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Quaresima: “Tempo di conversione per riportare la speranza nel creato”

La causa di ogni male, secondo il Papa - è il peccato: «Che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini – osserva - ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto"

Lo ha affermato Papa Francesco nel messaggio per la Quaresima sul tema “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”

Papa Francesco

È incentrato sul tema “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19) il messaggio per la Quaresima 2019 scritto da Papa Francesco e diffuso oggi: «Se l’uomo vive da figlio di Dio – scrive il Papa -, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione».

Un messaggio in cui il Pontefice ricorda che il creato: «Ha come un desiderio intensissimo – sottolinea – che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo -, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il ‘Cantico di frate sole’ di San Francesco d’Assisi. Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte».

Questa la tesi di Papa Francesco: «Quando non viviamo da figli di Dio – ammonisce -, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. L’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro. Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi».

Ma la causa di ogni male, secondo il Santo Padre, è il peccato: «Che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini – osserva – ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto. Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri».

Da qui il monito espresso da Papa Bergoglio: «Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore – avverte il Papa -, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato».

In questo contesto, diviene fondamentale il cammino di purificazione proposto dalla Quaresima: «Il cammino verso la Pasqua – illustra il Pontefice – ci chiama a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale».

È questa la parte finale del messaggio quaresimale, in cui il Papa ha fatto notare che questa “impazienza”, questa “attesa” del creato: «Troverà compimento – spiega Francesco – quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione».

Per questo, il Santo Padre ha rivolto un invito citando la lettera ai Romani: «Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi – esorta – a uscire “dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”. La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina».

In particolare, la scelta di digiunare assume un significato ben preciso: «Imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature – approfondisce il Papa -. Dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia».

Un altro gesto che Papa Francesco sollecita a compiere, è quello di fare elemosina: «Per uscire – precisa il Sommo Pontefice – dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità».

Infine, il Papa ha rivolto a tutti un augurio per la Quaresima in cui ciascuno di noi è chiamato a «ripercorrere lo stesso cammino di Gesù, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione. Entrare nel deserto del creato – conclude -, per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini. Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice».

About Davide De Amicis (2943 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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