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Il libro, non è scontato!

Arriva in Parlamento il testo base in materia di promozione della lettura e scoppia la guerra sugli sconti, ma il libro e la lettura non sono questioni economiche.

Libreria Acqua Alta, Venezia

Nella seduta della Commissione Cultura del 21 giugno è stato approvato il testo base contenente le disposizioni sulle attività per la promozione e il sostegno della lettura, la proposta porta le firme di esponenti di tutto l’arco parlamentare: questa potrebbe essere considerata una buona notizia nella prospettiva di una collaborazione delle forze politiche, per il bene del Paese. Ora il testo deve seguire l’iter parlamentare, ma già prima di arrivare alla Camera dei Deputati ha generato grandi discussioni e in particolare su un punto: la diminuzione della percentuale di sconto applicabile ai libri dal 15% al 5%, compresi quelli venduti on-line o per posta.

A favore della proposta di legge si sono schierate le Associazioni che rappresentano le minoranze del mercato librario (ADEI, Associazione degli Editori Indipendenti; ALI, Associazione dei Librai Italiani; SIL, Sindacato Italiano Librai); contro la proposta è invece la sigla che raccoglie quasi tutti i grandi editori (AIE, Associazione Italiana Editori). Quest’ ultima, per bocca del suo presidente Ricardo Levi, ha fatto sapere che l’abbassamento degli sconti genererà un impoverimento non tanto delle vendite ai cosiddetti “lettori forti” (almeno 12 libri all’ anno) bensì a coloro che leggono statisticamente da 1 a 5 libri all’anno, con la conseguenza di aumentare le percentuali di non lettori e il numero di analfabeti funzionali e abbassare quindi il livello culturale del nostro Paese.

In un Paese come l’Italia, in cui l’aspetto economico è primario su tutto il resto risulta quantomeno impopolare tentare di agganciare la questione della lettura e della vendita dei libri ad altri aspetti, come ad esempio quello antropologico. Infatti, a mio parere, è di questo che si parla: la lettura e i libri servono per la formazione della persona nella sua interezza, non si può limitare la sua incidenza alla sola progressione culturale, o peggio ancora, delle competenze. Quando si sceglie un libro da leggere, si compie un’operazione non di poco conto: si decide con quale nuovo mondo entrare in rapporto; come scrive Borges infatti, il libro: «non è un ente privo di comunicazioni: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni» (L’Aleph, Feltrinelli 2013) e come sosteneva Karl Rahner, il libro: «rende possibile e agevole […] il ricordo interiorizzato del mondo […], presenta il mondo dell’uomo con quella vicinanza e al contempo con quel distacco, con cui egli riesce a ritrovare se stesso e la giusta misura dei suoi rapporti col mondo» (Letteratura e cristianesimo, San Paolo 2014). Tutto ciò comporta quindi una preparazione, una educazione del lettore.

Un’azione pedagogica efficace nei confronti del lettore è proprio quella compiuta dai librai e dagli editori indipendenti: questi hanno la forza e le competenze per creare una relazione con lui come individuo, in modo da aiutarlo a confrontarsi col mondo dei libri e metterlo nelle condizioni di riuscire a ragionare e a godere di quanto leggono. Svolgono, insomma, un servizio fondamentale alla persona, dandogli spazio e comunque anteponendola al guadagno. Per questo rappresentano un bene prezioso della comunità, che va tutelato e anzi valorizzato al meglio, anche attraverso agevolazioni di tipo economico, come appunto la diminuzione per legge degli sconti, che permetterebbe a loro di “giocarsela alla pari” con la grande editoria di consumo.

Mentre i grandi editori mettono a disposizione i libri; la piccola e media editoria e i librai insegnano ad usarli quei libri, proponendo una vera e propria “educazione sentimentale” al lettore.

Concludo con un appello a tutti i lettori: meno sconti, più conti!

About Luca Mazzocchetti (29 Articles)
Nato il 2 luglio del 1985. Studia Lettere moderne all'Università "G. D'Annunzio"di Chieti e poi Didattica dell'italiano come L2 e LS presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere nella sede di Pescara della stessa Università. Ha frequentato la Scuola vaticana di biblioteconomia. Bibliotecario professionista. Docente di Metodologia presso l'ISSR "G. Toniolo" di Pescara e direttore della biblioteca "Carlo Maria Martini" dell'Arcidiocesi di Pescara - Penne.