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Sangue: tornano ad aumentare i donatori in Italia

Ma non in tutte le regioni italiane la presenza di sangue è sufficiente: "Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio – spiega Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue -, ma in alcune Regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. È importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale, tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue"

Emerge dai dati pubblicati dal Centro nazionale sangue in occasione dell’odierna Giornata mondiale del donatore

In controtendenza con quanto successo negli ultimi anni, torna a salire in Italia il numero dei donatori di sangue. Stando ai dati diffusi oggi dal Centro nazionale sangue, nel 2018 sono stati infatti 1.682.724, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

In vista della Giornata mondiale del donatore di sangue che l’Oms celebra oggi, 14 giugno, il Ministero della Salute e il Centro nazionale sangue hanno lanciato il nuovo portale www.donailsangue.salute.gov.it dedicato ai donatori: «I nuovi donatori – si legge in una nota – sono poco più di 371 mila, in calo del 3,7%, mentre il 91,7% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. Sono in leggero calo anche i pazienti trasfusi, che nel 2018 sono stati circa 630 mila contro i 637 mila dell’anno precedente. In totale le trasfusioni effettuate durante l’anno sono state quasi 3 milioni. L’inversione di tendenza non riguarda i donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202 mila, con un calo dell’1,6%».

Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840 mila chilogrammi di plasma, 4 mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma nazionale plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i derivati del plasma è circa al 70%. Dai dati diffusi emerge che si è alzata l’età media dei donatori: nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013 e nel 2018 sono risultati poco più di 210 mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290 mila, circa il 17%.

Specularmente, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più ‘anziane’: nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%. Un altro problema è quello relativo alla mancanza di medici. Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi trasfusionali ospedalieri, ma dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in 10 regioni di 64 unità: «Nei prossimi dieci anni – spiega la nota del ministero – si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover».

Giulia Grillo, ministro della Sanità

E sull’importanza della donazione di sangue, si è espressa anche il ministro della Salute Giulia Grillo: «Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma – ricorda – sono inseriti nei Livelli essenziali di assistenza, ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti. Dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata mondiale dei donatori del 2020. Proprio la candidatura, così come il nuovo portale sulle donazioni presentato oggi, sono alcuni esempi di una collaborazione sempre più stretta fra tutti gli attori del sistema, a cominciare dal ministero e dal Centro nazionale sangue, indispensabile a questo scopo».

Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue

Ma non in tutte le regioni italiane la presenza di sangue è sufficiente: «Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio – spiega Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue -, ma in alcune Regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. È importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale, tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori».

E anche il Centro nazionale sangue ha lanciato l’allarme della carenza dei medici nella Medicina trasfusionale: «Abbiamo chiesto agli Assessorati alla salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e patologia clinica – riporta Liumbruno – di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali».

Foto di Antonio Corigliano da Pixabay

About Davide De Amicis (2925 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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