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Ricambio naturale nel Paese, il dato peggiore degli ultimi 100 anni

Il calo demografico certificato dall’Istat per il quinto anno consecutivo: saldo naturale costantemente in negativo.

116 mila italiani in meno rispetto all’anno scorso, questo il dato Istat sulla popolazione italiana al 1°gennaio 2020. Ad incidere su questo dato è la scarsa natalità, di gran lunga inferiore ai decessi con un rapporto di 67 a 100: un duro colpo al ricambio naturale per il nostro Paese in cui si certifica la peggior situazione dal 1918.

A sottolineare la negatività del dato fornito dall’Istituto Nazionale di statistica è direttamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che parla di indebolimento del tessuto del Paese di fronte al quale va assunta ogni iniziativa al fine di contrastarlo.

Una situazione che si intreccia con il saldo migratorio in negativo degli Italiani, incidendo fortemente sul calo demografico: gli Italiani che vanno a vivere all’estero sono di più di quelli che rientrano; tuttavia il numero dei residenti è mitigato dal saldo migratorio in positivo degli stranieri in ingresso con una percentuale di residenti in Italia pari all’8,9%.

Alcuni numeri sul fenomeno della denatalità e del calo demografico nel Paese: scende di 180 mila unità il numero delle donne in età fertile (15-49 anni) e si alza a 32,1 anni l’età del parto per il primo figlio. Il tasso di natalità è più alto al Nord così come la longevità. Al Sud, comunque, va il primato per la presenza di popolazione più giovane con un’incidenza dei residenti ultra-sessantacinquenni del 21,6% contro il 23,9% del Nord.

About Giannicola D'Angelo (64 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.

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