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Covid-19: “Sta producendo povertà, paura, lacerazioni sociali e distanziamento di coscienze”

"Dicono - osserva Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di strada onlus - che il virus è democratico, perché colpisce poveri e ricchi. Lo dimostrano le aberrazioni di queste ultime settimane, quando si è giunti a sanzionare e multare persone senza tetto, come novelli untori, perché non obbedivano all’ordine di rimanere in casa. Sembra che la povertà al tempo del Covid sia una colpa ancor più grave, come se le 50 mila persone senza dimora nel nostro paese avessero scelto la loro condizione"

Lo ha affermato Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di strada onlus, illustrando il bilancio sociale 2019

Il Coronavirus ha acuito le problematiche già di per sé gravi dei senzatetto italiani. Una situazione sulla quale ha fatto luce l’associazione Avvocato di strada onlus, che si occupa di offrire una tutela legale gratuita ai senza fissa dimora e alle vittime della strada, che ieri ha presentato il bilancio sociale 2019 e oggi, alla presenza dei coordinatori locali, terrà in streaming l’assemblea annuale: «Il Covid-19 – conferma il presidente, Antonio Mumolosta producendo povertà, paura, lacerazioni sociali e distanziamento di coscienze. Dicono che il virus è democratico, perché colpisce poveri e ricchi. Lo dimostrano le aberrazioni di queste ultime settimane, quando si è giunti a sanzionare e multare persone senza tetto, come novelli untori, perché non obbedivano all’ordine di rimanere in casa. Sembra che la povertà al tempo del Covid sia una colpa ancor più grave, come se le 50 mila persone senza dimora nel nostro paese avessero scelto la loro condizione. Di fronte a questa assurdità inconcepibile, non possiamo restare inerti, nonostante la gravità del momento ci impegni su tanti fronti, anche personali e familiari».

Antonio Mumolo, presidente Avvocato di strada onlus

Questo contesto drammatico e paradossale, ha spinto l’associazione ad andare oltre l’ambito della tutela giuridica: «Il ruolo di advocacy che abbiamo – sottolinea Mumolo, citando la recente lettera rivolta alle massime cariche dello Stato affinché “aiutino le persone ad uscire dalla strada” – ci porta ad agire in ogni sede per rimuovere le condizioni sostanziali che generano quelle storture. La pandemia non ha fatto che mettere in drammatica evidenza le fondamenta fragili di una società dominata dall’individualismo diffuso, al servizio degli interessi di pochi. E il rischio è che le limitazioni di alcune libertà, dettate comprensibilmente dall’emergenza sanitaria, possano apparire una soluzione stabile per ripristinare e anzi rafforzare quel modello, soprattutto a danno delle marginalità».

Esaminando il bilancio sociale dell’associazione, sono state 3.988 le pratiche aperte da Avvocato di strada nel 2019, di cui 1.851 sono state quelle di diritto civile, 347 di diritto penale, 1228 di diritto dei migranti e 562 di diritto amministrativo. In particolare, il tema della residenza anagrafica resta sempre quello maggiormente trattato dai suoi volontari. Infatti, rispetto al 2018, nel corso dell’anno 2019 sono state 351 in più le pratiche aperte per questioni legate all’iscrizione anagrafica, con un incremento del 69% rispetto all’anno precedente: «La mancanza della residenza anagrafica – precisa Avvocato di strada onlus – si conferma, pertanto, il problema principale per chi vive in strada. La cancellazione dalle liste anagrafiche ha infatti conseguenze drammatiche. Basti pensare che senza residenza non si ha diritto all’assistenza sociale o a prestazioni sanitarie che non siano di pronto soccorso, non si può aprire la partita Iva, non si può avere un conto corrente, non è possibile esercitare il diritto di voto, accedere al patrocinio a spese dello Stato e molto altro ancora». Da questo punto di vista, per l’associazione è stato emblematico il caso del reddito di cittadinanza: «La residenza – denota la onlus – è infatti un requisito essenziale per richiedere questa misura».

Ma resta alto anche il numero delle pratiche relative al diritto del lavoro: «I volontari, in questo ambito – illustrano gli operatori dell’associazione – affrontano casi di lavoratori assunti senza contratto e poi non retribuiti o ancora di lavoratori licenziati senza motivo. Sempre più frequenti sono i casi di caporalato e di abuso di potere da parte dei datori di lavoro, quasi sempre a danno di cittadini stranieri, ai quali vengono spesso imposti ritmi di lavoro estenuanti a fronte di salari miserrimi».

Nel bilancio emerge, infine, un dato di fatto: «Va dato atto che ai nostri sportelli – conclude l’associazione Avvocato di strada onlus – incontriamo numerose persone per le quali non esiste alcuna strada possibile per ottenere una regolarizzazione del soggiorno sul territorio italiano e che sono dunque condannate ad una situazione di irregolarità, divenendo doppiamente invisibili». Una situazione ingenerata dalla «stretta legislativa di fine 2018, che ha comportato l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, insieme alle forti limitazioni normative volte a contingentare il numero di permessi di soggiorno per motivi di lavoro dei cittadini extracomunitari. Circostanze che fanno sì che per tanti stranieri non sia possibile o non sia più possibile costruirsi un futuro in Italia».

About Davide De Amicis (3262 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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