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Abusi su minori: “La Chiesa consegnerà alla giustizia chi li ha commessi”

"Nonostante le misure prese e i progressi fatti in materia di prevenzione degli abusi – rilancia il Papa -, occorre imporre un rinnovato e perenne impegno alla santità dei pastori, la cui configurazione a Cristo Buon pastore è un diritto del popolo di Dio. C’è la ferma volontà di proseguire, con tutta la forza, la strada della purificazione, interrogandosi su come proteggere i bambini; come evitare tali sciagure, come curare e reintegrare le vittime; come rafforzare la formazione nei seminari"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, al termine del summit vaticano sul tema “La protezione dei minori nella Chiesa”

Papa Francesco durante il summit Vaticano

«Ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano». Lo ha affermato ieri Papa Francesco, nel suo discorso a conclusione del summit vaticano sul tema “La protezione dei minori nella Chiesa”, fissando l’obiettivo della Chiesa nella lotta agli abusi, per raggiungere il quale essa: «Deve sollevarsi – esorta il Pontefice – al di sopra di tutte le polemiche ideologiche e le politiche giornalistiche che spesso strumentalizzano, per vari interessi, gli stessi drammi vissuti dai piccoli. È giunta l’ora di collaborare insieme per sradicare tale brutalità dal corpo della nostra umanità, adottando tutte le misure necessarie già in vigore a livello internazionale e a livello ecclesiale. È giunta l’ora di trovare il giusto equilibrio di tutti i valori in gioco e dare direttive uniformi per la Chiesa, evitando i due estremi di un giustizialismo, provocato dal senso di colpa per gli errori passati e dalla pressione del mondo mediatico, e di una autodifesa che non affronta le cause e le conseguenze di questi gravi delitti».

In questo contesto, Francesco ha menzionato le “Best Practices” formulate, sotto la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, da un gruppo di dieci agenzie internazionali che ha sviluppato e approvato un pacchetto di misure chiamato Inspire, cioè sette strategie per porre fine alla violenza contro i bambini: «Avvalendosi di queste linee-guida, la Chiesa, nel suo itinerario legislativo, grazie anche al lavoro svolto negli anni scorsi dalla Pontificia Commissione per la tutela dei minori e al contributo di questo nostro incontro” – annunciato il Santo Padre – si concentrerà su sette dimensioni: la tutela dei bambini; serietà impeccabile; una vera purificazione: la formazione; rafforzare e verificare le linee guida delle Conferenze episcopali; accompagnare le persone abusate; il mondo digitale; il turismo sessuale».

Successivamente, Papa Bergoglio ha indicato l’obiettivo primario di qualsiasi misura: «Proteggere i piccoli – sottolinea il Papa – e impedire che cadano vittime di qualsiasi abuso psicologico e fisico. Occorre cambiare mentalità per combattere l’atteggiamento difensivo-reattivo a salvaguardia dell’Istituzione, a beneficio di una ricerca sincera e decisa del bene della comunità, dando priorità alle vittime di abusi in tutti i sensi».

Questa la ricetta di Papa Francesco: «Dinanzi ai nostri occhi – aggiunge – devono essere presenti sempre i volti innocenti dei piccoli, ricordando le parole del Maestro “Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!”».

Il secondo imperativo pronunciato dal Santo Padre, è stato invece mutuato dal suo ultimo discorso alla Curia romana: «Serietà impeccabile – ribadisce Bergoglio -. La Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti. La Chiesa non cercherà mai di insabbiare o sottovalutare nessun caso. I peccati e i crimini dei consacrati si colorano di tinte ancora più fosche di infedeltà, di vergogna e deformano il volto della Chiesa minando la sua credibilità. Infatti, la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima di queste infedeltà e di questi veri e propri reati di peculato».

Tutto questo, però, non basta: «Nonostante le misure prese e i progressi fatti in materia di prevenzione degli abusi – rilancia il Papa -, occorre imporre un rinnovato e perenne impegno alla santità dei pastori, la cui configurazione a Cristo Buon pastore è un diritto del popolo di Dio. C’è la ferma volontà di proseguire, con tutta la forza, la strada della purificazione, interrogandosi su come proteggere i bambini; come evitare tali sciagure, come curare e reintegrare le vittime; come rafforzare la formazione nei seminari».

Quindi una proposta: «Trasformare gli errori commessi in opportunità per sradicare tale piaga non solo dal corpo della Chiesa, ma anche da quello della società – illustra il Pontefice -. Il santo timore di Dio ci porta ad accusare noi stessi – come persone e come istituzione – e a riparare le nostre mancanze. Accusare sé stessi è un inizio sapienziale, legato al santo timore di Dio. Imparare ad accusare sé stessi, come persone, come istituzioni, come società. In realtà, non dobbiamo cadere nella trappola di accusare gli altri, che è un passo verso l’alibi che ci separa dalla realtà».

Il quarto imperativo lanciato dal Papa è la formazione, che contempla la necessità di considerare «le esigenze della selezione e della formazione dei candidati al sacerdozio con criteri non solo negativi, preoccupati principalmente di escludere le personalità problematiche – precisa il Santo Padre -, ma anche positivi nell’offrire un cammino di formazione equilibrato per i candidati idonei, proteso alla santità e comprensivo della virtù della castità».

Poi la citazione di San Paolo VI “Una vita così totalmente e delicatamente impegnata nell’intimo e all’esterno, come quella del sacerdote celibe, esclude soggetti di insufficiente equilibrio psico-fisico e morale, né si deve pretendere che la grazia supplisca in ciò la natura”. E ancora il quinto imperativo: «Rafforzare e verificare le linee guida delle Conferenze episcopali – ammonisce Francesco -, ossia riaffermare l’esigenza dell’unità dei vescovi nell’applicazione di parametri che abbiano valore di norme e non solo di orientamenti. Nessun abuso deve mai essere coperto, così come era abitudine nel passato, e sottovalutato, in quanto la copertura degli abusi favorisce il dilagare del male e aggiunge un ulteriore livello di scandalo. Occorre sviluppare un nuovo approccio efficace per la prevenzione in tutte le istituzioni e gli ambienti delle attività ecclesiali».

Accompagnare le persone abusate un’altra priorità: «Il male che hanno vissuto – conclude Papa Francesco – lascia in loro delle ferite indelebili che si manifestano anche in rancori e tendenze all’autodistruzione. La Chiesa ha il dovere dunque di offrire loro tutto il sostegno necessario avvalendosi degli esperti in questo campo. Ascoltare, cioè perdere tempo nell’ascolto. L’ascolto guarisce il ferito e guarisce anche noi stessi dall’egoismo, dalla distanza, dal “non tocca a me”, dall’atteggiamento del sacerdote e del levita nella parabola del Buon Samaritano».

About Davide De Amicis (2944 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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