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Domani la messa in memoria dei senzatetto morti a Pescara

"Da più trent’anni – ricorda Roberta Casalini, responsabile pescarese del movimento ecclesiale - la Comunità di Sant’Egidio ricorda le vittime di chi vive in strada a partire dalla morte di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora di 71 anni, che il 31 gennaio 1983 si sentì male nei pressi della Stazione Termini a Roma. L’equipaggio dell’ambulanza le rifiutò il soccorso perché troppo sporca. Modesta morì dopo ore di agonia"

La Santa messa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, avrà luogo nel Santuario del Cuore Immacolato in via Vespucci

Roberta Casalini, responsabile pescarese Comunità di Sant’Egidio

Emilio, Domenico, Pavel, Leslav, Kristian. Sono questi i nomi dei senza fissa dimora che, negli ultimi anni, hanno perso la vita vivendo di stenti, per il freddo, all’addiaccio sulle strade di Pescara. In memoria loro e di tutti i senzatetto che hanno avuto la stessa tragica sorte domani, alle 12 presso il Santuario del Cuore immacolato di Maria in via Vespucci, verrà celebrata la tradizionale santa messa promossa annualmente dalla Comunità di Sant’Egidio: «Da più trent’anni – ricorda Roberta Casalini, responsabile pescarese del movimento ecclesiale – la Comunità di Sant’Egidio ricorda le vittime di chi vive in strada a partire dalla morte di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora di 71 anni, che il 31 gennaio 1983 si sentì male nei pressi della Stazione Termini a Roma. L’equipaggio dell’ambulanza le rifiutò il soccorso perché troppo sporca. Modesta morì dopo ore di agonia, in attesa che qualcuno decidesse di prestarle soccorso. La sua morte ha segnato profondamente l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con chi è senza dimora».

Gilberto Grasso, Comunità di Sant’Egidio

Per questo, nell’anniversario della sua scomparsa, in tante città d’Italia e del mondo, si farà memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome: «Il ricordo dei nomi ha un significato molto profondo – spiega Gilberto Grasso, della Comunità di Sant’Egidio -, e acquista un valore ancora più importante quando riguarda persone che vivono nell’indifferenza da parte della città e, a volte, anche nel disprezzo da parte di molti e che quindi nella loro vita raramente si sentono chiamate per nome da qualcuno. Ricordare i loro nomi dopo la loro morte, significa anzitutto non dimenticare queste persone che sono rimaste nei cuori di chi le ha conosciute attraverso il servizio fedele per strada e alla stazione, e significa anche riconoscere loro quella dignità che spesso nella loro vita terrena è mancata».

Dopo la liturgia, presso i locali della parrocchia, avrà luogo un pranzo di amicizia con gli amici senza dimora della nostra città, con cui la Comunità di Sant’Egidio ha intessuto in questi anni rapporti di amicizia e familiarità, attraverso le cene itineranti e l’attività di assistenza materiale e spirituale, nel tentativo di migliorare le difficili condizioni della loro vita.

About Davide De Amicis (3001 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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