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I tesori diocesani esposti al Museo civico di Penne

"Al momento - ricorda Paola Di Tommaso, responsabile diocesana dell'Ufficio Beni culturali - del polo museale diocesano è possibile visitare la sola sezione archeologica ma, grazie all’impegno preso dall’arcivescovo Valentinetti, stiamo già procedendo alla ristrutturazione della parte alta del Duomo, oltre al Duomo stesso, dove tornerà visitabile anche la sezione di arte sacra"

Oggi e domani saranno esposti un antifonario domenicano del 1300 e la Bolla d’oro concessa nel 1219 al vescovo di Penne dall’imperatore Federico II di Svevia

L'antifonario del 1300 e la Bolla d'oro di Federico II di Svevia esposti al Museo civico-diocesano di Penne

Saranno esposti ancora per tutta la giornata di domani, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 presso il Museo civico-diocesano “Giovanni Battista Leopardi” di Penne (gestito dall’associazione Pinna vestinorum), due autentici tesori d’arte e di storia custoditi dall’Archivio dell’arcidiocesi di Pescara-Penne.

Luca Mazzocchetti, archivista diocesano

Si tratta di un antifonario (un libro liturgico) risalente al 1300, proveniente dalla biblioteca dell’allora convento domenicano del capoluogo vestino, e della Bolla d’oro consegnata nel 1219 a Norimberga dall’imperatore Federico II di Svevia al vescovo di Penne Gualtiero (che è possibile leggere grazie alla presenza della traduzione curata dal professor Candido Greco): «L’antifonario – spiega Luca Mazzocchetti, archivista diocesano – presenta la particolarità di contenere alcuni frammenti (aggiunti nel corso di due restauri successivi nel ‘600 e nel ‘700), come fossero delle pezze per coprire dei buchi, perché allora il riciclo di materiale di materiale recuperato da altri codici della biblioteca era una prassi diffusa. Così in un solo codice possiamo trovare più testi di quella biblioteca domenicana. La seconda testimonianza è ancor più di rilievo, trattandosi della bolla con i sigilli dorati che rappresentano Federico II da un lato e la basilica costantiniana dall’altro, che l’imperatore aveva elargito al vescovo Gualtiero confermando i privilegi (i poteri del presule sul territorio vestino) già concessi da suo padre Enrico VI alla diocesi di Penne. Quest’ultima ha avuto un’importanza notevole sia dal punto di vista culturale che politico, avendo gravitato nell’orbita imperiale dato che all’epoca c’era un collegamento tra la Chiesa di Roma e il Sacro romano impero. Per Federico II il collegamento con la diocesi pennese era importante».

La Collezione Leopardi donata al Museo diocesano

Paola Di Tommaso, responsabile diocesana dell’Ufficio Beni culturali

Una visita, che può essere compiuta unitamente a quella sui reperti archeologici vestini donati al museo diocesano dall’archeologo locale Giovanni Battista Leopardi (per lo più provenienti da una necropoli rinvenuta a Montebello di Bertona negli anni ’50 del secolo scorso) e a quella sugli altri reperti recuperati a Penne attraverso gli scavi ministeriali condotti nella zona del Duomo e in altre contrade, inserita nella tre giorni intitolata “Tesori s…velati. Arte e storia della nostra diocesi” che è parte della rassegna culturale Cei Aperti al MAB: «Questo museo (ampliato rispetto al preesistente) – ricorda Paola Di Tommaso, responsabile diocesana dell’Ufficio Beni culturali – nasce nel 2000, mediante un accordo tra l’Arcidiocesi di Pescara-Penne, il Comune di Penne e la Soprintendenza ai Beni culturali, usufruendo di una parte dell’Episcopio dove ha potuto trovare spazio la Collezione Leopardi, unitamente agli altri reperti archeologici. Un patrimonio che ci inorgoglisce, perché traccia la storia dei vestini, un popolo pre-romano di spicco. Al momento del polo museale diocesano è possibile visitare la sola sezione archeologica ma, grazie all’impegno preso dall’arcivescovo Valentinetti, stiamo già procedendo alla ristrutturazione della parte alta del Duomo, oltre al Duomo stesso, dove tornerà visitabile anche la sezione di arte sacra».

Don Paolo Curioni, presidente della Commissione diocesana d’arte sacra

Un impegno, quest’ultimo, da portare avanti attraverso una forte alleanza: «Nel rispetto dei ruoli e delle competenze – sottolinea don Paolo Curioni, presidente della Commissione diocesana d’arte sacra -, ogni istituzione civile e religiosa deve adempiere alle proprie funzioni con la comune finalità, e con la consapevolezza, di portare alle generazioni future questo patrimonio che ci è stato dato, che abbiamo costituito, e che dobbiamo ancora costituire in novità perché non c’è solo da conservare un passaggio della storia, c’è da vivere un presente per portarlo nel futuro».

Gilberto Petrucci, assessore alla Cultura di Penne

Di questa alleanza, ovviamente, il Comune di Penne gioca un ruolo da protagonista: «Questa – conclude Gilberto Petrucci, assessore comunale alla Cultura – è un’occasione importante non solo per visitare le nostre strutture, ma soprattutto per ammirare quei reperti, quei cimeli, che ci arrivano dal passato. E proprio su quest’ultimo dobbiamo scommettere. Come amministrazione comunale, vogliamo promuovere tutto ciò che rientra nel nostro patrimonio storico non solo perché rappresenta una risorsa, ma anche perché ci consente di elevare dal punto di vista istituzionale la nostra città al pari di altri centri abruzzesi con questa valenza storica, come Atri, L’Aquila e Lanciano».

About Davide De Amicis (2953 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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