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Rancitelli: “Fuggiti 6 mila abitanti, lo Stato riprenda il controllo”

"Paghiamo il via vai dei tossicodipendenti di cui tre, negli ultimi due anni, sono morti di overdose e poi la fuga delle realtà commerciali - racconta don Massimiliano De Luca -. Le agenzie immobiliari, ormai, non prendono più in carico le case perché nessuno le compra. Per non parlare della proliferazione dei centri scommesse legali e illegali, punti di riciclaggio del denaro, dove la gente s’indebita a causa dell’usura"

Lo ha affermato don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Rancitelli, raccontando gli effetti della presenza criminale sul quartiere di Pescara

Don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Rancitelli

Non serviva l’ingiusta e barbara aggressione perpetrata ai danni del giornalista Daniele Piervincenzi, e della troupe della trasmissione Rai Popolo sovrano, per dimostrare come il degrado e la criminalità non abbiano mai abbandonato il quartiere pescarese di Rancitelli: «Ma è servito a far capire – constata don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi, nel cuore del quartiere – che lo Stato non è più padrone di questo territorio, essendo nelle mani della malavita organizzata».

Dunque l’aggressione, che ha visto già due giovani del posto ed un terzo di Loreto Aprutino individuati e denunciati dalla Polizia, ha comunque riacceso i riflettori su di un fenomeno criminale che, negli ultimi anni, ha continuato ad espandersi latente sotto una coltre di silenzio: «Poi sono arrivati i tre “bulletti del quartierino” a creare il problema con l’aggressione – osserva don Max –, credendo di essere i padroni, e ora forse qualcuno gli farà capire che le cose non stanno come dicono loro».

Insomma, l’episodio ha riacceso i riflettori sulla periferia più difficile di Pescara, dove poche famiglie controllano tutto: «Due clan rom – denuncia il parroco di Rancitelli – si sono spartiti il territorio, gestendo il mercato della droga, dell’usura, del subaffitto e dell’occupazione abusiva delle case con tanto di avvocato al seguito».

In questo modo il quartiere è in scacco, i cittadini onesti hanno avuto paura e nel tempo sono letteralmente fuggiti: «La nostra parrocchia (che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario della fondazione) – racconta don Massimiliano De Luca – in 15 anni ha perso 6 mila abitanti, diminuiti da 10 mila a 4 mila. Paghiamo il via vai dei tossicodipendenti di cui tre, negli ultimi due anni, sono morti di overdose e poi la fuga delle realtà commerciali. Le agenzie immobiliari, ormai, non prendono più in carico le case perché nessuno le compra. Per non parlare della proliferazione dei centri scommesse legali e illegali, punti di riciclaggio del denaro, dove la gente s’indebita a causa dell’usura». Infine mancano le scuole: «C’è l’Aterno-Manthonè – ricorda il sacerdote -, ma è sulla Tiburtina mentre il problema è all’interno».

In tutto ciò, in spirito di sussidiarietà alle istituzioni, la parrocchia e la Caritas hanno fatto e fanno quanto in loro potere per arginare la criminalità: «Forniamo assistenza alle famiglie povere del quartiere – approfondisce don Max -, soprattutto italiane, e poi con l’oratorio facciamo studiare i ragazzi facendoli crescere insieme. Cerchiamo di attuare la teologia del bello portando positività, perché il problema non è la presenza del male, ma l’assenza del bene. Anche per questo motivo abbiamo fatto restaurare l’organo a canne più grande di Pescara, il quale verrà suonato da un giovane parrocchiano che si sta formando per questo».

Anche la Caritas diocesana, negli ultimi anni, con il camper del progetto Ninive ha raccolta la voglia di rinascita del quartiere tra i residenti. Ciononostante, a Rancitelli la popolazione è soggiogata dalla presenza criminale che imperversa: «C’è tanta omertà e tanta paura – ammette il presbitero -. Mentre a Fontanelle i residenti si sono ribellati, perché i criminali erano pochi, qui non avviene perché la loro presenza è maggiore».

Da qui un auspicio: «Lo Stato – conclude il parroco – torni ad essere padrone a Rancitelli. Vogliamo vivere in un quartiere normale, dove poter uscire sereni senza avere il terrore di incontrare un tossicodipendente che si buca davanti a te».

About Davide De Amicis (2902 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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