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Ferro di cavallo: “Un errore sociale che ghettizza la povertà”

"Io credo che le case di edilizia popolare – la proposta di don Massimiliano De Luca - debbano essere in periferia, ma anche in centro. Se si vuole fare veramente integrazione, bisogna costruire le case popolari un po’ in tutti i quartieri. Il problema è che nessuno le vuole avere vicino casa"

Lo ha affermato oggi don Massimiliano De Luca, a Rancitelli, partecipando alla fiaccolata in memoria di Marco Cervoni

Don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Pescara

In 200 persone, questa sera nel quartiere pescarese di Rancitelli, hanno partecipando alla fiaccolata in memoria di Marco Cervoni, ucciso l’1 gennaio scorso dopo una lite al cosiddetto “Ferro di cavallo”, organizzata dall’associazione “Per una nuova Rancitelli” anche per mantenere alta l’attenzione sul quartiere dilaniato dallo spaccio di droga.

Alla manifestazione, tra gli altri, hanno partecipato il sindaco di Pescara Carlo Masci e il parroco dei Santi Angeli custodi don Massimiliano De Luca, il quale si è espresso molto duramente nel condannare quanto sta accadendo nella periferia cittadina: «La nostra – spiega – è una fiaccolata silenziosa, perché non c’è più niente e non abbiamo più niente da dire. Quello che dovevamo dire lo stiamo dicendo da anni. La verità è che creare delle discariche sociali fa comodo».

Il presbitero non ha poi mancato di sottolineare le mancanze di politica e istituzioni: «Facciamo questa fiaccolata soprattutto per i residenti – aggiunge don Max -, per far prendere loro anche delle responsabilità perché molti hanno paura anche ad uscire di casa. Quando si dice che Pescara non è Scampia (parole dell’ex sindaco Alessandrini), significa mettere la testa sotto la sabbia. Quando il Prefetto sostiene che i residenti ingigantiscono i problemi di Rancitelli e del Ferro di Cavallo, vuol dire che c’è qualcosa che non quadra».

Successivamente è intervenuto anche sulla recente proposta di abbattere parzialmente le palazzine oggetto del malaffare: «Siamo stati noi – ricorda il parroco degli Angeli custodi – i primi a dire che il Ferro di Cavallo andava abbattuto. Il sindaco Masci ha fatto sua la nostra proposta che avevamo fatto, quando c’era stato l’incontro con tutti i candidati primi cittadini nella campagna elettorale. Il Ferro di Cavallo è un errore sociale che fa si che la povertà venga ghettizzata. Mettere insieme tutte queste persone significa ghettizzarle. Le periferie sono delle vere e proprie discariche sociali».

Da qui un’ulteriore proposta del sacerdote pescarese: «Io credo che le case di edilizia popolare – osserva – debbano essere in periferia, ma anche in centro. Se si vuole fare veramente integrazione, bisogna costruire le case popolari un po’ in tutti i quartieri. Il problema è che nessuno le vuole avere vicino casa. E poi lo dissi qualche tempo fa. Per sconfiggere lo spaccio di droga bisogna colpire i clienti. Ma non il piccolo consumatore, ma i professionisti e i clienti in giacca e cravatta che assumono soprattutto cocaina».

About Davide De Amicis (3054 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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