano all’accoglienza: «Da parecchi giorni – ricorda – quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di ong (Sea Watch e la Sea Eye), in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone».

About Davide De Amicis (2953 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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