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Procedura d’infrazione: “No allo scontro politico, i deboli pagheranno per primi”

"Una procedura di questo genere – sottolinea monsignor Mariano Crociata - scaturisce da una regolamentazione che tutti i Paesi europei si sono dati. È questa la prima cosa da capire. L’altra è che un debito molto alto e crescente è un peso per l’economia italiana e per tutti gli italiani e le conseguenze immediate e alla lunga possono essere gravi"

Lo ha affermato oggi monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina e vice presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea

Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e vice presidente della Comece

Sull’apertura della procedura d’infrazione contro l’Italia, da parte dell’Unione europea, è intervenuto anche il vescovo di Latina e vice presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) monsignor Mariano Crociata: «Una procedura di questo genere – sottolinea – scaturisce da una regolamentazione che tutti i Paesi europei si sono dati. È questa la prima cosa da capire e da spiegare all’opinione pubblica. L’altra è che un debito molto alto e crescente è un peso per l’economia italiana e per tutti gli italiani e le conseguenze immediate e alla lunga possono essere gravi».

Con queste parole, senza entrare nello specifico della vicenda, il presule ha commentato il provvedimento europeo a margine dell’incontro con il Comitato permanente della Comece, ricevuto oggi da Papa Francesco, intervistato dall’agenzia di stampa Sir. In particolare, il vescovo ha rivolto un appello alla politica: «Si chiedono due cose – afferma -. Anzitutto di non approfittare di queste tensioni per fare lotta politica, quasi ancora lotta elettorale. Questo non giova a nessuno e in questo ci vuole anche una serenità nei toni e nelle argomentazioni. E poi si chiede di non farsi prendere da una reazione puramente emotiva, che fa perdere di vista il giudizio adeguato, la valutazione opportuna sui problemi e la capacità di comprenderli e cercare una soluzione. Il nostro interesse non è che vinca una parte politica. Ma che vinca l’Italia, vinca il bene del Paese».

In gioco, a detta di monsignor Crociata, c’è sempre il bene di tutti: «Perché – sottolinea – quando le cose non funzionano, ci soffriamo tutti. È chiaro che ogni parte ha una visione diversa, però il metodo è cercare l’incontro e il dialogo, all’interno e con l’esterno. Non è con la contrapposizione o lo scontro che si risolvono i problemi. In gioco c’è il benessere della Nazione, il benessere di tutti i cittadini, a cominciare da quelli che sono più deboli perché sono loro quelli che pagano per primi».

About Davide De Amicis (2953 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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