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25 aprile: “Quanti combattono il virus in prima linea onorano la Repubblica”

"La nostra peculiarità nel saper superare le avversità – esorta Matterella - deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale"

Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

È stato un omaggio solitario e con mascherina, indossata fino ai piedi dell’Altare della patria, quello compiuto stamani dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla tomba del Milite ignoto nella festa del 25 aprile: «Oggi – ricorda il Capo dello Stato in un messaggio – celebriamo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. La pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case. Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale, così come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese».

Nel suo intervento, il presidente Mattarella ha poi fatto riferimento alle “energie positive”, sprigionate dalla Liberazione, che hanno portato alla rinascita del Paese: «Il popolo italiano – sottolinea il presidente della Repubblica – riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista».

Quindi, a conclusione del suo messaggio, Mattarella è tornato a far riferimento alla pandemia di Coronavirus Covid-19: «La nostra peculiarità nel saper superare le avversità – esorta – deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale».

About Davide De Amicis (3287 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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