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Il terremoto dell’anima: L’Aquila a dieci anni dal sisma

«Il terremoto ha moltiplicato le difficoltà delle persone oltre la tragedia, rendendo difficili i rapporti interpersonali, con il territorio e le istituzioni – commenta Don Dante Di Nardo, direttore della Caritas diocesana dell’Aquila – gli eventi di quella notte di dieci anni fa hanno smontato la capacità delle persone di portare avanti la vita nonostante le normali difficoltà quotidiane, trovandosi disarmate».

A L’Aquila un convegno per riflettere sui risvolti spirituali e psicologici che il terremoto del 2009 ha lasciato nelle comunità coinvolte.

Sabato 26 ottobre, presso il Palazzo dell’Emiciclo (Sala Ipogea) de L’Aquila, avrà luogo il convegno nazionale dal titolo “Il Terremoto dell’Anima, a dieci anni dal 6 aprile 2009”.

L’iniziativa, coordinata dalla Caritas Diocesana de L’Aquila e dall’Istituto di Scienze Religiose, si svolgerà in collaborazione con la delegazione Caritas Abruzzo-Molise, la Regione Abruzzo, il Comune dell’Aquila e l’Università degli Studi del capoluogo abruzzese.

Il Convegno sarà dedicato all’approfondimento sui risvolti di natura spirituale e psicologica che il terremoto del 2009 e gli eventi degli anni successivi che hanno sconvolto l’Italia centrale, hanno prodotto nelle comunità colpite dal sisma.

Il tema del convegno è stato introdotto dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo dell’Aquila, in occasione della conferenza stampa di presentazione, spiegando che «Non si può parlare solo di “terremoto”, ma di “terremoti”, perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva globalità.  I sussulti geologici, che hanno fatto violentemente tremare il nostro territorio, non solo hanno demolito case e cose, ma hanno attivato anche “sciami problematici” profondi, che si sono propagati nella mente, nei sentimenti e nelle relazioni della nostra popolazione».

Una condizione di disgregazione sociale, figlia della tragedia di quel 6 aprile 2009, che ha visto l’azione della Caritas aquilana e delle tante associazioni e volontari che si sono attivati sin da subito per portare il loro aiuto.

«Il terremoto ha moltiplicato le difficoltà delle persone oltre la tragedia, rendendo difficili i rapporti interpersonali, con il territorio e le istituzioni – commenta Don Dante Di Nardo, direttore della Caritas diocesana dell’Aquila – gli eventi di quella notte di dieci anni fa hanno smontato la capacità delle persone di portare avanti la vita nonostante le normali difficoltà quotidiane, trovandosi disarmate. Soprattutto gli anziani – continua Don Dante – hanno subito condizioni di rassegnazione e molti di loro si sono lasciati andare perché avevano perso la speranza in un futuro possibile».

La distruzione dei luoghi ha inciso profondamente sul senso di identità della comunità, generando smarrimento, soprattutto nei primi anni dopo la tragedia, con persone e famiglie costrette a riorganizzare interamente la propria vita.

«I luoghi che si frequentano danno un senso di appartenenza e la loro improvvisa mancanza genera turbamento, paura – conclude Don Dante – quel senso di precarietà vissuto in questi anni è stato devastante per la popolazione. La Caritas diocesana attraverso ascolto e accoglienza ha fatto fronte a quel bisogno di vicinanza e accompagnamento di cui la gente faceva fortemente richiesta».

Un evento, questo convegno, dunque, dalla forte carica emotiva che metterà in luce quelle ferite all’apparenza invisibili ma che affliggono le comunità interessate, sconvolte dai loro intimi “terremoti dell’anima”.

Per informazioni, programma e iscrizioni al convegno clicca qui.

About Giannicola D'Angelo (52 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.

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