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“Le religioni non incitano alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio”

"La libertà è un diritto di ogni persona – scrivono Francesco e al-Azhar -,  ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. La protezione dei luoghi di culto – templi, chiese e moschee – è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto, o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni, è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del diritto internazionale"

Lo si legge nel documento firmato oggi da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar, all’incontro interreligioso al Founder’s Memorial di Abu Dhabi

Papa Francesco in visita negli Emirati Arabi

«Le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue». È uno dei punti più importanti del documento finale firmato oggi da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar, al termine dell’incontro interreligioso al Founder’s Memorial di Abu Dhabi, in cui si precisa che «queste sciagure sono frutto della deviazione dagli insegnamenti religiosi, dell’uso politico delle religioni e anche delle interpretazioni di gruppi di uomini di religione che hanno abusato – in alcune fasi della storia – dell’influenza del sentimento religioso sui cuori degli uomini per portali a compiere ciò che non ha nulla a che vedere con la verità della religione, per realizzare fini politici ed economici mondani e miopi». Di qui l’appello a «cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco e di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione».

Nel testo, inoltre, viene sottolineata l’essenzialità della famiglia: «Quale nucleo fondamentale della società e dell’umanità – si legge nel documento -, per dare alla luce dei figli, allevarli, educarli, fornire loro una solida morale e la protezione familiare. Attaccare l’istituzione familiare, disprezzandola o dubitando dell’importanza del suo ruolo, rappresenta uno dei mali più pericolosi della nostra epoca».

Quindi un invito a risvegliare il senso religioso” tra i giovani: «Per fronteggiare – ammoniscono il Papa e Grande Imam di al-Azhar – le tendenze individualistiche, egoistiche, conflittuali, il radicalismo e l’estremismo cieco in tutte le sue forme e manifestazioni. La vita è un dono che nessuno ha il diritto di togliere, minacciare o manipolare a suo piacimento, anzi, tutti devono preservare tale dono della vita dal suo inizio fino alla sua morte naturale. Perciò, condanniamo tutte le pratiche che minacciano la vita come i genocidi, gli atti terroristici, gli spostamenti forzati, il traffico di organi umani, l’aborto e l’eutanasia e le politiche che sostengono tutto questo».

Un altro concetto importante sul quale, nel documento interreligioso, è stata siglata la sintonia tra il Papa e il Grande Imam è quello di libertà: «È un diritto di ogni persona – scrivono Francesco e al-Azhar -,  ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. La protezione dei luoghi di culto – templi, chiese e moschee – è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto, o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni, è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del diritto internazionale».

La firma del documento interreligioso (Foto da Tv2000)

In seguito altre due prese di posizione importanti: no al “terrorismo esecrabile”, che non è dovuto alla religione, sì invece al “concetto di cittadinanza”, che deve diventare “piena” per tutti, senza discriminazioni: «È importante – aggiunge il documento – consolidare i diritti umani generali e comuni, per contribuire a garantire una vita dignitosa per tutti gli uomini in Oriente e in Occidente, evitando l’uso della politica della doppia misura». Viene poi fatta un’importante raccomandazione: «È un’indispensabile necessità – si legge ancora – riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici».  Inoltre, è stata espressa una raccomandazione in base alla quale si esorta a proteggere la donna «dallo sfruttamento sessuale e dal trattarla come merce o mezzo di piacere o di guadagno economico, interrompendo tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che umiliano la dignità della donna e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti».

Fondamentale, inoltre, è tutelare il diritto dei bambini «A crescere in un ambiente familiare – precisano il Papa e l’Imam -, all’alimentazione, all’educazione e all’assistenza. Occorre condannare qualsiasi pratica che violi la dignità dei bambini o i loro diritti e vigilare contro i pericoli a cui essi sono esposti – specialmente nell’ambiente digitale – e considerare come crimine il traffico della loro innocenza e qualsiasi violazione della loro infanzia».

Tornando poi al terrorismo, i due leader religiosi hanno parlato di pace e di disuguaglianze: «L’estremismo religioso e nazionale – osservano Bergoglio e al-Azhar – e l’intolleranza hanno prodotto nel mondo, sia in Occidente sia in Oriente, ciò che potrebbe essere chiamato i segnali di una terza guerra mondiale a pezzi. Le forti crisi politiche, l’ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali – delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi, a discapito della maggioranza dei popoli della terra – hanno generato, e continuano a farlo, enormi quantità di malati, di bisognosi e di morti, provocando crisi letali di cui sono vittime diversi Paesi, nonostante le ricchezze naturali e le risorse delle giovani generazioni che li caratterizzano».

Da qui una denuncia: «Nei confronti di tali crisi che portano a morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani – a motivo della povertà e della fame –, regna un silenzio internazionale inaccettabile». Tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno, per la Chiesa cattolica e al-Azhar, ci sono «una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell’individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l’uomo e mettono i valori mondani e materiali al posto dei principi supremi e trascendenti».

Il Pontefice e il Grande Imam, nel documento, hanno parlato anche di bioetica: «Pur riconoscendo i passi positivi che la nostra civiltà moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnologia, della medicina, dell’industria e del benessere, in particolare nei Paesi sviluppati – rilevano i firmatari del documento -, insieme a tali progressi storici, grandi e apprezzati, si verifica un deterioramento dell’etica, che condiziona l’agire internazionale, e un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità. Tutto ciò contribuisce a diffondere una sensazione generale di frustrazione, di solitudine e di disperazione, conducendo molti a cadere o nel vortice dell’estremismo ateo e agnostico, oppure nell’integralismo religioso, nell’estremismo e nel fondamentalismo cieco, portando così altre persone ad arrendersi a forme di dipendenza e di autodistruzione individuale e collettiva».

About Davide De Amicis (2831 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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