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Essere casa per chi non ha casa

"Oltre alle necessità materiali, cerchiamo di sostenerli anche negli aspetti umani o spirituali. - afferma Gilberto Grasso, responsabile della Comunità pescarese - Hanno tanto bisogno di parlare con una persona amica"

L’impegno della Comunità di Sant’Egidio per i poveri e gli anziani di Pescara

Le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria sembrano muovere da un presupposto non completamente inclusivo.

«In questo momento, le direttive delle autorità chiedono a tutti di limitare le uscite ai casi di stretta necessità. Una regola dello stare a casa che è paradossale per chi una casa non ce l’ha.» – afferma Gilberto Grasso, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Pescara – «Tale condizione fa sentire ai senzatetto, ancora di più del solito, la mancanza di un’abitazione. È una doppia frustrazione: non avere una casa e essere maggiormente esposti al rischio di contagio» .

«Tra i vari impegni della Comunità Sant’Egidio – spiega Grasso – c’è l’essere accanto ai poveri nell’amicizia. E il covid-19 non ferma la nostra attività fatta di preghiera e impegno: abbiamo solo dovuto ridisegnare i nostri servizi. A turno con altre associazioni, c’è sempre qualcuno che gira per Pescara alla ricerca dei nostri amici senza dimora. Il Comune e la Protezione Civile hanno predisposto delle tende per accoglierli, ma ci sono ancora una trentina di persone per strada».

Gilberto Grasso, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Pescara

«Sappiamo dove sono – prosegue il responsabile della Comunità pescarese – e cerchiamo di aiutarli soprattutto in questo momento. Ci assicuriamo che stiano bene, raccogliamo le loro esigenze, portiamo loro cibo e vestiti, ma non solo. Oltre alle necessità materiali, cerchiamo di sostenerli anche negli aspetti umani o spirituali, ad esempio fermandoci a chiacchierare con loro: hanno tanto bisogno di parlare con una persona amica. Ed è bello e allo stesso tempo triste sentirci dire “Menomale che c’è qualcuno che si ricorda di noi”».

«In giorni come questi, infatti – continua Gilberto Grasso – sono particolarmente isolati. Le restrizioni alla mobilità hanno fatto venir meno tutta quella rete di sostegno spontaneo, quei piccoli gesti di solidarietà che passano ad esempio attraverso qualche moneta donata in elemosina».

Oltre al sostegno ai poveri, il cammino della Comunità di Sant’Egidio si occupa anche degli anziani e di tutte le persone con difficoltà. «Abbiamo un gruppo di giovani, i Giovani per la pace, che tutte le settimane tiene alcune attività presso il Centro Nazareth di Pescara. Gli anziani ospiti dell’istituto soffrono il vivere giornate monotone, tutte uguali. L’appuntamento settimanale con i giovani è diventato un momento tanto atteso: con canti e chitarre portiamo gioia e allegria. – racconta Grasso – Date le circostanze attuali, è impossibile proseguire questi incontri nel modo consueto, ma non per questo abbiamo interrotto la nostra vicinanza. I nostri giovani hanno registrato alcuni video di saluti che abbiamo fatto arrivare agli anziani attraverso le suore della struttura e loro ci hanno risposto con altri video. Per Pasqua – prosegue – abbiamo inviato loro biglietti, lettere e disegni di auguri».

Infine la preghiera, che ha un posto centrale nella spiritualità di Sant’Egidio, «prosegue normalmente attraverso i mezzi tecnologici, che ci permettono di continuare il nostro cammino insieme anche in tempo di quarantena».

Un cammino che non si ferma, ma che sa sempre reinventare nuove modalità per stare vicino ai bisognosi e proseguire la propria missione, specialmente in questi momenti.

About Alfredo Battisti (31 Articles)
Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Ha conseguito il diploma con lode al Liceo Scientifico di Popoli. Studia Giurisprudenza presso l'Università LUMSA di Roma.