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Covid-19, autistici: “Chiusi in casa manifestano stress e aggressività”

"Nella ripetizione di vari gesti e attività quotidiane - spiega Alessandra Portinari, presidente di Angsa Abruzzo -, queste persone acquisiscono tranquillità sentendosi a proprio agio e contenendo eventuali impulsi aggressivi. Invece, quando si interrompe la routine, gli autistici vanno in tilt. La sfida quotidiana delle famiglie è quindi quella di ricostruire un programma di azioni da svolgere, difficile da pianificare avendo a disposizione il solo appartamento"

Lo ha affermato Alessandra Portinari, presidente Angsa Abruzzo, nella Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

Per un bambino o un ragazzo autistico, in questi giorni di emergenza sanitaria da Coronavirus Covid-19, rinunciare a gesti quotidiani come stringere una mano, abbracciare una persona e uscire per andare a scuola o al centro di riabilitazione per restare chiuso in casa, può rappresentare un grave disagio che arriva a manifestare anche con reazioni aggressive e violente. Una criticità in più per le loro famiglie, a cui quest’anno è particolarmente dedicata l’odierna Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, istituita il 2 aprile 2007 dall’Assemblea generale dell’Onu.

Una condizione, l’autismo, che riguarda circa 1.500 abruzzesi i quali soffrono più degli altri le restrizioni sociali imposte dal Governo per arginare il contagio del virus: «Queste rinunce – conferma Alessandra Portinari, presidente regionale dell’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) – negli autistici sono motivo di forti stress e tensioni, che riportano all’interno della famiglia. Nella ripetizione di vari gesti e attività quotidiane, queste persone acquisiscono tranquillità sentendosi a proprio agio e contenendo eventuali impulsi aggressivi. Invece, quando si interrompe la routine, gli autistici vanno in tilt. La sfida quotidiana delle famiglie è quindi quella di ricostruire un programma di azioni da svolgere, difficile da pianificare avendo a disposizione il solo appartamento».

Per tali ragioni il Governo ha permesso ai ragazzi autistici di uscire, insieme ad un genitore o ad un accompagnatore munito di autocertificazione e certificato medico, restando nelle vicinanze di casa: «È un modo – sottolinea la Portinari – per permettere ai soggetti autistici di sfogarsi un po’. I più fortunati possono farlo nei giardini, i meno fortunati in cortile, ma comunque è una possibilità in più. Tra l’altro tantissimi autistici, in questi giorni, sono stati bersagliati da insulti rivolti loro da quanti li hanno visti uscire, ignari dell’eccezione che glielo consente per motivi di salute».

Alessandra Portinari, presidente Angsa Abruzzo

Ma le uscite da casa non bastano per superare l’intera giornata e così l’Angsa Abruzzo ha messo a disposizione il numero di telefono 347 6368397, al quale risponde la psicologa Giulia Coppola per fornire ulteriori suggerimenti alle difficoltà espresse dalle famiglie: «Stanno chiamando in tanti – racconta la presidente dell’Angsa Abruzzo -, per chiedere cosa fare in caso di gesti aggressivi compiuti dai figli oppure quali attività proporre per riempire il loro tempo. Uno dei consigli è quello di farli lavorare sulla loro autonomia e indipendenza. Ad esempio, si può insegnare ad un bambino autistico a raccogliere una carta e gettarla nel cestino, oppure ad apparecchiare la tavola. Un gesto semplice per un normodotato, ma che diventa difficile da acquisire e ripetere per un autistico di media gravità». Queste ed altre attività possono essere proposte ai ragazzi autistici anche attraverso la consulenza dei propri centri di riabilitazione.

Tra l’altro, attraverso il confronto con i neuropsichiatri, le agenzie sanitarie regionali e le associazioni del settore, l’Istituto superiore di sanità sta per emanare anche un protocollo medico da applicare in caso di positività al Covid-19, riscontrata in una persona autistica o nel suo nucleo familiare.

Tornando alla Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, quest’anno non si potranno ammirare i monumenti che tradizionalmente si illuminano di blu, né si potranno organizzare convegni, eventi, iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione e per questo l’Angsa, per l’occasione, ha proposto di pubblicare sui social una foto mostrando o indossando un oggetto di colore blu con l’hashtag #alprimoposto, per dare un’attenzione particolare alla ricerca e alla sanità, principali elementi per garantire un futuro alle persone con autismo.

Inoltre Angsa, da oggi fino al prossimo 12 aprile, aderisce alla raccolta fondi per la ricerca scientifica promossa dalla Fondazione italiana autismo (Fia) al numero solidale 45588: «In questa fase delicata che stiamo vivendo – ricorda Alessandra Portinari – è ancora più necessario accendere i riflettori su questa giornata, per ricordare l’importanza del sostegno e del supporto alle famiglie di persone con autismo. La catastrofe Coronavirus non cancella, purtroppo, la silenziosa epidemia che le nostre famiglie continuano ad affrontare da sempre, e spesso in perfetta solitudine. Situazione che ci ricorda quanto è essenziale un servizio sanitario nazionale e un sistema sociale pubblico efficienti e adeguatamente finanziati».

Dunque la giornata del 2 aprile non è una festa, ma un momento di consapevolezza e riflessione, per garantire una crescita della comunità: «L’esperienza di questi giorni con la pandemia Covid-19 – conclude la presidente dell’Angsa Abruzzo -, ci ha ricordato quanto sia importante la ricerca scientifica e la sanità. Entrambe devono essere sempre al primo posto. Le persone con autismo e i loro familiari sanno bene che la ricerca scientifica è fondamentale per scoprirne l’origine, le cause e i migliori interventi abilitativi per i Disturbi dello spettro autistico. L’autismo è una condizione biologica di cui, se si conoscessero le cause e la genesi, si potrebbero trovare interventi innovativi o efficaci per affrontarlo, nella migliore delle ipotesi, per cambiarne la storia naturale. Le persone con autismo, inoltre, non vedono ancora garantito in tutta Italia il diritto alla presa in carico di tipo sociosanitario, così come prevista dalle leggi e dai Livelli essenziali di Assistenza (Lea)».

About Davide De Amicis (3206 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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