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Ventennale “Il Samaritano”, Valentinetti: «Indifferenza usata per allontanare i problemi»

«E' importante avere il coraggio di fermarsi qualche volta e giungere alla sapienza del cuore ovvero pensare ai nostri giorni affinché siano sempre giorni di verità, amore, giustizia, pace, fraternità e accoglienza nel nome del Signore».

Il messaggio di Monsignor Tommaso Valentinetti durante la Messa per il ventennale della casa famiglia “Il Samaritano” di domenica 1 dicembre.

Un momento della Messa per il ventennale de "Il Samaritano" presso l'Oasi dello Spirito

“Insegnaci Signore a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” (sal 90, 12). Queste le parole del Salmo scelte da Monsignor Tommaso Valentinetti per la sua omelia di domenica 1 dicembre in occasione della S. Messa per le celebrazioni del Ventennale della casa famiglia “Il Samaritano” in coincidenza del World Aids Day 2019.

«Quello che il Salmo ci comunica è l’attesa per il giorno in cui il Figlio dell’Uomo verrà a dare il giudizio su tutta la Terra – ha spiegato Monsignor Valentinetti – Ma ciò che è importante comprendere in questa giornata non è il giudizio o la paura del giudizio, ma la capacità di essere consapevoli dei propri giorni, del momento presente, il momento in cui vivere intensamente la nostra vita, chiedendoci ‘cosa è il nostro oggi e cosa sarà il nostro domani? Quale strada stiamo percorrendo?’

Mons. Valentinetti durante l’omelia di domenica

Nella riflessione continua che compiamo ci diciamo che abbiamo intravisto le nostre vie, le nostre mete che spesso si incrociano fra loro e si disperdono, ma l’importante è avere il coraggio di fermarsi qualche volta e giungere alla sapienza del cuore ovvero pensare ai nostri giorni affinché siano sempre giorni di verità, amore, giustizia, pace, fraternità e accoglienza nel nome del Signore».

La casa famiglia “Il Samaritano” in questi 20 anni si è presa cura di tanti ospiti, affrontando non solo la malattia, ma anche il pregiudizio che accompagna l’argomento e le molte difficoltà ad esso connesse e perduranti nel tempo.

«Era il 1999 quando nacque la casa famiglia “Il Samaritano” ed iniziava la sua esperienza – ha continuato l’Arcivescovo di Pescara-Penne – In questo caso non contiamo solo i giorni, ma gli anni, nella fatica, nelle difficoltà, nella ricerca e nel Bene, spesso nel disinteresse generale da parte di molti, anche delle istituzioni, un disinteresse che si rivolge anche alle patologie a cui questa casa famiglia fornisce assistenza; ciò non mi sorprende perché è ormai consuetudine usare l’indifferenza come modo per esorcizzare, allontanare tali problemi come quasi non esistessero, ma il problema esiste ed esisterà ancora se non troveremo la strada per capire che forse tutti noi dobbiamo contare i nostri giorni per giungere alla sapienza del cuore: il giorno verrà all’improvviso e cosa risponderemo tutti noi? Cosa risponderanno coloro che hanno potere?».

Fondamentale però è mai abbassare la guardia dinanzi alle difficoltà, ma impegnarsi ogni giorno per affrontarle con coraggio e consapevolezza, un’azione che deve entrare nel cuore di tutta la comunità.

«Cercate di capire tutto questo e vigilate – ha ammonito il presule – perché se il padrone di casa sapesse precisamente a che ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe derubare. Noi un po’ di case, per quel che possiamo e che sappiamo fare, le stiamo proteggendo; speriamo che tutto ciò giunga nel cuore di tanti altri, soprattutto di coloro che ne hanno il dovere».

L’esistenza di una realtà come “Il Samaritano” trova merito nell’intuizione dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne sviluppata attraverso la Fondazione Caritas Onlus.

«Un ringraziamento per questa importante realtà – ha concluso Valentinetti –  va alla Fondazione Caritas, prima diretta da Don Nicola Ielo con la guida di Mons. Francesco Cuccarese e con l’avvicendamento di Don Rodolfo Soccio ed oggi da Don Marco Pagniello. A tutti la mia riconoscenza, ma il ringraziamento più bello è quello del Signore che è colui che conosce il senso di tutto».

L’impegno in questi 20 anni di attività de “Il Samaritano” non si è mai affievolito e non lo farà in futuro, nonostante viva una situazione precaria a causa del mancato accreditamento nell’ambito delle strutture sanitarie della Regione Abruzzo.

«Per questa opera segno – ha aggiunto Don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana –  non è stato ancora implementato un setting socio-assistenziale; tutto è iniziato con un progetto obiettivo della ASL e tale è rimasto. Oggi è una giornata in cui affermiamo che le cose vanno affrontate, non ci si può girare dall’altra parte. Ringraziamo il Signore perché nonostante la precarietà delle istituzioni pubbliche noi siamo ancora qui e facciamo sempre la nostra parte, a volte ci riusciamo, altre no.

Don Marco Pagniello, direttore Caritas Pescara-Penne

Ringraziamo il Signore perché ci offre la possibilità di stare al fianco degli ospiti della casa famiglia dandoci un’esperienza di misericordia e amore; ringrazio Monsignor Valentinetti perché da più di 10 anni è parte attiva di questa realtà. Speravamo nella partecipazione di qualche esponente delle istituzioni, per ribadire le difficoltà in cui operiamo, ma siamo costretti a constatarne l’assenza e troveremo altre strade per interloquire».

La giornata di celebrazioni si è conclusa con lo spettacolo serale “Secondo Orfea: quando l’amore fa miracoli” presso il Teatro Madonna del Rosario e che ha visto la partecipazione delle comunità parrocchiali, di ospiti e operatori della casa famiglia, volontari Caritas e di tante persone della società civile, una platea che ha riempito la sala in ogni ordine di posto godendo dell’intensa, divertente e toccante performance della bravissima attrice ed autrice Margherita Antonelli.

Margherita Antonelli sul palco del Teatro Madonna del Rosario

About Giannicola D'Angelo (56 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.

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