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Fondazione Paolo VI, risponde monsignor Valentinetti

Dopo l’ennesimo “attacco” gratuito e supponente l’arcivescovo di Pescara-Penne e presidente della Fondazione Paolo VI fa chiarezza.

“Ho appena letto la comunicazione della FIALS rivolta alla stampa (non a me o alla Fondazione che rappresento), con una domanda: “Cosa accade alla Paolo VI?” 

In realtà dovrebbero ben conoscere la risposta e, se fossero così disattenti da ignorarla, avrebbero tutte le potenzialità e la responsabilità di cercarla nelle sedi competenti.

La risposta è che il bilancio della Fondazione Paolo VI non presenta problemi di stabilità economica, non abbiamo esposizioni debitorie o negative. Il bilancio è stato consegnato al Prefetto, così come accade annualmente, ed è quindi pubblico.

La risposta è che i lavoratori sono pagati regolarmente.

La risposta è che qualsiasi scelta presa dal consiglio di amministrazione è sempre per il bene degli operatori della Fondazione e degli utenti, è sempre una scelta ben accurata e rispondente alle regole dettate dalla Legge e non allo stato umorale del sottoscritto.

La risposta è che non interloquiamo con nessun sindacato non firmatario, come da verbale che la stessa FIALS conosce, e come da nota consegnata al Prefetto, solo pochi giorni fa, per una convocazione da parte di uno stesso sindacato non firmatario.

Queste risposte, però, la FIALS sembra non volerle leggere e preferisce fermarsi alle supponenze di pubblicazione apparse su alcuni media nelle scorse settimane e sul pettegolezzo clientelare per destabilizzare la stessa organizzazione e il presidente che la rappresenta.

Si mette ancora in ballo la situazione della Fraternità Magistrale e, sono sinceramente stanco di dover ribadire – come già fatto con comunicati e interviste – che la stessa – non gestita dalla Curia arcivescovile, non gestita dalla Paolo VI, non gestita dal sottoscritto, ma da una società sotto contratto e con impegni ben precisi da realizzare, è stata chiusa dal giudice per questioni di sicurezza e per non aver rispettato gli impegni contrattuali presi. 

Si ipotizza, ancora, un fallimento nella “rimozione” di don Marco Pagniello, definito dai media “il Prete manager” che sarebbe stato secondo alcuni “spedito a Colle la Pineta”. Ogni scelta sulle responsabilità dei sacerdoti è sempre concordato con gli stessi. Don Marco, che condivide pienamente la posizione del vescovo e del presidente della fondazione, non ha mai risposto, tra l’altro, a domande di nessun giornalista e di nessun sindacato a riguardo, e rimane sempre e comunque un prete sul quale conto essendo direttore della Caritas e della Fondazione Caritas della diocesi, vicario per la pastorale e direttore dell’Ufficio vocazionale. Come si può pensare che sia stato messo da parte, quando, tra l’altro sostiene, responsabilità e impegni con Caritas Italia che riguardano, soprattutto, il coordinamento degli Empori? 

Il sindacato segnala, inoltre, il benessere e la buona gestione della Fondazione Caritas, ribadendo, come sono d’accordo, il buon lavoro di don Marco, ma non sapendo – o volendolo negare per i propri usi – che il Presidente della Fondazione Caritas è sempre il vescovo pro tempore e quindi, in questo caso, il sottoscritto.

Ho l’impressione, quindi, che la FIALS non cerchi delle risposte, ma scelga dei pretesti per non assumersi delle responsabilità sul proprio lavoro. 

Vorrebbero, inoltre, cercare raffronti negli attacchi personali e nella valutazione della gestione della Chiesa – da quando si preoccupano di rappresentare le parrocchie? – e per questi tipi di giudizi, ovviamente, mi difenderò presso le autorità competenti perché non posso più sopportare che si attacchi la mia persona e si discrediti, in un modo così cattivo e gratuito, il mio operato”.  

+ Tommaso Valentinetti

About Simone Chiappetta (481 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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