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Quando leggere diventa un dono: appunti su un incontro

Un gesto antico ma sempre attuale: il dono in biblioteca come esercizio di comunità, nell'epoca delle passioni tristi.

H. Matisse, La danza (1910)

In quel grande puzzle colorato che è la biblioteca pubblica, uno dei pezzi più belli di cui si compone, a mio giudizio, è quello delle donazioni: la possibilità da parte di chiunque di lasciare -donare, appunto- i propri libri o altre tipologie di risorse, che verranno poi custoditi e messi a disposizione dell’utenza che vorrà usufruirne.

La biblioteca pubblica, da sempre, incoraggia i donativi a patto che abbiano determinate caratteristiche: siano coerenti con quanto effettivamente la biblioteca specifica conserva; siano integri e ci sia lo spazio necessario per poterli ospitare.

In un contesto come quello contemporaneo caratterizzato da un individualismo di massa, la riscoperta di esperienze concrete di liberalità e interesse per il prossimo non possono che far bene alle persone. Nel nostro caso, il dono di un libro è molto più che un semplice sbarazzarsi di un oggetto che magari occupa un polveroso scaffale di casa: è infatti un’azione che ha alla base un riconoscimento dell’Altro. È atto generativo, che crea una relazione. E se, come dice Massimo Recalcati, ogni libro può essere un’ occasione di incontro, il dono di esso a una biblioteca pubblica crea la possibilità di tanti nuovi incontri, e quindi di relazioni. Un gesto con cui si compie un esercizio di reciprocità, contro tutte le chiusure e le barriere.

Non si fa nessuna fatica a capirne la rilevanza anche pedagogica: testimoniare a un bimbo (ma, direi, anche a un adulto), il valore di un gesto come quello del dono di un libro a una biblioteca, innesca un circolo virtuoso che porterà quel bimbo (o quell’ adulto) a capire anche la grande importanza del suo libero contributo alla collettività, in qualsiasi forma si manifesti, e che è sempre chiamato a dare come buon cittadino.

Questo non è che uno dei numerosi esempi dell’altissimo valore culturale, pedagogico e sociale che hanno la biblioteca pubblica e i suoi servizi, e che dovrebbero stimolare le istituzioni a dare maggior sostegno a ciò che ruota attorno ad essa.

Eppure dal punto di vista teorico le basi ci sarebbero, un esempio per tutti: già nel Piano Nazionale di Promozione della Lettura, elaborato dal Centro per il Libro e la Lettura del MIBAC nel 2014 si dice che bisogna: «valorizzare la funzione culturale […] delle biblioteche di pubblica lettura […], che attualmente occupano uno spazio marginale nelle politiche pubbliche e sono fortemente penalizzate […]». Ma purtroppo dando un’occhiata alla continua contrazione delle risorse a disposizione di biblioteche (come di archivi e musei), non pare che alle parole siano seguiti i fatti.

Che dire? Che fortunatamente ci sono rimasti i bibliotecari: loro conoscono bene l’arte del dono, della relazione e della pazienza perché ne fanno esperienza tutti i giorni e cercano quotidianamente di costruire, assieme a tutti coloro che vogliono partecipare, quell’ immenso puzzle colorato che è la biblioteca.

About Luca Mazzocchetti (29 Articles)
Nato il 2 luglio del 1985. Studia Lettere moderne all'Università "G. D'Annunzio"di Chieti e poi Didattica dell'italiano come L2 e LS presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere nella sede di Pescara della stessa Università. Ha frequentato la Scuola vaticana di biblioteconomia. Bibliotecario professionista. Docente di Metodologia presso l'ISSR "G. Toniolo" di Pescara e direttore della biblioteca "Carlo Maria Martini" dell'Arcidiocesi di Pescara - Penne.