Ultime notizie

Senzatetto morti: “Li abbiamo giudicati falliti, ma saranno i primi per il Signore”

"Questa memoria osserva Gilberto Grasso, della Comunità di Sant'Egidio - consola profondamente ognuno di noi, perché ci fa sentire che la solitudine, l’abbandono e la morte non sono l’ultima parola, perché il Signore ama la vita di ciascuno di noi e non la dimenticherà mai. E l’amicizia che viviamo è un tesoro che di cui essere sempre grati, che ci aiuta a vivere, perché l’amicizia con i poveri del Vangelo ci salva dall’indifferenza, dal pregiudizio, dalla paura e ci aiuta a trovare la verità"

Lo ha affermato ieri don Francesco Santuccione, vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, celebrando la messa per i senza fissa dimora scomparsi

Don Francesco Santuccione, vicario generale dell'arcidiocesi di Pescara-Penne

Emilio, quarantenne morto l’8 febbraio 2009 a causa della sue avverse condizioni di salute peggiorate dalla vita in strada; un ragazzo sconosciuto morto nella solitudine e nella disperazione nel 2009; Pavel morto di freddo il 19 dicembre 2010; Leslav morto il 13 dicembre 2015 in una casa abbandonata. Sono questi i nomi dei senzatetto morti di stenti sulle strade di Pescara di cui ieri, come ogni anno, ha fatto memoria la Comunità di Sant’Egidio nella tradizionale messa a loro dedicata nel Santuario pescarese del Cuore Immacolato di Maria: «Noi – premette Gilberto Grasso, della Comunità di Sant’Egidio – celebriamo da molti anni la memoria di questi amici in tante parti del mondo da quando, a Roma, Modesta morì sola alla Stazione Termini senza soccorsi, perché era sporca. Vogliamo dunque fare memoria di ciascuno di questi amici, pronunciando il loro nome e accendendo un lumino ricordandoli per sempre come fratelli, uno per uno».

Gilberto Grasso, Comunità di Sant’Egidio

È così tutti i partecipanti alla celebrazione eucaristica, tra cui numerosi senza fissa dimora, hanno fatto in un clima di profonda commozione: «La more di ciascuno di loro – aggiunge Grasso – è una ferita aperta per tutti noi. La nostra presenza qui vuole essere un segno di fedeltà all’amicizia per coloro che in questa città vivono una condizione difficile, essendo senza casa e spesso senza affetti. Questa memoria consola profondamente ognuno di noi, perché ci fa sentire che la solitudine, l’abbandono e la morte non sono l’ultima parola, perché il Signore ama la vita di ciascuno di noi e non la dimenticherà mai. E l’amicizia che viviamo è un tesoro che di cui essere sempre grati, che ci aiuta a vivere, perché l’amicizia con i poveri del Vangelo ci salva dall’indifferenza, dal pregiudizio, dalla paura e ci aiuta a trovare la verità. Per questo vogliamo pregare e ringraziare insieme il Signore».

L’accensione dei lumini durante la lettura dei nomi

È stato il vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, don Francesco Santuccione a presiedere la liturgia eucaristica: «A volte – osserva il presbitero, nell’omelia – giudichiamo le persone dall’apparenza, ma il Signore dice “No, chi è primo nel mio regno diventa ultimo”. Umanamente abbiamo giudicato falliti gli ultimi, gli scarti, ma San Paolo nel Vangelo ci dice che sono i primi nel Regno dei cieli e che anche il loro corpo, forse trascurato, mai aiutato da noi, parteciperà alla gloria di Dio. Perché per noi il meglio deve venire. Quelli che hanno sofferto, e non sono stati accolti da noi, li ha abbracciati il Signore perché Lui è il titolare e da ricco si è fatto povero». Da qui è emerso un invito, rivolto a tutti i fedeli: «Approfittiamo del tempo che Dio ci dà – esorta don Francesco – e utilizziamolo per fare del bene aiutandoci a vicenda. Questo sarà l’anticipo del paradiso».

Roberta Casalini, responsabile pescarese Comunità di Sant’Egidio

Quindi il rito dell’accensione del lumino in cui, tra gli altri, sono stati ricordati anche i tre immigrati morti a seguito dei roghi che si sono sviluppati, nei mesi scorsi, nella tendopoli di San Ferdinando nella piana di Gioia Tauro, in Calabria: «Con loro – sottolinea Roberta Casalini, responsabile pescarese della Comunità di Sant’Egidio – ricordiamo tutti i migranti che erano in cerca di un futuro di speranza nel nostro Paese».

Una preghiera ha poi fatto da sottofondo alla lettura nei nomi: «O Signore, che sei l’amico consolatore di ogni uomo – afferma la Casalini,  -, soprattutto di chi è povero, e non dimentichi nessuno dei tuoi figli, noi ti preghiamo per tutti i nostri amici che abbiamo conosciuto e amato nelle strade di questa città e quelli che sono nel nostro cuore, nella certezza di trovarci uniti nella gioia della vita eterna». Al termine della cerimonia, la Comunità di Sant’Egidio ha dato vita ad un pranzo di amicizia con i senzatetto presenti.

About Davide De Amicis (2853 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website

Rispondi