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“Rinnovare il nostro impegno ad amare la casa comune”

"Trovando l'armonia dentro di noi avremo la possibilità di rientrare in un rapporto nuovo con la Terra"

Le parole di Papa Francesco e del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo per la Giornata mondiale della Terra

Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo in un recente incontro

L’attenzione alle esigenze dell’ambiente e la cura del pianeta hanno conosciuto un ruolo sempre più di primo piano nella sensibilità pubblica. Negli ultimi anni alle molteplici iniziative delle associazioni ambientaliste si sono affiancate le manifestazioni di giovani in tutto il mondo ma anche l’interesse delle varie confessioni religiose.

Questo tema, particolarmente caro anche a Papa Francesco, è stato affrontato nell’Udienza generale di stamattina. «Oggi celebriamo la 50ª Giornata mondiale della Terra – ha affermato il Santo Padre – È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia. La Lettera Enciclica Laudato si’ ha proprio questo sottotitolo: “sulla cura della casa comune”».

In piena sintonia con le parole del Papa è stato anche il messaggio del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, il quale ha dichiarato come tale ricorrenza «in questi giorni di pandemia mondiale che ha messo l’intero pianeta ‘a riposo’, deve farci riflettere su quanto abbiamo promesso e non mantenuto durante questo mezzo secolo».

«A causa dell’egoismo – ha proseguito Francesco nell’Udienza generale- abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità. E come reagisce la terra? C’è un detto spagnolo che è molto chiaro, in questo, e dice così: “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai”. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta».

«Abbiamo bisogno di un modo nuovo di guardare la nostra casa comune. – ha dichiarato il Pontefice – Intendiamoci: essa non è un deposito di risorse da sfruttare. Per noi credenti il mondo naturale è il Vangelo della Creazione. Siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra! È il momento, ha aggiunto Francesco, di risvegliare «il senso estetico e contemplativo che Dio ha posto in noi».

Nel suo comunicato, il Patriarca Bartolomeo ha anche ricordato gli impegni per l’ambiente portati avanti insieme a Papa Francesco. A nome suo e del Santo Padre ha poi rivolto un appello al mondo: «in sintonia, mano per mano come fratelli, gridiamo alla intera umanità di fermarsi, di accogliere il grido di dolore che sorge dalla natura ferita, da questa nostra casa comune, dentro la quale siamo divenuti tiranni e non operatori di pace e suoi buoni economi».

«Il tempo delle parole è finito, ora possono solo iniziare le opere. – ha proseguito il Primate ortodosso – La natura, animali e vegetali sono in un ‘gioioso riposo’ in questo periodo. Solo l’uomo è scosso e turbato. Trovando l’armonia dentro di noi, – che “è opera dello Spirito Santo” ha ricordato Papa Francesco proprio stamattina – e riscoprendoci e ridonandoci l’uno all’altro, avremo la possibilità di riappropriarci della nostra vita e di superare questo momento e rientrare in un rapporto nuovo con la Terra e con tutto il cosmo, perché ogni cosa ci è data da Dio per il bene. La scelta è di tutti noi assieme».

About Alfredo Battisti (31 Articles)
Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Ha conseguito il diploma con lode al Liceo Scientifico di Popoli. Studia Giurisprudenza presso l'Università LUMSA di Roma.