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Famiglie numerose: “Figli diventano adulti più responsabili dei figli unici”

"I figli nati e cresciuti in famiglie numerose, in genere – evidenzia il focus -, hanno un’auto-percezione ed una percezione più realistica e sono maggiormente capaci di adattamento o, se vogliamo, di resilienza. La loro è una visione socio-centrica, nel senso che non considerano se stessi come unica misura del mondo"

Emerge da uno studio riportato nel libro “Educazione orizzontale. Il mestiere di fratelli e sorelle nelle famiglie numerose”

«Dalle famiglie numerose nessun “bamboccione”. Merito anche dell’educazione orizzontale tra fratelli». (edizioni Toscana Oggi, euro 12) curato da Francesco Belletti, direttore del Centro internazionale studi famiglia, e Raffaella e Giuseppe Butturini, già presidenti nazionali dell’Associazione nazionale famiglie numerose, genitori di dieci figli.

Al centro dell’analisi quell’educazione che, spontaneamente e nella prassi quotidiana, passa tra sorelle e fratelli, specie nelle grandi famiglie: «I figli cresciuti nelle famiglie numerose – si legge nello studio – sono destinati a divenire adulti dotati di personalità solide, generose, responsabili, molto più che i figli unici. Merito anche dei fratelli e delle sorelle, che si educano tra loro».

Francesco Belletti, uno dei curatori del libro e direttore del Centro internazionale studi famiglia

La ricerca, promossa dall’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn) e commissionata al Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf) e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stata realizzata su un campione di figli con almeno tre fratelli e di figli unici originari di sei diverse regioni italiane, equamente distribuite tra nord, centro e sud. I ricercatori hanno concentrato la loro indagine empirica, in particolare, sulla fascia di età tra i 20 e i 30 anni: «I figli nati e cresciuti in famiglie numerose, in genere – evidenzia il focus -, hanno un’auto-percezione ed una percezione più realistica e sono maggiormente capaci di adattamento o, se vogliamo, di resilienza. La loro è una visione socio-centrica, nel senso che non considerano se stessi come unica misura del mondo».

Insomma, dallo studio emerge che: «Avere sorelle e fratelli è una risorsa – scrivono Giuseppe e Raffaella Butturini, già presidenti nazionali di Anfn e genitori di dieci figli, nell’introduzione del libro “Educazione orizzontale. Il mestiere di fratelli e sorelle nelle famiglie numerose” -, perché i piccoli si sentono protetti e custoditi anche dai fratelli maggiori, oltre che dai genitori. In una famiglia numerosa i fratelli cominciano ad apprendere l’arte della relazione con chi è aperto e con chi è più chiuso, con chi vorrebbe fare sempre mille cose e con chi tenderebbe a ripiegarsi su se stesso».

Tra gli altri vantaggi indicati dell’avere sorelle e fratelli, la possibilità di imparare a condividere gioie e dolori: «Sapendo scegliere al momento opportuno una parola o il silenzio – aggiungono i coniugi -, la capacità di essere creativi e insieme consapevoli dei propri limiti. E poi i grandi, sono quelli che danno loro delle dritte, che raccolgono confidenze e a volte rimediano e coprono sviste, errori, magari compiuti dagli stessi genitori».

Nella prefazione del volume Paolo Conti, giornalista del Corriere della Sera, citando don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas, afferma che «Non si può presumere di “voler bene” senza essere pronti a mettere in comune con l’altro ciò che si ha: risorse economiche, spazi fisici per vivere, tesori intellettuali, capacità affettiva e disponibilità a chiedere aiuto quando ci si senta in difficoltà, o in un momento di debolezza».

About Davide De Amicis (2926 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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