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“Sottomettiamoci alla misericordia, l’unica via che dà speranza e salvezza”

"In Gesù non c’è disperazione, in Gesù non c’è condanna, c’è solo misericordia - osserva l'arcivescovo Valentinetti -. In Gesù c’è fiducia totale nelle mani del Signore, nelle mani del Padre quando afferma “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la messa della Domenica delle palme nella parrocchia di San Nicola vescovo a Farindola

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

“Tutta la folla era venuta a vedere questo spettacolo… Ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto”. Ha riflettuto su questa frase, tratta dal Vangelo di ieri, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti che ha presieduto la liturgia eucaristica solenne della Domenica delle Palme nella parrocchia di San Nicola vescovo a Farindola, al termine della visita pastorale compiuta nella località montana pescarese: «È la frase quasi conclusiva – spiega il presule – del testo della Passione. E misteriosamente, ma proprio perché è la liturgia che lo permette, quella folla oggi siamo noi che siamo accorsi a vedere questo “spettacolo”. Attenzione, la traduzione greca della parola spettacolo vuol dire “un fatto denso di significato”, che coinvolge, che ci prende come nel caso della narrazione della Passione di Cristo, avvenuta più di 2 mila anni fa, che continua a coinvolgerci».

E di questo Vangelo, a detta dell’arcivescovo Valentinetti, ci sono tre passaggi che colpiscono: «Le sottolineature della tentazione – approfondisce -, della contraddizione e della misericordia. Per quanto riguarda la prima, Pietro viene tentato e pecca perché rinnega Cristo. Tentato e contraddetto è stato poi Giuda, ma anche Gesù viene tentato quando afferma “Padre, se è possibile, passi da me questo calice”. Oppure l’ultima tentazione sulla croce “Se sei il figlio di Dio, salva te stesso e anche noi”. Ma poi è il terzo l’elemento che predomina il testo, la misericordia espressa nella frase “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. O Gesù che perdona anticipatamente Pietro “Sbaglierai, ma quando ti sarai convertiti rassicura i tuoi fratelli” e lasciatemelo dire, probabilmente Gesù ha perdonato anche Barabba che viene scelto la posto suo per essere salvato, mentre Lui viene condannato. Il testo del Vangelo non ce lo dice, così come non ci dice qual è stato l’incontro tra Gesù e Giuda che pianse amaramente e s’impiccò, anch’egli disperato per il peccato che aveva compiuto. Ma in Gesù non c’è disperazione, in Gesù non c’è condanna, c’è solo misericordia. In Gesù c’è fiducia totale nelle mani del Signore, nelle mani del Padre quando afferma “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”».

Da qui nasce un insegnamento per tutti i credenti: «Cari fratelli e sorelle – osserva l’arcivescovo di Pescara-Penne – , la nostra vita molto spesso è fatta di tentazioni. Siamo fatti di carne e ossa e tutti quanti possiamo sbagliare. La nostra vita è soggetta a contraddizioni che non ci sappiamo spiegare, che rimangano enigmatiche, e voi di Farindola lo sapete bene (il riferimento alla tragedia di Rigopiano). Ma la vostra, la nostra vita deve sottomettersi alla misericordia, a questo cammino continuo di conversione, perché visto questo “spettacolo” possiamo anche noi batterci il petto e tornare a casa non tanto disperati, quanto con una grande apertura di cuore per accettare l’unica cosa che può darci speranza e salvezza, ovvero la misericordia e la misericordia che dobbiamo farci gli uni con gli altri, il perdono individuale che dobbiamo farci gli uni con gli altri. Perché la strada dell’odio, della vendetta, la strada che molte volte vuole trovare soluzioni a problemi che in realtà, spesso, non hanno soluzioni è molto complicata e molto difficileLa strada è quella della misericordia e dell’amore. È l’unica strada che ci dà speranza e salvezza. E se siamo stati spettatori di questo “spettacolo”, possiamo anche essere suoi conoscenti insieme agli uomini che lo avevano seguito, per guardare tutto questo e con gioia attendere il terzo giorno, quando la vita trionferà definitivamente sulla morte, con la risurrezione».

È stato questo l’augurio di Pasqua rivolto dall’arcivescovo Valentinetti alla comunità farindolese e a tutti: «Perché possiate sperare sempre di più – conclude il presule – in questa grandezza d’amore che Gesù riversa anche nella vostra vita».

About Davide De Amicis (2921 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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